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"TaroT - Ludus Hermeticus" di AAVV**

Ma lo sapete che stamattina quasi mi era passato per la testa di mettere in piedi il nuovo Fun Cool? I libri ce li ho, qualche sciancato che gira per il web e posso obbligare a partecipare dovrei trovarlo, quindi... ma... potrebbe essere che domani se mi gira...
Comunque oggi parliamo di questo libro.
Sì sì occhei, è un libro degli amichetti di XII, anzi, uno tra i primi libri degli amichetti di XII.
E quindi visto che sono compagni di merendero non dovrei parlarne, perché insomma se ne parlo male voi pensate che mi hanno fatto qualche torto, se ne parlo bene voi pensate che è una marchetta, ecc
Insomma, voi pensate invece di leggere, e questo non va bene. Molto meglio pensare mentre si legge.
Sì... occhei, che cavolo stavo dicendo?
Ah, sì! TaroT! L'antologia coi tarocchi dentro!

Dicevo dunque, che qualcunque cosa dica voi magari ne pensate un'altra. Così tanto vale che dica quello che penso. :)
Diciamo che in parte mi è piaciuto e in parte no, il che significa, che siccome erano racconti, alcuni mi sono piaciuti e alcuni no. Chiaro noh?
Allora, facciamo che siccome oggi ho pochi cazzi di impegnarmi cerco di essere breve. Inoltre dimenticatevi una recinzione, ma pensate piuttosto a un flusso disordinato di pensieri, qualcosa che sta bene a chi ha letto il libro, qualcosa che sta bene a chi volesse leggerlo.
Tanto per cominciare non è che il libro parla di tarocchi. Piuttosto è la genesi dell'antologia che parla di Tarocchi, e sono i tarocchi che hanno ispirato i racconti. Questa cosa, vi dirò, è divertente, all'inizio, ma poi diventa uno dei limiti all'antologia. Vi trovate racconti davvero di tutti i generi, (noir, horror, western, fantascienza, ...) e per quanto alla fine l'ispirazione sia sicuramente stata data dal tarocco, il tutto risulta troppo labile, post lettura.
Oddio certo, non avrei saputo nemmeno io cosa distribuire a quella cena, al posto dei figherrimi e simbolici tarocchi, ma sta di fatto che nei vari racconti, nonostante la fedeltà alle caratteristiche della figura ispiratrice, ad un interrogatorio post lettura non saprei proprio riconoscere, se non in pochissimi casi, il tarocco ispiratore. E' perché sei un coglione, direte voi.
Beh, ciò sarebbe stato anche se non avessi letto TaroT, vi dico io.
Quindi non so, forse troppi gradi di libertà concessi hanno portato a troppa eterogeneità. Magari se al posto dei tarocchi si fosse consegnato a ciascuno un gormito, oppure un Pokemon, l'unità nella diversità, come dicono gli europeisti, ne avrebbe guadagnato.
Poi altra cosa. Sì è voluto dare un fil rouge (o come cazzo si scrive) ovvero una locanda con un nome del cazzo. La cosa è divertente, ma in alcune occasioni controproducente. Cioè, se sto leggendo un racconto ironico, leggere di un bar che si chiama il brillo parlante, o tutte le varie sfaccettature che gli autori hanno trovato, mi va più che bene. Però in alcuni contesti il seguire questo fil rouge sembra un po' una forzatura.
Molto meno, ad esempio, l'introduzione di Ermes, oste e non solo oste di tutti i racconti.

Bene
poi che altro?
Boh. Chiuderei con dirvi i racconti che mi sono piaciuti. Allora, mi è piaciuto un sacco quello del medaglione, ovvero un racconto fantascientifico che è riuscito a mostrarmi un futuro molto verosimile e temibile (però tu emiurgo non montarti la testa); mi è piaciuto anche quello della gara dei papi e i due di Ian, anche se erano discreti e non buoni, mi è piaciuto anche uno del bonfanti. E le ambientazioni del Pagani. Come dite? No state capendo un cazzo? Infatti, questa è la parte per chi ha letto già il libro. :)
Poi il resto non è male, c'è sicuramente qualcosa che mi è piaciuto e che sto dimenticando. Ma ho scritto anche troppo, ed era un anno che questo libro gozzovigliava di polvere sul mio scaffale, e direi che è proprio ora di congedarlo. Sei più e vedi di uscire verso la fine del quadrimestre per il sette.

