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La forma dell'acqua - Camilleri A. ***

Capita vero che tutti cominciano a parlare di qualcosa e tu non hai idea di cosa sia? Poi vedi le libreria che si riempiono di sti librettini scuri con gli arancini in copertina e ti chiedi delle cose.
Cose tipo:
Ma quanto scrive 'sto Camilleri?
Ma chi sarà mai 'sto Montalbano?
E perché cazzo pare che tutti lo leggano e io no?
Insomma, così per dire che prima o poi mentalmente la cosa te la segni e ti dici. Beh, se mi capita magari uno lo leggerò anch'io, così tanto per farmi un'idea.
Alla fine mi hanno regalato il primo, danke cc8a, e me lo sono letto.
Così magari, se siete come me, persone che vivono fuori dal mondo e che la tv non l'accendono nemmeno per sbaglio e che non sapevate nulla che Montalbano è anche una famosa fiction televisiva? Beh, ecco, magari vi dò delle indicazioni utili.
Diciamo subito che il libro non mi è dispiaciuto.
Un giallo piuttosto classico, ma che si preoccupa più di raccontare una storia siciliana piuttosto che di nascondere il colpevole fino all'ultima riga. Anzi, a volerci stare attenti, visto l'utilizzo classico della tecnica del "fai sembrare colpevole tizio mentre invece è caio" ci si potrebbe arrivare abbastanza presto a scoprire chi è che c'entra.
Il bello del libro sta almeno in un altro paio di aspetti.
Il primo è la "sicilianità" letteraria del libro. All'inizio, le prime 5-10 pagine, vi dirò che stavo quasi per pentirmi di aver cominciato a leggerlo. Descrizioni pallose più parole incomprensibili. Cazzo, mi son detto, se è tutto così stiamo freschi. Invece no, per fortuna.
Le descrizioni svaniscono quasi subito, lasciando il posto ai fatti e ai personaggi.
Il dialetto siciliano utilizzato è poco, anche se costantemente, e dopo un quaranta pagine non dà più nessun fastidio e, anzi, per me è diventato una delle note positive del lavoro.
Ecco che scrivere "taliare" al posto di "guardare! piuttosto che "attusare" "travagliare" "mutàngheri" e via di questo passo.
Insomma, certe parole te le impari leggendo, e alla fine del libro non sono più sconosciute.
Poi di bello c'è la figura del commissario di Vigata. Il suo essere onesto, ma essere siciliano. Personaggio davvero accattivante, devo ammetterlo, anche se non fa altro che mettere insieme gli stereotipi dell'eroe buono, ma uomo di mondo, giusto, ma che sa compiere scorrettezze, e soprattutto "molto figo" sia nel pensiero, sia nell'azione. Eppure sono stereotipi ben mescolati e alla fine non ti ci puoi non affezionare a questo commissario così ganzo.
Insomma dai, chiudiamola qui. Non vi sto a fare la trama della vicenda perchè sennò che giallo è?
Vi dico solo che c'è un cadavere di un politico famoso che pare anche morto di morte naturale ma....alla fine, quello che conta, è che in quel piccolo microcosmo che sono i dintorni di Vigata si arriva a una specie di giustizia ingiusta, senza vincitori nè vinti. Resta solo una storia raccontata. E raccontata bene.
Direi che se non l'avete mai letto, un Camilleri lo potrete anche affrontare. Non sarà quello scrittore da amare follemente, forse. Ma una lettura piacevole lo è, senza dubbio.

Titolo: La forma dell'acqua
Autore: Camilleri Andrea
Edizioni Sellerio
pagg. 173 - € me l'hanno regalato, ma sarà sugli otto
ISBN: 88-389-1017-0

2 commenti:

  1. Io sono uno dei fan del commissario di Vigata e non posso che invitarti a leggere anche i romanzi successivi (il cane di terracotta e il ladro di merendine, per cominciare). Tutti gli aspetti positivi che hai colto in questo primo romanzo di Montalbano sono ancora più presenti. In questi romanzi la parte gialla passa in secondo piano rispetto ai personaggi e alle situazioni. Bisogna ammettere che certe situazioni si ripetono in tutti i romanzi, ma a me questi cliché piacciono sempre.
    Ah, dal secondo romanzo arriva il personaggio di Catarella, un mito!

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  2. beh, si. mi ero segnato di leggere qualcos'altro più avanti.
    me li segno mentalmente.
    Grazie dei consigli :)

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