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Le uova fatali di M. A. Bulgakov***

Dai su.
Non venite a dirmi che i libri a 1000 L. non erano qualcosa di fantastico.
Avevano solo un piccolo difetto, almeno per me. Li compravo a raffica, con la scusa di questi pene-detti 1000lire, e poi andava a finire che non li leggevo.
Poi va a finire che leggi tutte le altre cose della vita e di loro ti dimentichi.
E poi, trionfo, quando magari potresti anche apprezzare dei libretti che un tempo comprasti "tanto per" e che ora invece hanno autori che ti dicono qualcosa, anche solo dal nome, ecco, in quel momento cominci a tirartela, perchè ti accorgi che sono tradotti di merda o perché semplicemente hanno la polvere che si accoppia alle pagine che pare un epifania di amplessi.
Per non parlare di quelli, cosa non rara, che sono finiti schiacciati da altri libri, meno timidi e più pesanti, che magari nemmeno quelli sono stati letti, ne lo saranno mai, ma che per motivi di rigidità (della copertina) e della numerosità (delle pagine) non si riesce a buttar via.
Ebbene. Durante le vacanze di Natale ho deciso di ficcare la mano in questi amplessi di polvere e di tirarne fuori qualcuno, fra le decine che stanno lì nel mio armadietto delle cose dimenticate.
Ero indeciso tra cose come "poemi sull'hashish" baudleriani, banconote da un milione di dollari twainiani o racconti agghiaccianti meyrinkiani o... si insomma, ci siamo capiti.
Perché ho tirato fuori questo?
Perché Bulgakov è un grande!
Cioè, io ho letto solo il suo lavoro più famoso, lo ammetto, ma era perfetto, cavolo. Ma perfetto proprio eh. E uno che riesce a mettere insieme grottesco, fantastico, ironia, critica sociale, e mille altre cose in un modo così sublime non può certo fare una vaccata, anche se si tratta di un racconto lungo e molto meno quotato come questo "Le uova fatali".
"Senti ma la vuoi smettere di parlare dei cazzi tuoi e ci vuoi parlare del libro?"
Ops, sorry. La tipa laggià con le tette piccole e il tatuaggio sul braccio ha ragione.
Che volete che vi dica? E' un horror grottesco, che sconta alcuni difetti piuttosto banalotti, come uno scambio di uova telefonato che più che far sorridere lascia indifferenti, ma come per l'altro suo lavoro va a cercare una assurdità e un modo di vedere la scienza e la vita che solo ha un russo con troppa fantasia poteva venire in mente.
Vi racconto cosa succede nel libro in breve, dai.
Il professor Persikov, vero e grande fulcro del libro, scopre, quasi per caso, il raggio della vita, e da lì quella che cambia e si aggroviglia è proprio la sua di vita. Giornalisti, imbonitori, governi stranieri, spie, altri luminari, un assistente macchietta e un portinaio ancora più macchietta...
Insomma, l'universo che Bulgakov costruisce nel primo terzo di libro è da applausi, con scene che diventa grottesche ed esilaranti, seppur piene di malinconia da Grande Fratello Orwelliano.
Poi ok, la parte dove si arriva a quello che potete ben immaginare, con galline e serpenti giganti che devastano la russia, è un po' lenta e perde di lucidità, soprattutto quando si vuole inserire una storia nella storia come quella delle galline col morbo misterioso.
Nonostante questo però, e ammesso che la traduzione non sia impeccabile,(anche se in questo caso il libro l'ho letto senza pensarlo mai), queste uova fatali sono davvero qualcosa di più che un libro di fantascienza...
Se per caso avete questo librettino a 1000lire, dimenticato in qualche cassetto, leggetelo.
Ne vale la pena.

6 commenti:

  1. Io mi sarei riletto Meyrink ;-)

    Ian

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  2. Maddai su... meyrink lo rileggerò dopo aver riletto le danze macabre :)

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  3. Erano belli i libri a 1000 lire, o anche quelli a 2000... ora gli stessi identici romanzi magari costano 10-12 euro!

    Simone

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  4. Bel libro, bei ricordi. Me lo lesse mio fratello tanti, tanti anni fa come favola della buona notte :-).

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  5. E pensare che i miei amici radical chic schifavano la Newton, comprando edizioni lussuose tradotte col pisello. Io avrò letto il 20% di quello che ho comprato :D, ma tanto i libri sono come il buon vino...

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  6. Sì, sì, guardate. Confermo che più ci penso, a questo libro, più trovo che sia proprio bello.
    E anch'io devo essere più o meno sul 20-30% del mio catalogo personale newton...
    ma pian piano... :)

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