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Il giorno del lupo di C. Lucarelli**

Sia chiaro, a me, il buon Carlo "B-Lucarelli" tende a piacere. Scrive bene e ormai si è costruito un personaggio piuttosto accattivante. Se ti capita di vederlo, alla tv, difficile non farsi ammaliare dal suo modo di raccontare.
Mi è piaciuto Almost blue, ovviamente, ma mi è piaciuto anche di più l'isola dell'angelo caduto, un giorno dopo l'altro e la sua raccolta di racconti.
Mi aspetto parecchio dall'Ottava vibrazione, che non sono ancora maturi i prezzi dell'acquisto.
Ebbene, questo libercolo qua, Il giorno del lupo, per ora, è quel che di peggio ho letto di Lucarelli. Anche peggio del leggero Autosole e sicuramente peggio dei minuscoli racconti lunghi come guernica o lupo mannaro. Insomma, proprio non mi è piaciuto.
E pensare che è un libro da cui ci hanno fatto una fiction!
Anzi, vi dirò di più, il buon Carlo dev'essere stato così affezionato ai due protagonisti del libro, l'eterno imperfetto Ispettore Coliandro e l'eterna birbante Nikita, da farci trarci due spin-off. Si ok, Lucarelli tra inchieste poliziesche, saggi su Luigi Tenco, fumetti inverosimili e chissà quante altre cose, sta dedicando le energie a tutto tranne che a scrivere romanzi. Inoltre questo è un romanzo parecchio vecchiotto e si vede. Quindi, voglio dire, le attenuanti ci sono tutte.
E allora perché proprio non mi è piaciuto questo libro?
Punto primo, lo stile non è il solo stile pulito e veloce di Lucarelli. Il Carlo mi ha abituato a non strabiliare, ma nemmeno a fermarmi pensando: "Ehi, ma questa frase poteva ben scriverla meglio?!" Insomma, in una parola, è ancora acerbo.
Punto secondo. I due personaggi mi stanno sul cazzo. Non ci posso fare niente, è più forte di me. A me il commissario che non rispetta il regolamento, che spara alla cazzo di cane, che si occupa del caso anche quando è sospeso, che si caga addosso ma alla fine, per culo o per coraggio casuale, ne esce vincitore. Beh, ecco, mi sta sul cazzo.
Nikita poi, la giovinotta tanto magra tutta anfibi, piercing e capelli a spazzola, che non ti devi fidare mai e che ha in testa solo fregare il prossimo e che però, alla fine, è una brava persona, anche se poi, appena ti giri, ti frega sempre una volta in più. Beh, ecco, anche quella mi sta sul cazzo.
Non è colpa mia, capitemi. E' che proprio gli stereotipi, quanto vengono usati seriamente, non li sopporto, figuriamoci quando si cerca di costruire due personaggi speculari agli stereotipi! (due antistereotipi, quindi).
Comunque, di buono, il libro ha almeno due cose.
Prima cosa, si legge veloce e non arriva mai al punto di infastidire, perchè le banalità citate si nascondono bene dall'azione continua.
Seconda cosa, ha il dorso giallo della collana stile libero e quindi sta benissimo sul mio scaffale, vicino agli altri libri di Lucarelli.
Se volete sapere un po' della trama potete anche immaginarvela da soli. Coliandro, messo a lavorare in ufficio approvvigionamenti, si trova invischiato da Nikita, sua ex fiamma che si tromberebbe ancora, in un pericoloso giro di droga con tanto di cadavere. Per uscirne finisce per sparare dei cani, sia animali che umani, e ficcarsi ancora più nei guai. Alla fine però, non senza danni, ne uscirà.


Carlo Lucarelli
Il giorno del lupo
Torino, Einaudi, 1998; pp. 165

5 commenti:

  1. a me Lucarelli sta simpatico,
    ma questo non lo leggerei per almeno due personali ragioni
    prima, uno che si chiama coliandro...
    seconda, una che si chiama nikita...
    almeno i nomi poteva sceglierli meglio
    un saluto eh... :))
    banshee

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  2. dei vecchi lucarelli mi erano piaciuti quelli a sfondo storico-politico, tipo "via delle oche". Poi oh, le cagate le fanno tutti...

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  3. @banshee
    beh, io sui Coliandro anche lo perdono, visto che è un cognome e ci può stare. su nikita no, perchè era il 98 e il film con Renò si era ormai appropriato di quel nome
    poteva effettivamente usarne un'altro

    @vinch
    anche io sono con te
    il lucarelli storico è il migliore
    leggiti "l'isola dell'angelo caduto" allora, ti piacerà una cifra
    se me lo becco lo leggo anche via delle oche o quel che è, non ne ho mai saputo molto di quel libro.
    è per quello che spero molto bene dell'ottava vibrazione, è storico pure quello

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  4. A te gli Stile Libero Einaudi piacciono tanto, io trovo che esteticamente siano forse i libri più brutti che ci siano in Italia...

    Ian

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  5. no no piano
    a me piace il giallo
    mi piace avere la libreria tappezzata di giallo
    e gli stile libero
    come gli oscar mondadori
    hanno il dorso giallo
    quindi è il dorso degli stile libero che mi piace

    riguardo al resto ho un debole per i minimun fax
    quelli si, mi piacciono proprio tanto
    e anche i tif fanucci, quelli tascabili
    mi piacciono

    :)

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