6 commenti:

  1. Thanks.
    Sono molto d'accordo sui limiti di cui hai parlato: anzi, sarei un filino più critico sul discorso della troppa libertà, al di là dell'ispirazione comune dall'Arcano di riferimento (che è a volte solida e riuscita, ma altre volte davvero troppo blanda e, appunto, libera). Ci sono racconti (forte altalenanza qualitativa a parte) troppo distanti quanto a intenzione, atmosfere, metodo, cura, tutto. (E' vero che, allora, dovevamo cedere a qualche compromesso, e "accontentarci" un po').
    Necessitava di un inquadramento in determinati generi, prima di tutto: così è talmente eterogenea che ci sarà sempre qualche racconto che piace a chiunque, ma è quasi impossibile ci siano lettori che possano apprezzarla realmente nella sua interezza, in quanto opera (e invece questo dovrebbe essere lo scopo di una raccolta: accontentare "molto qualcuno", non "un po' tutti").

    Credo che il concept di base avesse un potenziale molto maggiore di quanto è stato attualizzato.

    Con tutti i suoi difetti, comunque, essendo la prima antologia "seria" che abbiamo prodotto, e il risultato essendo un lavoro di livello decente - sono d'accordo sulla sufficienza piena -, ha avuto il grosso merito di darci fiducia nei nostri (allora molto più scarsi di oggi) mezzi. E anche di aiutare a definire per bene la linea editoriale della collana Camera Oscura (proprio in base a quanto di buono e quanto di meno buono in Tarot).

    Grazie ancora! :)

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  2. Ma se parli bene dei libri dei tuoi amici e tanto male dei miei (be', almeno in privato) vuol dire che... ?!

    Scherzi a parte, attendo che adesso arriva qualcuno che ti scrive 128 pagine di commento per dire che lui non leggerà questo libro e che i marchettoni devono sparire ecc ecc, ma poi almeno avrai migliaia di commenti e diventerai famoso.

    Poi vabbe' allora scrivi una recensione positiva su Io scrivo o su, che ne so, il libro dei gatti che non t'era piaciuto? Ti clicco sui banner se lo fai...

    Simone

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  3. Uooò la recensioduzione ora mi monto la testa presa all'IKEA! :D

    In effetti la raccolta ha ormai un paio d'annetti (e qualche mese in più a partire dal concepimento), è stato il primo progetto emerso dalla fucina dodicina appena entrata in funzione, e gli atanor devono scaldarsi un po' prima di sfornare il pane buono e croccante.
    Coi TaroTti ci siamo fatti le ossa su cosa voglia dire gestire un progetto multiautore con tutti quegli AAVV e trasformarlo in un libro, esperienza -- svariati errori inclusi -- di cui abbiam fatto tesoretto.

    Se avessimo distribuito le carte degli SGORBIONS sarebbe stato ancora più spassoso ma forse meno pubblicabile e quindi abbiamo optato per l'aurea via mezza -- da lì i tarocchi che son sempreverdi e poi si prestano a operazioni ermeneutiche che noi neanche ci sognavamo. :D

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  4. @ Simone
    Ma perché? Ho dei banner? :)
    Ma non avevo già parlato millenni fa del gatto?
    Di "Io scrivo" che vuoi che ti dica
    leggevo il tuo vecchio blogghe! mica vorrai che lo compri no? ahahah (e non ti azzardare a mandarmi il file, tutt'al più per qualche birra ti faccio il marchettone dicendo che è molto meglio dei libri di Giorgio Falsetti) ;)

    @Luiggi
    la verità, è lo sai benissimo, che dal medaglione in poi hai scritto solo schifezze! :D

    Ah comunque se fate la cena con le figurine degli sgorbions io ESIGO esserci! Sfornerei racconti magnifici! :)))

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  5. Tu non perderti le cene, ché se succede succede senza preavviso, in preda all'ispirazione/possessione del momento.
    Falso sul medaglione! Dopo di lui ho scritto dei bellissimi programmi in C++ pieni di colpi di scena solo che non hanno voluto pubblicarmeli, ma sappiamo che l'editoria italiana è tutta una cricca chiusa e le innovazioni col cavolo anzi adesso apro un blog per dirlo (o me ne presti uno dei tuoi che non usi?).

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  6. ok! procurati le figurine degli scorbions!

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