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La fatica di essere prete - Pietrantonio Bellina****

Sì, lo so. Sto trascurando il blogghe in questi ultimi giorni. Ma cercherò di recuperare in qualità. :)
Questo post, per esempio, vi renderà più colti, anche se si tratta di un personaggio strettamente legato alla mia regione. Le scrivo qui, infatti, queste cose, piuttosto del blogghe in friulano, dove si sarebbero trovate più a casa loro. Il fatto è che mi piace l'idea di diffondere pensieri globali nati in ambito locale.
Prendiamola alla larga.
Tipo come adesso, a fine aprile di un anno fa, capitano in visita a casa mia due vecchietti da cui stavo quand'ero piccolo. Fra una chiacchiera e l'altra, uno dei due ha le lacrime agli occhi. Mia madre gli chiede che c'è che non va, e questo fa che è disperato perché è morto il prete del paese.
Ora.
Aldilà del rapporto di noi altri con la Chiesa e la Religione in generale, un prete non è proprio quel tipo di morto che piangi. Almeno questo è quanto vale per me, che, per dire, il mio prete nemmeno so che faccia abbia.
Comunque, dicevo, capita che scopro che sto prete non era uno qualsiasi. Oddio, certo, il nome l'avevo già sentito, ma non mi ero mai interessato più di tanto a cosa e quanto facesse.
Così ho scoperto parecchie cose che mi hanno fatto sentire un po' una merda, perché a saperlo prima, sarei andato anche io, come facevano tanti, a sentire qualche sua predica. Quindi è con estrema vergogna che scrivo queste righe, perché spesso abbiamo un tesoro in cantina, ma siamo troppo pigri per scendere le scale o accendere la luce.

Diciamo così, il mio consiglio sarebbe, riguardo al libro di leggere queste righe, riguardo alla sua opera, di dare un'occhiata veloce a wikipedia e riguardo al personaggio di cliccare qui, oppure ancora meglio qui.
Se invece volete che vi faccia un breve elenco delle cose interessanti da dire, eccolo qua.
  • Pietrantonio Bellina, più comunemente conosciuto come Pre Toni, ha scritto un sacco di libri, tutte in friulano (pare 47). Questo lavoro è il primo che viene pubblicato in italiano (anche se è un'intervista, più che un libro suo)
  • Ha tradotto la Bibbia in friulano, e non se se riuscite a cogliere il peso di questo lavoro. Ve lo ripeto: ha tradotto la Bibbia in friulano, con approvazione del Vaticano. Ergo, grazie a lui, non Friulani siamo un popolo che, nella propria ricerca di identità (religiosa, in questo caso), ha la Bibbia.
  • Ha tradotto in friulano anche un sacco di cose come le fiabe di Esopo e Fedro o il Pinocchio di Collodi.
  • Aveva posizioni poco allineate con la Chiesa e il papà quasi su tutto, e nonostante questo non è mai balza agli onori delle cronache, non ha mai fatto cagnara e non è mai venuto meno ai suoi obblighi di prete cattolico.
  • E' protagonista, con il suo lavoro più famoso, di uno dei casi italiani di censura strisciante più subdoli e silenziosi. "La fabriche dai predis", libro autobiografico che racconta delle brutture e della non-formazione della vita in seminario, è stato fatto sparire da tutte le librerie. (Tra l'altro è proprio di questi giorni la notizia che si sta cercando di pubblicarlo in italiano, in una traduzione approvata dallo stesso pre Toni Belina, ma osteggiata dai familiari). E per dire, io che lo voglio, già ho visto quanta fatica si fa a ordinarlo on line (25€ - 25-30gg di spedizione, ma arriverà?). Insomma, è riuscito a farci tornare ai tempi dell'inquisizione, provocando il gigante che muore, questo piccolo prete di provincia.
Beh, basta direi. Non voglio essere palloso.
Vi lascio qualche impressione mia sul libro e qualche riflessione del Belina Pensiero.
In quest'intervista mi hanno stupito almeno tre o quattro cose. Tanto per cominciare è un'intervista in cui si mette in mostra un potere della dialettica devastante. Usando parole semplicissime, eppure profonde, Pre Toni riesce a spiegare e prendere posizioni personali e, a volte, incontestabili, su temi spinosi quali i gay, il celibato, il sesso, la morte, l'aldilà, il mistero della fede e i comportamenti della Chiesa in generale.
Punto secondo, Pre Toni riesce a trovare una via personale che lo mette a riparo da molte critiche che si può volgere alla chiesa ma non si può rivolgere a lui. E' un libro, questo, che mi sentirei di consigliare fortemente a tutti i preti e a tutti gli atei, perchè in molti ragionamenti nobilita sia chi crede che chi non crede.
Punto terzo, e poi basta, mi è piaciuta molto la tenerezza e la delicatezza con cui Pre Toni parla. Il suo riuscire a essere tenero e determinato al tempo stesso è a dir poco sorprendente. Mi son fatto l'idea, alla fine, che dev'essere stato anche un gran rompipalle, sto prete, ma uno di quelli da stimare.
Ok. Finito il post. Siete più colti? Spero di sì.

Vi saluto con alcuni passi del Belina-pensiero.

"Uno che va in chiesa deve guadagnare in spiritualità e serenità, non perdere tempo e soldi."

"Riuscire a portare il latino in Africa o in Asia non è un vanto, è una vergogna."

"I morti sono il nostro scrigno di santità, il nostro capitale di storia e di sapienza, il nostro tesoro di esperienza e di cultura, le nostre radici piantate nella terra."

"Se devo essere sincero il rosario mi ha sempre ispirato poco. L'ho sempre considerato come una preghiera noiosa, come la conta delle pecore per sollecitare il sonno. Poi mi fa tornare in mente quanto mi ha raccontato un prete stravagante: 'Se devo dire a mia madre 50 volte la stessa cosa, o non capisce nulla o non vuole ascoltarmi.' "

5 commenti:

  1. Per una volta voglio essere serio anche io.
    uno dei post più interessanti che tu abbia mai fatto.
    Sul serio.

    Ian

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  2. Questo è per farmi capire quanto schifo fanno tutti gli altri post?
    :D

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  3. Buongiorno Gelostellato, mi segnalano il link alla recensione che avevo scritto qualche tempo fa a questo libro. Grazie. In effetti per capire il pensiero di Bellina occorerebbe leggere proprio La fabriche dai predis, di cui quest'intervista è una specie di traduzione in sunto "postumo" (in tutti i sensi). Gli abbonati a La Patrie hanno letto a lungo anche il pensiero politico di pre Toni, le sue idee sulla cultura e in particolare sul friulano. Noi Friulani non dovremmo mai dimenticare sacerdoti come Bellina, Marchetti, Placereani, Londero che ci hanno restituito un'identità e una dignità come popolo. Non so quanto il tuo blog sia frequentato, ma ti ringrazio per aver dato spazio a questa figura importante. Ciao, Ilde

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  4. Be´, ora ho capito cosa intendi per scrittore figo. Poi seriamente é difficile farsi sentire se non si fa casino... speriamo che i libri di questa persona conoscano presto migliore fortuna.

    Simone

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  5. Certo che voialtri friulani siete proprio strani...
    Però quelle due tre frasi che ho letto sono meglio degli aforismi di kierkegaard!

    Sì, lo so, che forse avrei dovuto essere anche un po' serio, però così mi sentivo anche più in tema. Anzi, ora c'ho l'ispirazione di tradurre in calabrese la bibbia, che insomma, cosa vuoi che sia, è una cosa che posso portare a termine in due tre mila anni...

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