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Uragano di Giovanni Buzi ***

Non sapevo cosa aspettarmi da questo Uragano dell'amico Giò. Non sapevo cosa aspettarmi perché io sono uno che ha ammirato le sue "Alchimie d'amore e di morte" e quel libro, confesso, mi è piaciuto soprattutto perché l'ho visto abbandonare una scrittura troppo voluttuosa e sessuale, in favore di tematiche più eleganti, trattate scegliendo, pensando e pesando le parole.
Avevo capito che questo, in Uragano, non l'avrei ritrovato, e prima di cominciare a leggere avevo quel piccolo pensiero che ronzava in testa e che diceva: e se poi non mi piace?
Beh, non vi faccio stare sulle spine e vi dico subito che, in due momenti successivi, quel pensiero si è completamente dissolto: il libro mi è piaciuto!
Non vi sto a riassumere la trama, perché ve la potete leggere su IBS dove si dice anche troppo. Vi basti sapere, se non volete sapere più di quanto serva, che in Uragano si descrive il percorso (e la storia) di un aspirante slave in rapporto con il suo futuro master e soprattutto, con sé stesso. Alla fine si riesce a parlare di sadomaso, mondo gay, del Messico, della natura umana e perché no, di sesso, ma molto meno di quanto si possa immaginare. Quel che resta, alla fine, è un sorriso. Non riuscirei a descrivervelo, quel sorriso. Diciamo pure una via di mezzo tra l'amaro e il soddisfatto, ma senza alcuna tristezza.
Sì, lo so, sono un pò fumoso, ma è un libro che lascia le sensazioni, più che la storia. A mio avviso, la peculiarità di essere una vicenda che si svolge nel mondo gay (di Bruxelles, certo, ma diciamo pure europeo) e che l'unica figura femminile che compare è la governante del Master, non ne fa assolutamente un libro "dedicato", piuttosto che di nicchia. Si parla di natura umana del terzo millennio, e nella prima parte soprattutto, dove tutta la narrazione è affidata a una serie di messaggi elettronici (prima chat e poi mail), ci si chiede più volte: "ma è proprio così che siamo?"; per rispondersi quasi subito che "Sì, è così che siamo."
Poi certo, sicuramente Giò verrà qui a dire che sto dicendo qualche castronata, anche perché forse non ho tutte le chiavi di lettura, essendo etero e sprovvisto di esperienze sadomaso :). Ma castronata o meno, questo è quello che ho colto. Il libro mi ha lasciato una bella sensazione. Forse un po' triste, a tratti, ma nel finale mi è rimasto un senso di riscatto e di realizzazione.
Se proprio devo fare la pigna in culo, gli unici momenti che mi hanno lasciato qualche perplessità sono stati i comportamenti del protagonista (Alex) nel suo avvicinarsi alla condizione di slave. Cambiamenti di volontà e di stato d'animo che paiono, in certi frangenti, troppo repentini, che potrebbero essere associati a un individuo non del tutto equilibrato, mentre io voglio continuare a pensare Alex come una persona apparentemente superficiale, ma conscia ed equilibrata nel perseguire la sua pulsione, per quanto folle.
Insomma, tirando le somme un bel lavoro. Un libro che arricchisce il lettore, non tanto gettando una luce, quando accendendola dentro il triangolo sottile di sesso, dolore e dominazione.
Alla fine, almeno per quanto mi riguarda, la scia più preziosa che mi ha lasciato è una domanda, che fa più o meno così: "E io? Chi è il mio vero Master?"

Titolo: URAGANO - Storia di un apprendista schiavo
Autore: Giovanni Buzi
ISBN: 9-788895-724058
Casa editrice: Delos Books
Collana: Atlantide
€ 12.00 - pagg. 142

4 commenti:

  1. Grazei Gelo per le tue parole.
    Apprezzo molto lo sforzo che da etero hai fatto per leggere questa storia (pensa a quanti sforzi devo fare io a leggere e vedere film di storie etero...).
    Grazie, soprattutto, per aver letto in profondità non lasciandoti condizionare da preconcetti. Che chiedere di più ai lettori?
    Un caro saluto,
    giò :-)

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  2. a dire il vero non ha fatto molti sforzi, anzi!
    :)

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  3. più che altro mi dovrei preoccupare perché di quella tabella conoscevo tutto :) :)
    (a parte l'abattage, che ancora non ho mica capito bene)

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