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"Lepidezze postribolari" di Luttazzi D.**

Ok, ok. Questo non è un libro di narrativa, però finisce sul blog come tutti gli altri, ok? Qualcosa da ridire? Si? No? Peccato in ogni caso.
Comunque, prima di tutto, due paroline sul perché sto parlando di Luttazzi e sul come mai ho letto questo libro.
Tanto per cominciare, solitamente, i libri dei comici mi fanno cagare. Non è colpa mia, è che quando li vedo mi danno fastidio a prescindere dal comico di riferimento. Mi fanno gli stessi effetti del libro di un cantante o del disco di un attore o dei film di jennifer lopez. Insomma, un mix fra un lassativo e un sonnifero.
Poi magari fanno anche ridere eh, intendiamoci. Solo che mi infastidisce il fattore puramente commerciale. Ovvero il concetto "senti bello, perché non vendiamo su carta le stesse stronzate che dici alla tv che tanto la gente è stupida e le compra." Quindi, solitamente li ignoro. Luttazzi invece no, l'ho comprato per regalarlo, e poi ovviamente me lo sono anche letto. L'ho letto lasciandolo in bagno e ci ho messo tre mesi.
Il fatto è che Luttazzi, assieme al Grillo, è forse uno dei pochi comici a cui non si può negare il coraggio (o l'incoscienza, a seconda dei punti di vista) e io lo apprezzo. Che sia uno dei pochi, tra l'altro, che fa satira per davvero, penso sia altrettanto condivisibile.
Un paio d'anni fa me lo sono visto a Teatro, e vi assicuro che, piaccia o meno, vi fa pisciare addosso dal ridere. E' assolutamente e innegabilmente un professionista e se spendete 30-40euro per il biglietto, dopo mezz'ora di spettacolo siete già convinti che avete fatto bene.
Questo libro però ha due enormi difetti, che lo penalizzano e appesantiscono.
Difetto numero uno. E' un libro che probabilmente viene apprezzato soprattutto (o solamente) da chi conosce già la fisicità e i toni del buon Daniele. Molte battute, lette da uno che non lo ha mai sentito, rimangono vuote e addirittura glaciali. Insomma, non fanno ridere. Alcune, addirittura, non solo fanno ridere soltanto se conosci luttazzi, ma fanno ridere solo se le hai già sentite!
Il che non va bene. O meglio, è un libro consigliabile ai fans, che così possono rileggere con calma tutto quello che credevano di essersi persi ascoltandolo. (Luttazzi a teatro ti lascia la sensazione di aver compreso si e no il 50% delle battute e che nel 50% che non sei riuscito a capire ci stanno le migliori)
Difetto numero due. Ci sono tre libri in uno, con registri e contenuti completamente diversi. Il che non va bene. I libri sono così suddivisi:
  • uno composto dalla parte comico-satirica, che copre il 60% del libro e che non fa che riportare tutto ciò che fa ridere (e un po' pensare) lanciando stoccate a destra e a manca (non senza un persistente e malcelato e giustificato astio);
  • uno composto da una parte informativa-cronachistica, in cui il Daniele ci riassume alcuni veri fatti che (troppo) spesso i telegiornali di regime ci nascondono (ovviamente il grosso riguarda gli affari sporchi e scandalosi di Bush e della pretestuosa guerra in Iraq, la mafiosità del silvio e via di questo passo). Diciamo pure un buon 30% dei contenuti;
  • uno composto da una parte puramente culturale, ovvero un trattato con tanto di citazioni colte e coltissime su cos'è la satira e come deve essere esercitata. In questa, pallosissima, parte di libro si scopre che Luttazzi, spocchia a parte, ha una cultura da far impallidire un cadavere con otto lauree.
E voi direte, di che ti lamenti? Tre libri al prezzo di uno!
Invece è proprio questo che non ho digerito. Se compro un libro che si presenta per far ridere non voglio trovarmi in mezzo alla storia di Bush senior con Osama bin Laden e ai traffici tra i due. Certo, non mi sia dispiaciuto scoprire certe cose, ma cercavo altro, quindi le ho lette con una sorta di fastidio e sufficienza, come se non vedessi l'ora di arrivare alla parte dove si ride di nuovo.
Insomma, ripeto. Non un pessimo libro. Anzi, è indubbiamente diverso dagli altri libri di comici, e questo l'ho apprezzato tantissimo. Però è meglio che lo legga uno che conosce Luttazzi.
Ah, va detto che, pur essendo un libro non così politico come sembra, la lettura sarebbe consigliata anche a chi ha votato silvietto, così, tanto perché si faccia un esame di coscienza. :)

2 commenti:

  1. Io di Luttazzi ho letto solo il racconto su quella cosa immonda chiamata Gioventù Cannibale.

    Faceva pena. Si vedeva lontano un miglio che non è uno scrittore e che non sa scrivere. Mweglio che continui a fare il comico (che comunque non lo conosco come comico, magari fa pena uguale....)

    Ian

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  2. Beh, guarda
    a te, quel che piacerebbe di quel libro lì sono quelle pagine che parlano del grottesco
    Sono verso la fine del libro. scritte in piccolino rispetto al libro
    poco prima della foto
    dacci un'occhiata se ti capita. :)

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