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L'Altalena di AAVV***

Eccoci qua, come promesso a parlare di Altalena. Per chi ama la parte gossip vi ricordo che questa raccolta è la generatrice di questi magnifici post(1 2 3).
Per chi ama la parte marchette, vi ricordo che gli autori sono i seguenti: Giuseppe Pastore, Raffaele Serafini, Giuseppe Agnoletti, Alberto Priora, Marica Petrolati, Fabrizio Vercelli, Andrea Franco, Luca Di Gialleonardo, Simone Corà, Chiara Fazzi, Samuel Marolla.
Il curatore è Alessio Valsecchi.
Guest star sono Daniele Bonfanti e Dario Gulli
E cliccando sui link che vi ho messo potete in qualche modo insultarli quasi tutti, gli autori. (Per insultare me, ovviamente, bastano i commenti al post)

Passando al libro veniamo subito al dunque. Le categorie alle quali potrebbe appartenere una raccolta di racconti sono più o meno le seguenti.

a) i racconti sono tutti una via di mezzo tra lassativi e anticoncezionali, come un disco degli zero assoluto
b) i racconti sono come gli ultimi dischi degli U2, un paio di buone canzoni e il resto fuffa
c) i racconti sono come un disco degli ultimi rem, un terzo canzoni più che buone, un terzo canzoni dignitose, un terzo cose un po' così
d) I racconti sono come un disco dei Placebo, metà ti piglia e metà no.
e) I racconti sono come un disco dei Franz Ferdinand, ci fosse una canzone che non ti piace!
f) I racconti sono come i dischi dei raconteurs: ogni canzone un piccolo capolavoro.
Qui siamo tra la lettera c e la d, anche se va detto che io sono stato penalizzato nella lettura: c'erano almeno 4-5 racconti che avevo letto in altri contesti, prima della selezione pubblicazione, e che, proprio per questo, hanno perso smalto durante la rilettura. Non è colpa di nessuno, però immagino che a una prima lettura possano piacere quanto mi erano piaciuti la prima volta. Se fosse così allora siamo verso la lettera d.
Questo è bene o è male? Questo è molto bene!
E' molto bene perché non so voi, ma io in molte (molte? quasi tutte?) antologie di esordiente incontro racconti che possono causarmi due di queste sensazioni: a) noia b) fastidio.
Qui non succede. La peggio cosa che mi è accaduta è il sentimento c) ovvero "mm, vabè" che significa che il racconto non mi ha lasciato molto perché non faceva per me.
Non so se mi sono spiegato ma spero che sì.

Prima di parlare di racconti c'è poi un'altra doverosa e necessaria premessa da chiarire.
Questa raccolta di racconti ha una genesi ben precisa e bisogna spiegarla (certo, nell'introduzione è spiegata, ma l'introduzione è come la canzone di un disco che si intitola "intro" che è un po' come dire "skip" oppure, più sensato, "dimenticami mentre leggi". )
La genesi di cui sto parlando si riferisce al fatto che i racconti provengono da una serie di concorsi letterari (bella frase di m, vero?), con caratteristiche diverse, e siccome si raccoglie quel che si semina, anche i racconti sono diversi. Pur rimanendo in quello che potrei definire in modo ampi(issim)o horror-fantastico vi si trova pezzi nati da differenti esigenze. Da pezzi che dovevano rispettare il limite di 666parole, a pezzi di orrorerotico (Morterotica) a pezzi che invece erano a tema libero, anche se oscuro. Più, ovviamente, i pezzi delle guest star.
Insomma, la varietà può essere un pregio, ma è anche un'arma a doppio taglio, soprattutto quando ti porta a confrontare creature che provengono da pianeti diversi. Questo a dire che, parere mio, of course, non sarebbe stata di nocumento una sistemazione dei pezzi fatta con il criterio del best of. Altrimenti è un po' come mettere nello stesso disco i migliori pezzi degli Wilco e degli Uncle Tupelo e poi cofrontarli. Certo che ti possono piacere tutti e due, direte voi, soprattutto ai buongustai della musica, ma anche ai buongustai piace dividere dolce e salato, pur apprezzandoli entrambi. Così accade di leggere un racconto che ti tiene attaccato alla carta per 20pagine e subito dopo liquidarne uno da poche righe con "mm, vabè" non ricordandosi che è più bravo uno che fa una capriola nel bagagliaio di un'auto piuttosto che un ginnasta in un tendone da circo. Forse, azzardo, non mi sarebbe dispiaciuta una disposizione dei pezzi diversa, con i racconti ospiti a fare da prologo-epilogo-interludio e gli altri accomunati per categorie. Comunque è una questione personale.

