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"Un sogno dentro a un sogno" di AAVV**

Questo libro l'ho letto a gennaio, durante le vacanze natalizie.
E confesso che ve ne parlo perché lo voglio riporre...
Mi sono persino chiesto se oramai avesse senso, perché purtroppo non me ne ricordo nessuno, guardando la copertina, e mi costa sfogliare e ripercorrere velocemente qualche passaggio, per potervi dire qualcosa.

Ricordo soltanto che non mi erano piaciuti, e senza voler buttare la croce a nessuno, mostravano i difetti di ogni antologia di scrittori (troppo) esordienti.

Ho deciso però che ve ne parlo comunque, così, approfittandone se non altro per fare qualche riflessione.
Per esempio, non so se lo sapete, io non lo sapevo, anche se forse dopo averla letta me la ricordavo, che il titolo dell'antologia, che è anche il titolo del concorso da cui promana, è una poesia di Poe.
Anzi, ve la riporto:

UN SOGNO DENTRO UN SOGNO

   Accetta sulla tua fronte questo mio bacio!
E, allontanandomi da te ora,
permetti ch’io confessi-
non hai torto a pensare
che la mia vita sia stata un sogno;
e sebbene la speranza sia sfumata
in una sola notte, in un sol giorno,
attraverso una visione oppure nel nulla,
non si è certo per questo meno dissolta.
Tutto ciò che vediamo o a cui rassomigliamo
è soltanto un sogno dentro un sogno.

   Rimango nello strepitìo
di una sponda aggredita dalla risacca,
trattenendo in mano
granelli di sabbia dorata-
così pochi! E come strisciano
fra le mie dita per riversarsi in mare
mentre piango- sebbene piango!
Oh mio Dio! Non potrei afferrarne qualcuno
con una stretta più forte?
Oh Dio! Non potrei salvarne
uno dalla spietata onda?
Tutto ciò che vediamo o a cui rassomigliamo
è soltanto un sogno dentro un sogno?

Boh... ho letto di meglio dai, anche se la stretta sul granello di sabbia è una bella immagine.
Ma torniamo all'antologia. Ne sono venuto in possesso perché me l'ha regalata Frank, che tice che lui che è vecchio non ha tempo per leggere cose non belle, mentre io che sono giovane sì. Io gli ho detto che non sono più giovane e che le cose da leggere belle sono così tante che... ma a lui non gliene frega un cazz e me l'ha regalata lo stesso, quest'antologia.

Vi dicevo che proviene da un concorso che ha casa (editrice) base su un blog,
lacasadeisognatori.splinder.com e che essa stessa ha dichiarato, nel post che presentava il libro:
"Partiamo da un presupposto: le antologie vengono spesso considerate “libri di serie B”, e noi non possiamo negare la realtà dei fatti: a volte, è proprio vero, dai concorsi letterari scaturiscono raccolte di basso profilo. Ci riferiamo in particolar modo a quei concorsi (ne parleremo senz'altro in futuro) che pubblicano tutto e tutti, a scapito della qualità. È questo il motivo per il quale i vincitori di un concorso non ricevono mai una sola copia gratuita dell'antologia: viene operato uno sconto (che sa tanto di contentino), ma di copie gratis neanche a parlarne.
La nostra politica editoriale è un'altra, si sa. La “quantità” è auspicabile, ma prima di ogni altra cosa viene la “qualità”. Da questo punto di vista, siamo pronti a stupirvi e ad abbattere il luogo comune sulle antologie.“Un sogno dentro un sogno” è un libro con tutti i crismi, composto da dieci racconti davvero validi, e nei quali crediamo molto. Giudizio di parte, certo, ma siamo bibliomani anche noi, e la soggettività può contare fino a un certo punto."

Ok. Belle parole. Però sta di fatto che non posso condividerle.

