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Il valzer dell'orrore - Jor R. Lansdale***

Quando ho girato l'ultima pagina non ci volevo credere.
Questo è il primo "Lansdale" che mi lascia un senso di insoddisfazione.
Cerchiamo di capirci.
Se mi chiedete se è brutto, vi dico di no. Se mi chiedete se mi è spiaciuto leggerlo, vi dico di no. Ma se mi chiedete se è bello e se mi è piaciuto leggerlo, beh... vi dico di no.
Il Valzer dell'orrore è una delle uscite che fanno parte del passato del buon texano e che la Fanucci sta buttando sul mercato come olive su una pizza.
Il copyright risale al 1999, ma a mio avviso, quel che più conta, è che l'opera risale abbastanza chiaramente a un periodo in cui Lansdale aveva talento, ma non aveva la piena padronanza nella gestione del romanzo.
Andiamo per punti, così avete idea di cosa aspettarvi.
  • La storia è una di quelle nere. Di quelle senza fantastico, piene di cattiveria e violenza. C'è qualcuno di molto cattivo e qualcuno che di solito è buono e finirà per scontrarsi col cattivo. Qualcuno morirà, qualcuno si farà molto male, qualcuno ne uscirà per raccontare in prima persona la storia. In questo libro il protagonista/narratore è Hank Small, e la sua famiglia composta di una moglie (la solita rossa di nome Beverly) e due figlioli adorabili-pestiferi . E' quanto mostra la copertina: una famiglia perfetta (Ah, per la cronaca, trovo questa copertina pessima).
  • I personaggi, a parte Hank Small, sono alcuni degli archetipi lansdaliani: il fratello poco di buono che mangia e beve troppo ma al momento opportuno è una forza della natura; la moglie iper figa e iper coraggiosa; l'amico di famiglia avvocato iper sgaio che trova i trucchi per uscire dalle situazioni spinose; il cattivo brutto e stupido unito al cattivo super, intelligente e falso.
  • Il registro utilizzato è quanto mai sboccato, condito dalle classiche similitudini fantasiose e volgari, mescolate ad altre un po' scadenti. Il primo problema si verifica proprio in questo punto. Mi va bene che i personaggi siano sboccati e che ci siano un sacco di parolacce da riempirci le galere di mezzo mondo, ma non mi va bene che tutti, ma proprio tutti, parlino allo stesso modo. Solo i bambini si salvano. Questo porta a dialoghi che sono sì, passabili, ma sarebbero molto migliori se ad alcuni personaggi si fosse dato un registro diverso, nei modi di esprimersi. (sì, insomma, dopo un po' che parlano tutti uguali ci si rompe)
  • La gestione del romanzo è sbilanciata. Tanto per cominciare siamo senza finale! Quando finisce si resta di merda, perché ci si aspetterebbe almeno un'altra ventina di pagine che non ci sono. Poi, ci sono certi comportamenti che sono totalmente incongruenti. Un esempio? Ecco qua: Hank chiede aiuto a un amico avvocato che, benché non si vedano da anni e venga dipinto come personaggio cinico e poco interessato, si mostra subito il migliore alleato di Hank, facendo praticamente tutto per togliere la sua famiglia dai pasticci. Chi glielo fa fare? E perché? Non sto dicendo che non va bene eh, sto dicendo che mi piace che le cose abbiano un senso, e io non rischio la vita per un pinko palla che mi bussa alla porta dopo anni come se fosse la cosa più normale del mondo. Lo stesso discorso si può fare nel senso opposto, ovvero: manco grazie gli ha detto Hank a 'sto disgraziato che lo ha aiutato. Gli sparano? chissenefrega! Non gli sparano? Chissenefrega!
  • Anche il modo di muovere i personaggi si potrebbe criticare. Il fatto di dare un certo peso ad alcune persone, per poi farle sparire nel corso delle pagine, non porta al massimo della chiarezza.
  • Poi che altro... Beh, che è come al solito ottimale l"effetto Lansdale"; ovvero quel comportamento che istiga a non smettere di leggere e arrivare fino in fondo. Sì, questo c'è, con il solito meccanismo: di 75% andante, 25% frenetico.
Insomma, per concludere, Il Valzer dell'orrore non è un brutto libro e forse due stelline sono un pò severe, ma quel concludersi bruscamente e quel dare la sensazione di un romanzo "tirato via" è troppo forte.
Sorry, Joe, tre stelline, ma quasi sufficiente.

5 commenti:

  1. A me è piaciuto abbastanza, invece.
    Molto classico e molto stereotipato sia nella storia che soprattutto nei personaggi, ma lo ricordo ancora con piacere.

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  2. bè, mi spiace che il taglio delle stelline sia avvenuto proprio con un libro che ho lì da un po' e che ha bisogno solo di una buona occasione per essere cominciato ;-)
    ...ma magari a me piacerà...

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  3. sai cosa? è questione di tempi
    se per caso leggi prima questo e poi altri libri come "il lato oscuro dell'anima" o "la ragazza dal cuore d'acciaio" questo ti piace, gli altri anche. Se fai l'inverso, forse questo ti piace di meno.
    Comunque è una roba vecchia. L'ho letto per completezza. :)

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  4. "Il lato oscuro dell'anima" l'ho letto un paio d'anni fa e mi è piaciuto tantissmo, perchè ci ho trovato dentro un horror puro che non mi aspettavo.
    Vedremo :-)

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  5. a me piacque assai.
    ma io sono di parte... :D

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