Veniamo brevemente ai racconti. Non a tutti, a quelli che mi hanno colpito e/o interessato di più.
Sopra tutti c'è LEI di Chiara Fazzi. Uno dei pochi nomi sconosciuti, che ha un pezzone, per capirci, se questo libro fosse un best of degli White Stripes, questo racconto sarebbe Seven Nation Army.
Vi dico solo che se vi state chiedendo come sia possibile mescolare orrore ed erotismo in modo perfetto, beh, questo racconto è la risposta. Per me il migliore, senza dubbio.
Altro racconto, che certifica il detto "Nella botte piccola...", è l'OUVERTURE PER L'ALTALENA di Daniele Bonfanti. Lo si poteva leggere in anteprima su Horrorshow, di giugno credo, ed è un pezzo che ti fa capire cos'è la narrativa breve. Certo, direte voi, la narrativa breve è un po' come il punk, tutti i pezzi si assomigliano e alla fine non ne ricordi nessuno. Eppure, vi dico io, che sia la cover dei Ramones di have you ever seen the rain o basket case dei green day, esistono pochi pezzi punk che ti restano addosso. E questo è uno di quelli. Da leggere anche se non comprate l'antologia.
Poi c'è il racconto del Valsecchi. Un racconto che parla di uno scrittore. Ora, sia chiaro, uno scrittore che scrive un racconto con protagonista uno scrittore, all'80% è brutto e al 15% fa proprio cagare. Rimane un 5% di possibilità di salvarsi e di solito lo si fa in due vie. La prima è essere Stephen King, o gente simile, un altro è che il racconto parli d'altro, e che lo scrittore sia solo un personaggio. Siamo fortunatamente in questa seconda ipotesi e il racconto parla di un SOTTOSCALA. Che poi il protagonista sia uno scrittore poco importa, poteva essere un pittore, uno scultore, uno scolpitore di caccole, un writer senza mani o chiunque possa perdere l'ispirazione.
Poi, sempre tra i racconti che sono davvero belli, a me è piaciuto molto UNA NOTTE AL GHIBLI, di Samuel Marolla. Bello. A distanza di due mesi, seppur sfocato, c'è l'ho ancora tutto in testa, e ora che ne parlo, assieme a quelli che ho citato sopra, mi viene voglia di rileggerlo.
Poi si scende di categoria, almeno per me. Tralasciando del tutto di commentare il mio racconto (e di riflesso quelli di Marica Petrolati, che ne è una copia in colori diversi - telepatia? stesso segno zodiacale? affinità e-lettive?) che era troppo complicato e anche io che l'ho scritto ci ho messo due giorni a capirlo, mi sono piaciuti SALSA ES VIDA del Pastore, storia agro-ttesco-dolce di uno zombie che balla e ballerà; NELLA MENTE DI MARLENE, del Vercelli, che usa molto bene una delle pagine peggiori della storia dell'umanità fondendola sapientemente al vecchio trucco del cambio di fuoco narrativo. Citazione anche per L'ELETTA di Andrea Franco, l'uomo che ancora non ha capito qual è il nome e qual è il cognome. ahahah. (ok, a questa battuta scema non so resistere). Un buon racconto erotico, questo.
Per il resto che dire.
Che ho perso anche più tempo a scrivere questo post che a leggere l'antologia. ahah
Ok, donzelli. Buona settimana!

E se siete degli autori vedete di commentare, che questo è un blog dove gli autori commentano il proprio libro, (di solito insultandomi, ok, ma questo è un riflesso irrilevante) .

ps. Per i cari tipi di XII, editori dell'antologia, perché nell'indice c'è quella sottolineatura? Perché? Non ve l'ha ancora detto nessuno che è brutta? Beh, ve lo dico io, è brutta. :)


9 commenti:

  1. Ok, mi hai incuriosito e quindi ho ordinato il libro.
    Poi ti dirò se le mie valutazioni si allineano alle tue.
    Ma... due osservazioni.
    Puoi fare a meno di citare musicisti e canzoni da intenditore che noi comuni mortali che ascoltiamo Radio Bruno e siamo i manovali del pop non ci capiamo niente!!!! :-P
    Attento con le macumbe... sono una strega pericolosa io, potrei vendicarmi...

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  2. immagino tu ti riferisca a rem e u2 che effettivamente non sono molto conosciuti :)
    comunque io li cito apposta
    io li cito apposta
    così voi maledetti vi incuriosite
    wikipediate
    e prima o poi vi convertite :)

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  3. per me la raccolta è più lettera c che d, e io dentro non ci sono... Ma questo è un altro post, cioè fra un po' metterò anch'io la mia rec... le mie solite due parole sul blog.

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  4. ed in effetti tu sei uno di quelli che come me ne ha letti diversi prima del libro. :)

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  5. fico, mi hai convinto, lo compro!
    ah, no no, non lo compro, ce l'ho già :-)

    "Lei" è un racconto strepitoso, sì.
    E non sai che idea mi ha fatto venire, ripensarci..

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  6. questo tremore sinistro delle lettere sul monitor mi fanno pensare che non voglio saperla, l'idea che ti ha fatto venire...
    dev'essere qualcosa di terrificante!:)

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  7. Sì, Lei è davvero un piccolo gioiello, il migliore.

    Ma sai che invece non mi è garbato mica tanto quello di Samuel? Mi è sembrato nè carne nè pesce, un po' tante robe e nessuna. Mah.

    Concordo invece sul racconto bonfantoso e quello del valsecchio.
    E anche quello di Marica è molto bello.

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  8. Quello di Marica, ma non quello uguale al tuo, eh?
    I miei preferiti sono quelli di Fazi & Marolla. Però concordo che un 666, per quanto bellino, non può competere con un racconto più lungo e articolato. (e ovviamanente bello, altrimenti certo che può competere.) Vado a cena: la fame mi fa sragioanre;)Ah, comunque concordo: la sottolineatura all'inizio è veramente brutta!

    PS: Più che altro, per i nostri racconti molto simili, parlerei di sfiga!

    M.

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  9. secondo me il tuo l'han messo per semplificare il mio e il mio per complicare il tuo.
    :)

    ed effettivamente l'ipotesi sfiga è molto più plausibile della telepatia...

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