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L'ultima caccia di Joe R. Lansdale***

Secondo voi, si può, di un libro, sapere esattamente cosa vi dirà, come lo dirà, perché lo dirà e, nonostante tutto questo, leggerlo con gusto e velocità? Beh. Più o meno è esattamente quello che sapevo mi sarebbe accaduto con questo breve romanzo del buon Lansdale.
Ed è puntualmente accaduto.
Ormai del buon texano continuo ad apprezzare i punti fermi, che sono più o meno due.
1) quando cominci a leggere, che ti piaccia o meno, sai che il libro lo finirai, e pure abbastanza in fretta.
2) di ogni suo libro finirai per dire che "non è certo un capolavoro", ma alla fine non ti è dispiaciuto.
Per l'ultima caccia siamo sugli stessi discorsi. Ve lo ricordate "In fondo alla palude"? A un certo punto fratello e sorella assistono, da un breccia del tetto, all'autopsia del cadavere di una donna. Assieme a loro altri due ragazzi, uno black e uno white, che sono i protagonisti di questo libro.
E l'ultima caccia finisce nel filone lansdaliano dei libri di formazione. Libri in cui si condanna il razzismo parlandone, in cui si racconta il Texas delle paludi, dei mocassini (i serpenti, non le calzature) degli scoiattoli e, ovviamente, dei cinghiali. Libri in cui si sa già tutto prima di cominciare. Due ragazzini vogliono catturare un cinchiale vecchio e cattivo.
E' ovvio che alla fine ci riusciranno, ma è altrettanto ovvio che non è certo questo il bello della storia. Il bello è leggerlo come sentirsela raccontare. Come godersela. Ti pare di essere lì, su una veranda di legno, ad ascoltare un vecchio che sputa grumi di tabacco e rende belli e misteriosi i fatti della sua adolescenza. Lansdale ha un grande pregio: sa cololare le storie. E vi dirò che la cosa gli viene particolarmente bene sulle storie semplici, lineari, con i colori separati uno dall'altro da decise strice di nero. Similitudini, parolacce e immagini efficaci. E' tutto qua il suo segreto. Un libro che si consuma e si legge in scioltezza. Narrativa senza paranoie, per intenderci.
Certo, ha fatto di meglio con il già citato in fondo alla palude e la sottile linea scura, più completi e ben costruiti, ma questo è un libro che rifinisce il quadro di quei lavori. Come un tassello piccolo, che però rende il disegno complessivo migliore, pur non essendo necessario per comprenderlo.
Unica nota dolente, forse, che per un libro-racconto lungo che si legge d'un fiato 11sicli cominciano a essere un po' troppi, e li si spende solo perchè "prima o poi li avrete tutti". :)


L'ultima caccia di J.R. Lansdale
Pagg. 177 - € 11.00
Fanucci Editore

2 commenti:

  1. Prima o poi avrò anche questo.

    Intanto ho finito La morte ci sfida: mmh, così così, alla fine lo salvo solo perché è dell'86 e Lansdale era agli inizi e cose del genere :)

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  2. così mi dici?
    mmm
    non so non so
    il buon Joe mi comincia a preoccupare
    o più che altro la fanucci
    che la smettano di pubblicare per un pò!

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