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La sedia vuota di Jeffery Deaver ****

Mi ero ripromesso di leggere un altro Deaver e l’ho fatto, scegliendo uno di quei titoli da molti indicati come tra i suoi lavori migliori.
E stavolta non sono rimasto deluso, pur essendoci qualcosina, in questi thriller, che non mi suona perfettamente, come una lieve dissonanza, quasi impercettibile.Premesso che questo thriller, è una specie di sequel, visto che ha come protagonisti la fortunata coppia di investigatori de “Il collezionista di ossa”, va detto che, senza dubbio, si sfrutta una caratterizzazione già elaborata in precedenza, e soprattutto, indelebilmente segnata dalle immagini della trasposizione cinematografica.

Quindi inutile raccontarsela: bastano poche pagine e subito compaiono le facce di Angelina Jolie e Denzel Washington, e non si può dire che ciò nuocia alla narrazione.
In ogni caso mi sono permesso di fare un gioco, che qualunque lettore un po’ smaliziato potrebbe fare, con i thriller in generale e con quelli di Deaver in particolare.
Il giochetto è una gara con l’autore, cercando di prevedere, già dalle prime righe, i colpi di scena che si susseguiranno lungo le pagine. Un punto a noi quando si indovina, un punto all’autore quando prendiamo una cantonata.
Le regole sono semplici: è sufficiente pensare al contrario e dubitare di tutto.
Tizio ti sembra tanto buono e degno di compassione? Allora è cattivo.
Caio ti sembra tanto stronzo e dogno di morte? Allora sarà buono.
Sempronio sparisce e pare morto? Allora è vivo.
Sta per succedere qualcosa? Non succederà.
Temete che stia per succedere qualcosa? È già successo.
E via di questo passo.
Insomma, basta utilizzare un “modus leggendi” gonfio di disincanto e sospetti, quasi come Denzel Wasc…ehm, pardon, Lincoln Rhime.

Ebbene, io l’ho fatto. Volete sapere com’è andata? Ha vinto Deaver!

Non clamorosamente, no. Anzi, a una cinquantina di pagine dalla fine ero chiaramente in testa (e quindi anche un po’ innervosito, per averle indovinate tutte, fino a quel punto). Ma poi il libro sembrava non finere mai, e visto che Deaver non pare uno che spreca troppe pagine senza che succeda qualcosa, in quelle ultime righe mi ha affiancato e superato, lasciandomi soddisfatto e stanco, da una lettura che è stata, nelle seconda metà del libro, sempre più frenetica e avvincente.
Il prezzo da pagare, ovviamente è che ci si rovina un po’ il libro, ma visto che è una malattia naturale di chi legge trhiller, quella di cercare di indovinare “chi fa cosa e perché”, è un giochetto che potete fare, soprattutto con questo autore.
Per quanto riguarda il sasso, che anche un lavoro perfettamente calibrato e credibile come questo, può lasciare nella scarpa del lettore, siamo di fronte ad eventi di poco conto, che raramente sollevano domande o perplessità.
L’unica perplessità di un certo rilievo che mi sovviene, è il momento in cui a un presunto colpevole si chiede di immaginare il signor A sulla sedia vuota, ma l’altro vuole immaginare il signor B. Ecco che sia il poliziotto che lo psicologo invece di chiedere “come mai A”, dicono “Di A non ci frega un cazz, abbiamo detto che devi parlare di B!”; con buona pace del senso logico di chiunque. Ma è solo una piccola incongruenza, del tutto passabile.
In questo libro, non essendoci situazioni assurde o pirotecniche, le ambientazioni e i personaggi risultano credibile e ben riusciti, e anche la trama, presenta una credibilità che non soffre mai dei ritmi che le vengono imposti.
Insomma, questo non è solo un thriller, ma è un manuale, un prototipo pressochè perfetto di un certo tipo di letteratura. La costruzione dell’intreccio, la descrizione di luoghi, fatti e persone e le tecniche di narrazione (il flash-back in primis) sono usate in modo ottimale, senza che gli si possa muovere una benchè minima critica. Davvero nulla da eccepire. Ovviamente, sia chiaro, state leggendo un thriller che va preso nel suo tentativo di essere verosimile, e non veritiero. E questo libro lo è. Da leggere!

Lascio anche una breve sinossi, rubata a ibs.it, per avere un’idea della vicenda:

Quadriplegico da anni, Rhyme vuole recuperare almeno in parte la sua mobilità. Con Amelia si reca perciò nel North Carolina per sottoporsi all'operazione. Ma appena arrivati le autorità chiedono il loro aiuto in un'indagine: nell'arco di ventiquattr'ore nella cittadina di Tanner's Corner ci sono stati un omicidio e il rapimento di due giovani donne. Il principale sospetto è uno strano adolescente di nome Insetto. Rhyme e Amelia riusciranno ad inchiodare il giovane, ma nemmeno Rhyme potrebbe mai sospettare che Amelia non sarà d'accordo con lui e fuggirà nella palude insieme al ragazzo che lui considera uno spietato assassino. E così Rhyme si trova ad affrontare la sfida più difficile: quella con la donna cui ha insegnato tutto ciò che sa.

LA SEDIA VUOTA
Jeffery Deaver
Edizioni Sonzogno
Pagg. 465 - € 17.00 ma lo trovate a molto meno in promozione
ISBN: 88-454-2032-9

3 commenti:

  1. bella rece, come sempre. Sono felice che questo libro ti sia piaciuto, visto che - come ti avevo già segnalato tempo fa - è uno dei miei preferiti di Deaver.
    ciao Gelo, a presto!

    Val

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  2. e bravo Gelo!
    entra anche tu nel clan dei Deaveriani... ;)
    MisterEcho

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  3. Ma...non so proprio se diventerò deaveriano. Sono già un lansdaliano...palhaniukiano...
    non vorrei abusare di cittadinanze:)

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