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Tentacoli di D. Bessis***

Allora cari. Siete per caso scrittori in fasce? E magari siete lì che scrivete racconti, con l'idea che si, cioè, ok, magari, dovreste, perché no, fra un po', scrivere un romanzo?
Ecco il libro che fa per voi. :)
Diciamo che quell'oligofrenico di Silente from Midian, mi ha prestato un libro da leggere che è l'ideale per chi vuole cominciare a pensare a come passare dalla breve alla media distanza letteriaria.
O almeno, questo è quello che ho pensato io leggendo questo librettino di David Bessis, uscito per la ISBN edizioni (eh, già, dei geni del marketing, quasi come Madonna). Tentacoli, s'intitola; anche se nella copertina interna, che poi è l'esterna, c'è un figherrimo "Sprats" come titolo. (Sprats, per come suona, è molto più figo, ma vabbè, teniamoci tentacoli)
La lezione di questo libro è più o meno questa:
  1. Un libro non deve avere 1856.365 pagine, ne bastano, che so... diciamo 90
  2. Un libro non deve per forza avere 563.6581 personaggi, ne basta un importante, e due o tre comprimari
  3. Un libro bisogna scriverlo bene, anche se magari è a forma di diario, che ti viene da dire che con la prima persona fai un po' che cazzo vuoi. Palle! Scrivi bene e sarai letto bene. Questo non può mancare.
  4. Un libro non è che per forza deve avere un finale devastante e pirotecnico; un libro è una storia, una storia finisce, male o bene sono due possibilità, ma c'è anche la possibilità che la storia finisce e basta. Forse può non piacere a qualcuno, certo, ma insomma, è un finale.
  5. Un libro deve avere un'idea, dentro. Non servono 2982 idee di cui 1000 che fanno brodo, mille che non c'entrano nulla e 982 che fanno schifo. Un'idea basta. E non serve, va detto, che sia l'idea del secolo. Va bene anche un'idea piccola, semplice, leggiadra; ma con piglio e buona salute. Che ne so, per esempio immaginate che al personaggio crescano dei tentacoli attorno alla vita, senza un perché. Punto. Non vi pare che basti, questa cosa, per avere una storia da raccontare? Ecco: raccontatela.
  6. Niente. Nessun punto 6. I cinque precedenti bastano.
Ecco che ne esce fuori qualcosa come questo diario, in cui il protagonista, giorno dopo giorno, racconta cosa può succedere, tra medici e ospedali, si ti crescono otto tentacoli come fossero un simpatico gonnellino hawaiano. Cosa sono? Di che son fatti? E perché? Li amputiamo? E se poi...? E via di questo passo.
Unico neo del libro, oltre alla copertina rovesciata, è il prezzo, che undici euri e 50, con i tif vintage fanucci che costano 9.90 e ti danno i matheson e i ballard che non hai ancora letto, sono un po' tantini. Ma alla fine il libro merita. Se vi capita in qualche libbraria (dubito) in sconto (possibile) non esitate.
(e se mia nonna aveva le ruote era una carriola, aggiugerei) :)

Buona settimana a tutti!

7 commenti:

  1. Bel messaggio, peccato per la classica nonna con le ruote finale .)

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  2. Sorry, ma non mi è piaciuto tanto.
    Più che altro l'ho trovato proprio... inutile :(

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  3. miii che pallosi voi due :D:D:D

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  4. Concordo su tutto, a parte il finale, che proprio non non mi è piaciuto.

    Ora che mi viene in mente non ho ancora mandato la recensione ad Ale. Quelli di isbn edizioni vorranno la mia testa XD

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  5. ma guarda, ti dirò,
    rileggendolo quel finale
    non mi è dispiaciuto, non è una cosa che chiude il cerchio, ma dove sta scritto che un diario deve avere un finale? :)

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  6. ma guarda, ti dirò,
    rileggendolo quel finale
    non mi è dispiaciuto, non è una cosa che chiude il cerchio, ma dove sta scritto che un diario deve avere un finale? :)

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  7. Mah.
    Lo dici anche nella rece, e in parte sono d'accordo con te. Però mi è sembrato davvero brusco, improvviso. Magari qualche parola in più avrebbe allievato.

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