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L'allegra compagnia del sogno di J.G.Ballard***


Oh, dunque. visto che il sondaggione per sapere che cosa volete di più pare non prendere quota, ma il "più libri" mi fa capire che, considerato anche il mio tentativo d'essere narratore, parlare di libri dovrebbe essere una cosa sempre gradita. Allora parliamo di libri.
Questo è stato l'ultimo libro del 2007.
L'ho letto con la consapevolezza del dopo ibuk, cioè dopo essermi reso conto del perché mi piace Ballard. Aldilà dei suoi pregi formali e del suo scrivere pulito, immediato ed essenziale, Ballard è un cantore del diverso e della meraviglia. I suoi personaggi non sono mai persone ordinarie, normali, ma sono spesso dei diversi. E non sto parlando solo di emarginati, ma di una diversità in senso lato, impregnante.
In questo libro, anche abbastanza carino da vedere, la Fanucci (ma quanto sta marciando la Fanucci nella guerre delle case editrici?!) ha ripescato è reso presentabile con una copertina in fin dei conti azzeccata, questo lavoro di Ballard. vi lascio la recensione formale, quella senza parolacce. Lo so lo so, vi piacciono con le parolacce, ma è domenica oggi, suvvia...^^

Se dovessi definire questo libro di Ballard in una parola, vi direi “straniante”. Ormai ho capito che è una capacità che il buon James Graham possiede e sa usare molto bene, quella di far precipitare il lettore in un universo alieno, dove le regole sono stravolte, assurde, folli, eppure indecifrabilmente condivise e seguite.
Era successo nel “Condominio”, nell’”Isola di cemento”, e succede anche in questo romanzo che sta girando ora per le librerie in questa nuova(?) collana della Fanucci: Vintage. Cos’avrà mai di vintage questo libro non lo so, ma l’aver proposto questo lavoro di Ballard del ’79 è già un merito, e questo mi basta (Il titolo originale, con un significato completamente diverso, era: “the unlimited dream company”).
Qualche parola per riassumere la trama, prima di passare alle sue caratteristiche principali. Blake, l’indiscusso protagonista, è un ex-quasiprete, un ex-studente, un ex-pornoscrittore e un ex-unsaccodialtrecose, ed è ossessionato dall’idea di volare. Ruba un Cessna dall’aeroporto di Londra e precipita nel Tamigi dopo pochi chilometri, a Shepperton.
Rimane, miracolosamente incolume, dopo essere stato sott’acqua per diversi minuti e la piccola cittadina, popolata di personaggi stranissimi, lo adotta e lo imprigiona come se fosse un nuovo Messia. E Blake, i miracoli, li compie davvero, cavalcando la sua passione per il volo e una smania irresistibile (e ricambiata) di congiungersi carnalmente con tutti gli abitanti della cittadina. Così, in un delirio di visioni, sogna di trasformarsi in condor, in pesce spada, in cervo, trasformando via via tutti gli abitanti, in uccelli, pesci, mammiferi, mentre nel relitto del suo Cessna continua ad esserci un corpo che non sa di chi è. Blake diventa una specie di San Francesco che guarisce, trasforma ed esalta. Poi al potere visivo si legano le vicende, e la storia di Blake e della sua Shepperton prosegue come un moderno Vangelo.
Tutti i temi ballardiani, quindi, ritornano, cedendo però il passo a uno soprattutto: il potere visivo delle immagini. Ballard, pur scadendo in alcuni (pochissimi) momenti in immagine non sempre originali, offre al lettore delle visioni potenti ed evocative, spesso, come si diceva, stranianti.
Scene in cui Blake, con le mani imbrattate di sperma, fa crescere una foresta tropicale ovunque tocchi qualcosa e difende la sua cittadina dal mondo esterno attraverso alberi alti decine di metri, oppure dove trasforma tutti gli abitanti che si immergono nel fiume assieme a lui in ogni sorta di pesce, creando un Tamigi brulicante di focene, salmoni, cernie, trote, delfini e una balena, sono momenti tanto mistici, quanto allucinati.
Aldilà delle visioni, continuano a essere presenti i temi dell’isolamento (di Blake dagli abitanti e di Shepperton dal resto del mondo), della sessualità estrema (che è il tramite con cui il nuovo Messia incontra la cittadina, secondo concetti già visti in Crash), della diversità (tutti i personaggi, nessuno escluso, sono dei diversi, degli anormali), dell’autodistruzione.
In definitiva, Ballard si conferma un cantore del diverso, e anche se nella sua “Allegra compagnia del sogno”, non s’incontra un lavoro completamente riuscito, siamo di fronte a un testo che fa della meraviglia e dello sbalordimento i propri punti di forza. Un libro che piacerà in ogni modo a chi già conosce Ballard, e spingerà chi non lo conosce colmare la lacuna.

Bene, ho parlato anche troppo.
Un saluto a tutti e buona domenica!

4 commenti:

  1. Da adoratore di Ballard questo mi manca ancora, ma apprendo con piacere che dopo avere scoperto Ballard non lo hai più mollato ;-)

    Ian

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  2. You have ragion! Effettivamente anche se non tutti i libri mi sono piaciuti allo stesso modo è uno che scrive bene e ha delle cose da dire.
    Che chiedere di più:)

    Il prossimo sarà quello sui bambini, che non mi ricordo il titolo...ma prima ho un sacco d'altro già sullo scaffale.

    Ciao
    :)

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  3. Ovvio che non tutto piaccia allo stesso modo, nememno a me. Anche eprché nessun autore scrive sempre e solo capolavori ;-)
    Prenditi anche i tre volumi con tutti i racconti, c'è molto da imparare.
    (anche lì, i primi due volumi sono ottimi. I racconti del terzo volume non mi piacciono per niente...)

    Ian

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  4. Eh si si, quei tre volumi sono sulla mia lista nera
    e tra l'altro sono collana tif fanucci
    carina ed economica
    però saranno una mia lettura estiva, adesso posso solo libri brevi sennò mi smono.
    Comunque, ovviamente è verissimo che nessuno scrive solo capolavori, e che il concetto stesso è relativo, però con Ballard, ed è un merito che gli faccio, ho sempre aggiunto qualcosa alla mia identità di lettore. Anche crash, per esempio, che è quello che finora mi è piaciuto di meno, mi ha lasciato parecchie idee e immagini che magari non condivido o amo particolarmente, che non ho potuto fare a meno di trovare originali.
    con altri, vedi Lansdale ad esempio, non sono discorsi che si possono fare. Quello è intrattenimento puro.
    Quindi grazie del consiglio. messo in memoria.

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