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"Millennium People" di J.G. Ballard***

Ok, sto leggendo i liberi di Ballard alla cazzo di cane, lo so, ma non me ne fate una colpa. In teoria, visto che questo romanzo, come dice l'amica Wiki, è il terzo di una trilogia, avrei dovuto comprarmi prima Cocaine nights o Super Cannes, credo, ma credo anche che non faccia molta differenza.
In fin dei conti mi sa che la storia delle trilogie è la solita baggianata del tipo "fai tre cose simili che cosi sembreranno meglio singolarmente"
Non lo so.
Io comunque mi sono letto questo.
Mi è piaciuto? Non mi è piaciuto?
Diciamo che non mi ha convinto.
Non posso dire che è un brutto libro, ma non mi ha lasciato quella soddisfazione e quell'appagamento che mi hanno lasciato altri lavori come "condominio" o "l'isola di cemento". E anche "crash" e "l'allegra compagnia del sogno" seppur non essendo "fatti per me" mi hanno, in fin dei conti, reso felice di averli letti.
Sapete qual è la cosa preoccupante?
Che tutti i libri che ho citato risalgono agli anni '70, mentre questo è del 2003.
Significa che Ballard sta scrivendo peggio? Può darsi.
Di certo i temi ballardiani di questo libro sono ormai troppo triti perché anche il lettore più affezionato (o soprattutto il lettore più affezionato) non si spacchi un po' i maroni (nel senso di testicoli immaginari, non di ministro).
Le parti in cui la società borghese è tanto cattiva e annoiata che bla, bla, bla.... insomma dai... magari cambiamo argomenti, eh James? dai. ;)
Non che l'idea di una borghesia che sostituisce il proletariato nella protesta sociale attuandola con una serie di attentati alla cazzo di cano verso obbiettivi assolutamente senza senzo non sia intrigante. E non è intrigante nemmeno il modo in cui il libro inizia (anche se sa di già visto e sentito) ovvero dalla fine, con un ordigno che uccide la ex moglie di David Markham, psicologo protagonista di questo romanzo. Ed è proprio attorno a questa figura (io narrante, per altro) di psicologo schiavo della società londinese/borghese, che Ballard costruisce il romanzo, dandogli quella suspence e quel thrilling che sostiene la lettura fino alle ultime pagine.
(E questo è bene, sia chiaro)
Di fronte a una prima metà di libro vagamente sonnacchiosa, anche se decisiva nella caratterizzazione dei personaggi, vi è una seconda parte molto più viva e in cui Ballard riesce a descrivere almeno tre o quattro personaggi decisamente non scontati.
Gould, il medico pediatra folle e misterioso che pare tenere le fila di tutta la protesta; Kay, una borghese strafiga dai capelli grigi che svolge i compiti materiali di attentatrice, sobillatrice e amante; Stephen Dexter, il prete-biker che sostiene la causa; Sally, la compagna nuova e finta-handicappata di David.
Tutti questi personaggi hanno profili psicologici non banali, anche se a volte, forse volutamente, non pare che si comportino sempre in modo coerente, spiazzando vagamente il lettore.
Detto tutto questo torniamo al libro nel suo complesso.
Credo il difetto maggiore lo possa rilevare uno che ha letto altri ballard e sia proprio questo pescare e ripescare dai soliti temi anti-società(ri). Forse se fosse stato il mio primo Ballard mi sarebbe piaciuto molto. Ma non lo è, quindi rimane una bella lettura, con un buon finale, ma gli altri lavori erano meglio. :)

Ah, se per caso vi interessa la trama leggetevi quella su wiki linkata più sopra.
Se volete comprarvelo in questi giorni c'è pure il 25% di sconto sugli 8.50 di copertina (ma io vi consiglio di comprarvi, della universale economica feltrinelli, i libri di Durrenmatt, che sono sempre soddisfacenti)

E muovetevi con sti racconti del fan cool! :)


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