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L'Albero di Halloween di Ray Bradbury **


Il problema è che un libro con la copertina come questa, uno come me, che ama l’arancione, prima o poi l’avrebbe comprato. Il fatto che me l’abbiano regalato non ha fatto altro che accelerare il processo.
È un libro inutile. Lo dico subito, così non rischio che state uscendo di casa e magari avete letto solo le prime tre righe e magari state per passare il libreria e magari vi capita di vederlo sullo scaffale. Ecco, ora siete salvi e non venite a dirmi che non vi ho avvertiti, eh.
Ray Bradbury è QUEL Ray Bradbury. Uno di quegli auturi che sono riusciti a scrivere un libro così bello e/o famoso da vederselo attaccare al proprio appellativo come fosse un secondo cognome.
William Golding quello del Signore delle Mosche
George Orwell quello di 1984
Bram Stoker quello di Dracula
Melissa P. quella di Cento colpi di spazzola, prima di andare a dormire
(E quest’ultimo esempio è per farvi capire il perché del e/O famoso)
Ebbene, Ray Bradbury è Ray Bradbury quello di Fahrenheit 451. Ecco perché, per uno come me che è ancora indietro con il “libri che bisogna assolutamente aver letto”, cominciare a leggere di Bradbury da questo libro misero misero, è un po’ come fargli un torto. Ecco perché ho subito comprato e messo sullo scaffale Fahrenheit 451, anche se questo libro è del tutto inutile. Questione di onestà intellettuale.

Dicevamo. Libro un po’ insulso, ma con delle attenuanti. Una in particolare: il libro è stato scritto nel 1972, e posso ben capire che parlare di Halloween e in quell’anno dev’essere ben diverso dal parlare della notte di ognissanti oggi, dopo il turbine di conoscenze che ha travolto e sparso mondialmente tutto ciò che è legato a questa festa.

Questo probabilmente è uno dei problemi che il lettore deve affrontare quando l’autore, a scopo quasi didattico, snocciola le antiche usanze dei nostri antenati riguardo alla morte e ai modi in cui veniva celebrata. Passando per uomini della preistoria ed Egizi, i Druidi pagani e la Notrè Dame cristiana, il lettore, al pari del gruppo di bambini protagonista della storia, attraversa il tempo, scoprendo l’evoluzione della festa dei morti nel corso dei secoli.
La seconda attenuante, oltre la contestualizzazione, è il fatto che, nel linguaggio e nella trama, “L’albero di Halloween” è un libro per ragazzi. I protagonisti sono bambini di otto-dieci anni, e tale età resta buona anche per il target di lettori a cui il libro può piacere maggiormente.
Fine delle attenuanti.
Due parole sulla storia per capire come mai il libro può restare anche sullo scaffale.
Dalla terza di copertina: “Nella serata che precede Ognissanti qualcosa di stupefacente è accaduto: un enorme albero è apparso, e dai suoi rami pendono centinaia di zucche. Zucche in cui sono intagliati sorrisi inquietanti che fissano otto ragazzini. È la notte di Halloween e ognuno di essi indossa una maschera ma... dov'è finito Pipkin? Scortati da Sudario, una guida davvero particolare, i ragazzini partono alla ricerca dell'amico.”
Dunque, premesse le attenuanti, la pecca principale è la superficialità. Tutto pare trattato con una certa condiscendenza, come se il libro fosse dedicato a un lettore minore (ma i ragazzi sono piccoli, non idioti) e quindi c’è una caratterizzazione dei personaggi quasi nulla, dipingendoli solo come le maschere che rappresentano l’usanza che andranno a scoprire (mummia, strega, cavernicolo?!?...). La stessa figura di Mr Moundshroud (sapientemente non tradotto) che fa da guida alla compagnia, per quanto carismatica risulta trattata con faciloneria, senza assegnargli un carattere ben definito. Qualche bella immagine visiva come lo stesso albero adorno di zucche illuminate e l’aquilone gigante con cui i ragazzini viaggiano nel tempo, o Notre Dame con i gargoyle che arrivano da ogni dove e si fanno pietra, viene poi sprecata da trovate banali e mal utilizzate come il male misterioso che colpisce Pipkin. (a pagina dieci si tiene il fianco destro dolorante…chissà cosa avrà mai, eh?).
Il tutto narrato in un modo che è così semplice da risultare noiosetto e, anche se il libro si potrebbe leggere in un paio d’ore o anche meno, alla fine ci si dilunga, perché diventa più interessante staccare gli occhi dal libro e fare altro (non dico accendere la tv, però ci siamo vicini).
Insomma, se proprio dovete comprare un libro per ragazzi che sia un po’ “depaura” comprategli i romanzi di Lansdale della Fanucci tif (In fondo alla palude, L’ultima caccia, La sottile linea scura) Sono meglio e spendete anche meno.
Riguardo a Bradbury, che nemmeno saprà che gli hanno tradotto e pubblicato questo racconto lungo che lui sicuramente avrà visto come divertissement, mi rifarò con Fahrenheit 451. Questo qua è buono soprattutto per riempire il mio scaffale di libri con il dorso giallo.


Titolo L’Albero di Halloween
Autore: Ray Bradbury
Editore: Piccola Biblioteca Oscar Mondadori
Pagg. 124 - € 8.40
ISBN:88-04-53826-0

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