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Per alleviare insopportabili impulsi di N. Englander ***

Per chi legge libri prima o poi (più prima che poi) sorge un dubbio che può trasformasi quasi subito in un proposito, a seconda che il libro che lo ha generato sia "brutto" o "particolarmente brutto".
Il proposito fa più o meno così: "Basta! d'ora in poi leggerò solo libri belli!"
Questo perché?
Abbastanza ovvio. Incappare in un libro di merda rode, non tanto per il libro che non ti ha lasciato nulla, quanto per il suo costo-opportunità: avresti potuto leggere altro.
E chi legge è ben conscio che i libri che vorrebbe leggere superano di 10, 20, 100 volte i libri che nella sua vita, compatibilimente a quel minimo di attività sociali e umane (mangiare, bere, dormire, trombare e cazzeggiare), leggerà. Tanto per dire, pensiero che sicuramente non sono l'unico ad aver fatto, se solo decidessi di leggere, da oggi in poi, i libri di quei miei 5-10 autori preferiti, ne avrei a sufficienza per non conoscerne altri, di autori. Anche perchè alcuni di questi sono vivi e viventi e continuano a pubblicare.
Comunque, tutto questo preambolo per dire che ne sono uscito, da questo pensiero-trappola.
Il modo per uscirne è facile. Immaginate di leggere un bel libro, un libro che meritava d'esser letto, ma che probabilmente non avreste mai comprato-letto se non per una serie di casi-eventi concomitanti. Quando vi capita, e basta che vi capiti un paio di volte, tornerete sui vostri passi e concederete di nuovo delle chances ai libri brutti, ma sconosciuti, invece che negarla per l'assioma (errato) "sconosciuti e quindi brutti".
Tutto questo preambolo per dirvi che "Per alleviare insopportabili impulsi" di Nathan Englander è un bel libro e merita di essere letto. Resta da chiarire perché e come mai io l'abbia letto.
Partiamo dal secondo punto. Io tendo a riempire gli scaffali per colore, e tra i colori i giallo pazzia è quello che preferisco. Ecco perché mi compro libri della stile libero einaudi e della oscar mondadori (anche se le mie case editrici preferite, in assoluto, sono la Fanucci e la Minimum Fax).
Il fatto è che questo libro, pur dal dorso giallo, probabilmente non l'avrei comprato. Il mio cervello avrebbe fatto un ragionamento simile, leggendo la quarta di copertina: "racconti yiddish di scrittore yiddish osannato che prosegue la tradizione tragicomica di Roth e Allen? Naaaaaaaa!"
Poi però il libro me l'hanno regalato, perchè era su una bancarella a uno o due euri, e sapendo che io leggo di tutto (si ok, non proprio di tutto) e riempio scaffali di giallo...
Così lho letto.
Beh, cazzo. Bello!
Bei racconti, davvero. Almeno due due tre decisamente riuscitissimi, a cui non cambieresti una virgola. Se li volete leggere a scrocco in libreria vi consiglio il primo, in cui 26scrittori condannati a morte da Stalin come oppositori del regime vedono accompagnarsi a loro, per un errore, un 27uomo che è scrittore, ma senza mai aver scritto una riga (fisicamente) né pubblicato alcunché. La permanenza in galera fino all'esecuzione è di una tenerezza disarmante.
Molto bello anche il racconto che dà il titolo al lavoro, che è pure breve, in cui un ebreo riceve una dispensa (heter) dal suo Rabbino per andare a puttane, essendo che la moglie non la molla e salvare così il suo matrimonio. L'impaccio e l'ingenuità che ne conseguono sono a metà strada tra l'esilarante e il tragico.
Aggiungeteci poi che il racconti sono scritti bene, forse appena appena un pochino appesantiti di parole, in qualche lieve tratto. Aggiungeteci anche che Englander non è un vecchiazzo barbone ma un (ora quarantenne) capellone che vive a Gerusalemme e la simpatia aumenta.
Quindi, se per caso volete saperne di più sul mondo hiddish e su cosa è kosher e cosa no, magari facendovi qualche sorriso, distruggendo dei preconcetti sugli ebrei e creandoneve altri nuovi, allora è il libro adatto. Se poi lo trovate sulle bancarelle a due euri, pigliatelo, che fa cultura. :)
Buona settimana!



Titolo: Per alleviare insopportabili impulsi
Autore: Nathan Englander
Edizioni: Einaudi - stile libero (1999)
ISBN: 88-06-15193-2

2 commenti:

  1. Non c'è in ebùc vero? ^^

    Simone

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  2. I like use viagra, but this no good in my life, so viagra no good.

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