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Maneggiare con cura di Joe R. Lansdale****

Ricordo che un paio d'anni fa, cercando di spingere a leggere qualcosa quei debosciati dei ragazzetti di prima e seconda superiore, dissi a un poveretto, a quanto pare portato per le cose truci (o forse no, non ricordo) di leggersi Lansdale.
Sono stato in libreria, mi fa il giorno dopo, ce n'erano tanti, quale devo prendere? Boh, è indifferente, gli faccio, uno a caso.
Fatto sta che il giorno dopo aveva comprato questa raccolta, che racchiude (o rinchiude) alcuni tra i primi lavori, e migliori racconti, del buon Joe.
Il fatto è che non l'avevo mica letto!
Infatti non capivo come mai il suddetto ragazzetto fosse un pò turbato, anche perché di sicuro diceva più parolacce e conosceva più volgarità di quelle contenute nel libro.
Il fatto è che questa raccolta, a tutt'oggi che di Lansdale ne ho letti una quindicina, rimane uno dei suoi picchi creativi, che mescola in modo perfetto violenza, comicità e grottesco.
Il primo racconto, tanto per dire, mette di fronte in un'arena due lottatori, un bianco e un nero, che si massacrano di botte fino a crepare, con un pubblico di folli e scommettitori e un geniale, incredibile, fantastico personaggio che corrisponde a un predicatore che finirà per fare la respirazione bocca a bocca al suo serpente a sonagli, in una scena di quelle che non si scordano più. Anzi, se vi capitano venti minuti e un divano libero in Feltrinelli leggetevelo, il primo racconto, ché indifferenti non vi lascierà.
Proseguendo tra i pezzi forti del libro, (tra l'altro delle edizioni Fanucci che continuo a preferire, le tif normali) impossibile non citare uno di quei racconti che è una bandiera, per l'autore. Mi riferisco a "Un signor giardiniere" dove potete immaginare da soli cosa può succedere se lasciate a un giardiniere cieco i compito di tosarvi un giardino pieno di talpe (che tendono a mettere fuori la testa nel momento meno opportuno).
[tra l'altro, piccola curiosità, il fatto è veramente accaduto e Joe ha preso proprio spunto da un cieco che faceva il giardiniere]
Indimenticabile poi, "Girovagando nell'estate del '68" in cui tre ragazzotti sfigatelli e annoiati cominciano con legare un cane morto all'auto e finiscono in una situazione zeppa di razzisti assassini, mocassini e alligatori che definire grottesca è riduttivo.
Quasi un piccolo romanzo poi, quello sul "cimitero delle Cadillac" che anticipa il germe western che pare attualmente aver ricominciato a prosperare nella vena creativa di Lansdale (naturalmente infilandoci degli innesti di fantascienza o fantastico, di cui sembra non poterne fare a meno).
Impossibile non citare poi, pezzi in cui i protagonisti sono un umanissimo Godzilla, o di una fin troppo femminile bambola gonfiabile, che possono anche non piacere, ma si leggono e scorrono.
Insomma, mettiamola così. Per gli amanti Lansdaliani, che spesso si trovano in difficoltà nel definire qual è il Miglior Lansdale, beh, questo libro potrebbe essere una risposta. Qui dentro c'è, secondo me, il miglior Lansdale.
Per chi non conosce il buon Joe, o lo conosce poco, in questi racconti può trovare all'incirca tutte le costole dei suoi lavori: dalla comicità alla violenza, dal razzismo alla figura del padre, dal grottesco all'horror, dall'assurdo al western. Potrebbe essere una ottima occasione di svago.
Non tutti, ma alcuni racconti, qui dentro, sono da dieci!

4 commenti:

  1. c'hai ragione, c'hai.
    questa è una raccolta coi controcazzi...

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  2. ciò ragione si, questo è come un disco dei Raconteurs (vedi un paio di post più avanti)

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  3. Questo è un libro del quale ogni tre mesi vado a rileggere qualche pagina solo per riconciliarmi con la lettura

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  4. effettivamente...
    qua ci son pagine che te le ricordi per sempre
    ora che mi hai detto così, per esempio
    mi hai fatto venire voglia di andare a rileggermi lo stregone che fa la respirazione bocca a bocca al serpente a sonagli
    da favola!

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