Etichette: , , ,

Il cacciatore di aquiloni di K. Hosseini ****

Alla fine ci sono arrivato anch'io, a leggere questo mostruoso successo letterario. Ce l'ho sullo scaffale da quasi un anno e non mi era mai venuta l'intenzione seria di leggerlo. Ma prima che mia cugina, che me l'ha regalato (ciao Sara), venga a piantarmi un calcio nelle chiappe, ho il diritto di difendermi.
Non l'ho letto perché, con il polverone degli "uh che bello" sollevato da quelli che leggono cinque libri l'anno, temevo fosse uno di quei libri gnognosi che per parlarti della condizione dei pooooveri afghani, e dei pooooveri arabi, e dei pooooveri profughi, tira fuori storie strappalacrime (sì, lo so, loro abusano dell'aggettivo commovente ed emozionante) per far piangere la gente e far sentire la parte bella del mondo (quella che si può permettere di spendere il prezzo di copertina) fortunata e migliore, in quanto più comprensiva della situazione afghana.
Bene, ora non voglio entrare minimamente in questi discorsi. Voglio deliberatamente ignorare che questo libro è molto filo-americano, in quanto si mostra i Talebani come la gente più cattiva e crudele che c'è al mondo, gli afghani come il popolo più indolente, fiero e ricco di dabbenaggine e i poveri hazara come schiavi peggio che quelli dei romani. Sarà veramente così? Non so. Ho imparato che "Bene e Male son la stessa realtà", come cantavano i Timoria dieci anni fa e mi permetto di dubitare.
Quindi, tolte di mezzo le chiacchiere relative alla lettura "di terzo livello" di quest'opera, non mi resta che tornare ai primi due livelli, quelli più superficiali.
Cominciamo dall'opera letteraria in sè. "Il cacciatore di aquiloni" è un romanzo, ed è un buon romanzo.La prima persona, di Khaled Hosseini, che regge benissimo tutte le 400 pagine di lungo flashback, usando le tecniche narrative più classiche in modo ottimale, disegnando bene i personaggi (protagonista, antagonista e comprimari, ecc) e usando una scrittura fluida e pulita che davvero scivola velocissima, pagina dopo pagina. Non c'è che dire, è difficile davvero trovare un difetto nella realizzazione degli scopi che questo libro si proponeva, ovvero, essere un best-seller.
Dovrei raccontarvi un po' la storia, ma sinceramente non credo sia utile, su wiki la trovate quasi tutta, e se non avete visto il film e avete intenzione di godervi il libro, beh, vi consiglio vivamente di non leggere niente che ne parli. Credo basti sapere che è un ottimo romanzo di formazione in cui un afghano sfuggito al regime dei Talebani e insediatosi negli States racconta del suo amico d'infanzia e, in un viaggio a ritroso, che lo porta nel suo paese d'origine, descrive le varie strade che hanno percorso le persone della sua vita. Trovate momenti tristi e momenti poetici, momenti di puro thrilling e momenti di pura introspezione (pochi). Insomma, dai, è un libro completo e che si lascia ricordare molto, dopo la sua lettura.
Secondo livello di lettura, ma non meno importante, è la descrizione dell'Afghanistan e del momento che ha vissuto con il passaggio al regime comunista. Si impara molto su molte cose, leggendo "Il cacciatore di aquiloni" e benchè molti fatti siano stati sicuramente romanzati, non credo vi sia molto di falso nella descrizione delle gare con gli aquiloni o delle case e nei giardini degli afghani ricchi, che magari, prima che ve lo dicessi ora, pensavate anche che non fossero mai esistiti.
Dai, ho parlato anche troppo. Anche se vi sarebbe sicuramente parecchio da dire. Tra l'altro, il fatto che vi abbiano fatto un film, e che credo sia ben riuscito, è figlio diretto della bontà del romanzo, che è molto "filmico"; non dico una sceneggiatura, ma diciamo pure che non c'era molto da lavorare per arrivarci.
Ok, buona giornata, miei doghi. :)

4 commenti:

  1. L'ho regalato a mio padre per un Natale (del 2006 credo) e gli è piaciuto parecchio.
    Però non è tra letture che al momento mi affascinano... chissà, magari tra qualche anno...

    Val.

    RispondiElimina
  2. Valentino Sergi28 agosto 2008 20:37

    Letto e apprezzato... Hosseini è un furbastro.

    RispondiElimina
  3. Uh, che bello che qua trovo sempre da parlare di letteratura.

    "Il cacciatore di aquiloni"...

    E' bello, veramente bello. Ma non un capolavoro.
    La lettura scorre fluida, lo stile è semplice, senza particolari alti o bassi. E' un libro lineare, che si lascia divorare con gusto.

    Per confermare l'idea che mi sono fatta di Hosseini dovrei leggere "Mille splendidi soli", ma mi fa lo stesso effetto che faceva a te, all'inizio, "Il cacciatore di aquiloni".
    Quindi rimando.

    RispondiElimina
  4. già sarà anche furbarstro ma per esserlo in questo modo bisogna essere anche bravi

    comunque si
    mille splendidi soli non credo che sarà tra le mie letture per molto tempo, salvo edizioni economiche tra qualche anno :)

    in fin dei conti
    come diceva gazzè
    sono cose che hanno un senso e una ragione
    ma non fanno per me :)

    RispondiElimina