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Le tre bocche del Drago - AAVV***

Mi chiedevo: perché la mano in questa copertina è più chiara di quella che ho nella mia copia del libro sotto il naso? boh. Mistero.
Comunque è del libro che vi devo parlare (la copertina, a dirla tutta, non mi dice niente). Questo è l'ultimo libro che avevo in arretrato da raccontare, di quelli letti durante le vacanze de Natale.
E lo voglio liquidare con poche righe, non perchè sia un brutto libro, ma perché ne ho piene le palle di vederlo qui a fianco a me, ultimo della colonna di libri letti, che mi brontola e mi sbircia di fastidio.
Quindi che libro è?
Appartiene anche questo alla partita di libri scontati che ho graffiato via dalla chiusura della Larcher, quindi se per caso lo voleste comprare non so come potreste fare, però una bella mail a fabio larcher magari e ne ha ancora delle copie che vi tirerà nella schiena, credo. (se per caso vi interessa la mail casomai chiedetemela che dovrei averla o qua e là per la rete si trova).
Ma parliamo del libro.
E' un bel libro? Sì, dai, alla fine questo è un bel libro. Ci sono otto autori, ma la cosa figa è che non è una banale raccolta di racconti, ma un romanzo vero e proprio, che però ha dentro i racconti. Ma attenzione, non è nemmeno un romanzo a sedici mani eh.
Diciamo che c'è il lavoro primario del curatore/organizzatore/mescolatore Danilo Arona, che sfrutta tutte le idee di base della schiena del Drago (di cui potete leggere due o tre post addietro).
Insomma, per farla breve, ci sono sempre questi terribili vecchietti che fanno le veglie notturne in particolari luoghi e giorni. Si raccontano storie dell'orrore a turno che stranamente...
Ecco, questo è il succo. Arona si è fatto aiutare da un pò di amici (nerozzi, altieri, rosati tra i nomi noti) ha organizzato la trama e sistemato i racconti in una cornice. Il risultato è alquanto strano e credo non abbia nulla da invidiare alla Stazione del Dio del Suono di cui sopra, che invece è del solo Arona.
Vi dico subito che se siete appassionati di streghe questo libro ve lo dovete leggere. Se siete appassionati di streghe italiche questo libro non potete non leggerlo.
Le streghe sono il centro di molti racconti e di tutte la vicenda in generale e vi sono dei veri pezzi di bravura nel creare il loro personaggio. Il pezzo che mi è piaciuto di più è quello di Nerozzi, che stacca un raccontino da brivido, per qualità, pulizia e immediatezza. Poi non mi ricordo di chi erano certe cose che mi sono piaciute molto, e vi dirò che nemmeno lo vado a rivedere, il libro, visto che lo interpreto come un romanzo e non come AAVV.
Lo so, lo so, ho detto un po' poco, ma non ci ho cazzi oggi. Il libro è quello, le storie dentro son carine, le streghe sono bene descritte...insomma, è un lavoro onesto. Non cerca di stupire, ma racconta e lo fa bene. Le critiche si possono fare, certo, a partire da qualche piccola carenza nell'editing e un aleggiante (e naturale) singhiozzare nella narrazione, con un saliscendi di climax e pathos che potrebbe far storcere il naso. Ma ricordatevi che sono otto teste qua dentro, e si fa presto ad apprezzare. E' tutto.
Saluti e viva le streghe!

4 commenti:

  1. ...ma secondo te le streghe esistono?sono esistite?esistono ancora oggi? e sono cattive come ieri?....o la cattiveria dell'uomo comune le ha annientate?...Sono riflessioni su cui si potrebbe scrivere...
    Che ruolo hanno i cattivi in un mondo dove sono la maggioranza?...

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  2. gelostellato5 marzo 2008 23:28

    le streghe sono esistite ed alcune ancora esistono, secondo il significato pagano del termine e della loro relazione con la natura.
    Esistono anche nell'accezione extraumana. Mia mamma lo è e una sua parente lo è. Se mia mamma ti augura la morte, tu muori. Non sempre ma spesso. Solo che non lo fa più visti i risultati non troppo gradevoli :)
    quindi si
    ho imparato a crederci, alle streghe, in entrambe le accezioni.
    Riguardo alla malvagità, non credo di avere riscontri che in epoche passate i cattivi fossere di meno. Solo, non c'era la tv.
    :)

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  3. Ho apprezzato.
    Però mi è piaciuto meno dell'altro, per tutte le considerazioni che fai tu.
    In fondo non sei mica un cialtrone coem Silente...

    Ian

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  4. Silente il Grande6 marzo 2008 17:24

    Se avessi letto il libro cialtronerei molto volentieri
    XD

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