I racconti, per la maggior parte, presentano i classici difetti che tutti hanno risolto, scrittura dopo scrittura, nel passaggio ad maturità espressiva.
Quindi insomma, il concorso è il concorso, ma...
Ma le d eufoniche di troppo poi vanno tolte.
Se un autore si profonde in una selva di avverbi in -mente bisogna toglierli.
Se qualcuno ha il vizio di ficcare tre aggettivi per frase per far vedere che sa usare il dizionario di word.
Cioè, vietateglielo :).
Se 8 autori su dieci ritengono che per descrivere un sogno bisogna mettere il corsivo e il gioco è fatto... beh, fategli cambiare idea, dai. :)
Quindi okay, nessun dramma, ma è un'antologia buona per partecipanti e per imparare.
Sono lavoro acerbi, non smaliziati, anche nelle trame.
Rivedendo i racconti solo di due mi sono ricordato subito, già dalle prime righe: quelli di apertura.
Gli altri, anche dopo una paginetta, niente, nessun ricordo.

Più che altro approfitto per un pensiero, che spesso vale per le antologie.
Allora.
Siete degli scrittori che stanno per partecipare a un'antologia che si intitolerà come questa e in cui il tema è "il sogno". Bene. Bravi. Però attenzione.
Pensate questa cosa: chi vi sta leggendo SA che il tema è il sogno.
Se è così, ritenete che sia utile raccontare cose fantasmagoriche concludendo con "tizio si svegliò di soprassalto, sudato" ecc.? Insomma... non è il caso di celare la sorpresa (e magari mettendo ingenuamente il corsivo) sul fatto che siamo di fronte a un sogno.
Cioè, prendetelo per elemento dato e partite da lì.
Che ne so:

"Ogni volta che Enrica sogna trova un dente sotto il cuscino..."
"Gilberto riesce a fare il tè con i suoi sogni e vuole aprire un bistrot."
Insomma, cose così.
E intendiamoci, lo logica è per le antologie a tema in genere, mica per questa soltanto eh.
Bene.
Ora posso riporla. E andare ad aspettare la formula uno mangiando tacos e salsa al formaggio.
Buona domenica amici di blogghe!
 

8 commenti:

  1. Orbene! Che ci sia stata mancanza di editing mi meraviglia dato che l'editore ha pubblicato sul sito un opuscolo scaricabile sulle avventure di chi riceve manoscritti in lettura, decisamente godibile. Ma tant'è.
    Ho partecipato a una delle edizioni del concorso. Per fortuna non sono stata selezionata: sarei passata sotto le tue gelide grinfie!

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  2. beh, mi sarei sorpreso se fosse mancata la correzione bozze, che invece c'è stata.
    L'editing non mi sorprende che non ci sia stato, è abbastanza normale. Anzi, già devi fare un'antologia guadagnando ben poco, se devi pure metterti a modificare i racconti coi singoli autori, insomma, si può capire.
    Però ho visto che l'antologia la fanno ogni anno. Puoi riprovare! ;)

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  3. Mi pare loro detto che loro non fare piu' concorso. Finito.

    Poi se tu vuole puo' iscrivere Partito anti-era tutto un sogno (PAETUS). Non ricordo chi fonda partito, vedi su XII.

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  4. Io avere tempo di vedere ma ringraziare te di sapere ciò
    così io non rischiare linciaggio da ex partecipanti
    augh!

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  5. PAETUS?
    Si legge alla latina?
    Così fa pensare però che "era tutto un sogno" è la scusa da usare con la moglie che chiede: "ma cos'era quella puzza in camera da letto stanotte?"

    PS dai proclami che leggevo sul sito dell'editore, mi ero fatto l'idea che si trattasse di un lavoro più serio... peccato...

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  6. Ehi! Disinformatiqualunquisti, e tu, Gelononvedentecheun'edizione!
    Aldo Moscatelli, editore dei Sognatori, scrittore, autore di un "romanzetto" con la copertina tutta nera, e che dovreste leggere - Hitler... - fa il suo lavoro con serietà encomiabile, rara.
    Dopo quell'antologia, che qui viene commentata... lasciamo perdere, ne ha pubblicato un'altra - Un sogno dentro un sogno Vol.3 - ottobre 2009 - sempre e solo con i dieci racconti vincitori del Concorso annuale (l'anno scorso oltre 120 partecipanti).
    Nell'ultima, la terza, c'è anche "La madre tuttofare" di...

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  7. e ma se questi son così così
    son così così
    te lo ri-regalo
    così poi leggi e mi sai dire :)

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  8. Diamine! Te l'ho regalato proprio perché sono meno di così così, Gelo/amato/amico/mio.

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