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AAVV - Bambini Cattivi ***

pagine 142 - € 8,00
Melquiades Edizioni

Ho approfittato di Alessandro e della sua vendita di libri a peso. E confesso che qualche remora l’ho avuta, visto la fatica che faccio a comprare i libri usati, solitamente. Mi piace di più leggere i libri nuovi, come se l’occhio che scorre le righe arrotondi le pagine e le renda meno incisive. So che è una cazzata, ma ognuno ha le sue fisse. Comunque se non fosse per il kilo di libri acquistato col cavolo che me la sarei procurata questa antologia. Quindi meglio così, anzi, meglissimo, per dirla alla Robin della Palazzolo.

Ma torniamo al libro, letto in un sabato piovoso, un po’ di righe sul divano e un po’ sul letto, un po’ di giorno e un po’ la notte.

Bambini Cattivi è una raccolta di racconti di autori orbitanti nel sito latelanera.com. racconti che fanno capo a due concorsi di narrativa “di genere” (horror, noir, ecc). I due concorsi in questione, che hanno da poco chiuso i battenti e pare che siano alla loro ultima edizione, sono il “666passi nel delirio” e il “NellaTela!”. Due concorsi che, con i limiti rispettivamente di 666parole e di 20000 caratteri, hanno originato due tipologie di racconto ben definite. Quelli brevi che si leggono in pochi minuti, d’impatto immediato, e quelli più lunghi che riescono ad avvolgere, a generare un climax più complesso e, anche se difficilmente possono essere interrotti, tendono a lasciare un po’ più di respiro.

Personalmente è stato come trovarmi in casa di amici, visto che buona parte degli autori erano nomi noti, sia a livello di scritti che di community. Il mio giudizio, quindi, potrebbe essere di parte, lo ammetto. Però non è così. A malincuore, infatti, devo ammettere di aver letto con più piacere questa raccolta, piuttosto che quella targata 2006, contenente i migliori racconti del “666”. Alcuni racconti sono prescindibili, certo, ma sono pochi ed è per lo più questione di gusti. La maggior parte dei lavori di “Bambini Cattivi” sono pezzi che conquistano e si lasciano ricordare. Scritti con cura, gestiti con un buon lavoro di editing e presentati con un più che discreto aspetto estetico (un plauso a GiòBuzi per la copertina).

Non mi dilungo sui singoli racconti, perché sarebbe un’ingiustizia per i lettori, visto la loro brevità. Premetto solo che si tratta temi eterogenei con stili eterogeni. Si passa dalle classiche streghe ai bruchi giganti, dai racconti lirico-gotico a quelli più votati allo humor nero, arrivando al brano più visionario, curato e d’impatto, quello di Elvezio Sciallis, che chiude la raccolta.

Personalmente, a parte Sciallis e “La signora della neve” di M. Guetti, ho gradito particolarmente Presenze (B. Massaro), Il custode delle ciabatte (S. Cremonini), Proserpina (G. Burello), appena un gradino sopra dei racconti di A. Franco, G. Agnoletti e S. Valbonesi. (e approfitto per salutare tutti i conosciuti).

2 commenti:

  1. Raccolta curata ma che trovo di 'media qualità'.
    Ho apprezzato Ciabatte di Simona e un altro paio (letta tanto tempo fa, non ricordo chi erano...), però l'unico capolavoro lì dentro secondo me è il racconto conclusivo di Elvezio; ma ce ne erano anche 2 o 3 che ho trovato mediocri.

    Ian

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  2. a me invece è piaciuta molto di più del 666passi nel delirio dell'anno scorso.
    quello di elvezio è comunque un capolavoro indiscutibile.
    ma anche presenze e proserpina mi sono piaciuto
    e anche la signora della neve.
    e si
    ovviamente le ciabatte. alla fine mi è piaciuta, sta raccolta.
    :)

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