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"La ragazza della porta accanto" di Jack Ketchum****

Alla fine ci sono arrivato anch'io.
Dopo che c'è passato Elvis, Midian e la Regina dei corti alla fine me lo sono fatto prestare (grazie midiano) e l'ho letto.
Il motivo per cui, a dire il vero, non è solo letterario, ma anche di misura della sensibilità.
La mia, in questo caso.
Si parlava infatti, a cena col tipo del libro dei tubi nella pancia e alcuni altri di quelli là sopra, di come la sensibilità sia soggettiva e di come, tra gli strumenti in grado di toccarla, vi fosse questo libro.
Appurato che se vedo fare una puntura a un gatto svengo in pochi decimi di secondo, mi avrebbe fatto altrettanta "impressione" leggere delle torture fisiche e psicologiche inflitte a Meg e Susan?
Beh, non mi restava che provare.
E ho provato. 
Male che vada, mi son detto, non avrei terminato il libro.

Prima di dirvi com'è andata, però, vi racconto una cosa simpatica.
Ero arrivato al punto del libro dove le torture cominciano a prendere una deriva decisamente cattiva e poco tollerabile, venerdì scorso. Sera. E ovviamente stavo guardando Uruguay-Ghana, e non serve dire per chi tifassi. Ebbene, non mi va nemmeno di ricordarvi cosa è accaduto all'ultimo secondo dei supplementari, e come sono andati i rigori, fatto sta che, subito dopo, in preda a una rabbia priva di destinatari e allo struggimento per un continente intero che ha visto sfumare anche quella piccola soddisfazione, ho continuato a leggere.
Ebbene, sarò fatto male io, sarà stato un transfert maldestro della mia coscienza calcioumanistica, ma le torture che io avrei voluto fare a quelle due sgualdrinelle incolpevoli erano ben peggiori di quelle che poi sono state perpetrate.
Era comunque una sensazione passeggera.
Dopo un paio di giorni la delusione-ghana è passata e ho rimesso le cose nella giusta prospettiva.
Ammesso che ve ne sia una, per un libro che racconta cose di questo tipo. 
In ogni caso, guardiamola sotto luce letteraria, va, che altrimenti mi date del pazzo sanguinario in nuce.

Di cosa parla questo libro?
Di Meg e Susan, due sorelle che dopo la morte dei genitori finiscono da una parente, Ruth, che campa con i suoi tre figli, senza marito, in un paesotto rurale americano degli anni '50. Vicino di casa di Ruth, tra gli altri, il dodicenne David, che subito si prende una cotta per Meg, quattordicenne e gran gnocca. Da lì, la situazione comincia a marcire. E Susan e Meg rimangono dentro la cancrena che coinvolgerà non solo l'adulta Ruth, e le sue turbe psichiche, ma anche i ragazzi dell'intero vicinato. Tutto qua? No, decisamente no.
Vanno dette alcune cose.
La principale è che la storia è vera. Con differenze narrative minime la potete leggere e ritrovare come cronaca, che è pure così famosa da essere diventata film. Okay, di cronace terribili ce n'è a bizzeffe, ma alcune hanno un potenziale di "male" che pare più puro, e ahimè, invece di apparire inverosimile, acquista credibilità. Impossibile non citare Golding, per certi aspetti, e impossibile non farsi la domanda sulla innata crudeltà umana, senza rispondersi affermativamente.
E' un libro scritto da Ketchum nel 1989. Sì, 1989. E' successo di tutto, dal 1989. E noi ci arriviamo ora, o meglio, l'anno scorso, alla pubblicazione italica di "the girl next door". Forse Ketchum, nemmeno se lo ricorda più tanto bene...
E' un'opera che privilegia, in ogni pagina, gli aspetti psicologici dei personaggi, sia attraverso il narrato in prima persona, sia e soprattutto attraverso azioni e immagini. Se per caso l'avete letto, fermatevi e ditemi se non vi ricordate perfettamente il profilo psicologico di Ruth, David, Meg, Susan, Eddie, i genitori di David, Denise, Donny, Willie e Woofer... e ancora Jenkins, il poliziotto, piuttosto che altre meteore del romanzo che riescono comunque, ad apparire (pensate ai genitori delle due, per dire). Alla fine, i pensieri di ognuno, li hai avuti tutti in testa.

Narrativamente parlando c'è una scelta felice, anzi, perfetta e inarrivabile, compiuta alla base del romanzo, ed è quella di far raccontare la vicenda da David, che ha ormai superato i quarant'anni, ma che ci racconta della vicenda come l'ha vissuta a dodici. Nessun altra soggettiva avrebbe reso di più.
David, tanto per cominciare, vede molto, ma non vede tutto.
David partecipa, ma è l'anello debole (?) della catena. Lui ha una coscienza, o per lo meno una natura diversa, che non viene intaccata fino alla radice dalla deriva violenta e morbosa di Ruth. Il suo rimanere in bilico è scandito dalle prime righe e sarà un filo rosso che legherà tutte le pagine. E' attraverso di lui che ci facciamo le domande, attraverso di lui cerchiamo di salvare Meg e Susan. E' sempre lui, David, che ci fa da filtro al dolore e all'aberrazione, dicendoci anche cosa "non ci racconterà". 
Noi siamo David, ed è questo che, a fine lettura, forse fa più male. 
Lui come noi, siamo colpevoli. 

Poi che altro. Parecchie cose, davvero. 
Dalle piccole alle sottili. Tra le prime, per esempio, le fotografie perfette che Ketchum ci lascia, in poche righe. La scena iniziale di David che pesca i gamberi con un barattolo su un sasso piatto in mezzo al fiume, piuttosto che il frigo di Ruth, con la birra, la coca, i dolciumi, la kool aid e tutte le schifezze che mangiano 'sti ragazzotti americani ebbri di adolescenza; e poi ancora la ruota panoramica, gli operai del luna park, le partite di baseball, i fuochi del quattro luglio... fotografie efficacissime. A pensarci, mi viene tanta invidia, anche perchè ve ne potrei elencare a decine, ed è un libro di 270 pagine scarse. Ci vogliono cazzi, per scrivere così. Cazzi da vendere.
Tra le cose sottili, invece, assolutamente non sottovalutabile il potenziale di umanità che la storia sottende. Dopo averlo letto, e non è un paradosso, sarete molto meno disposti a tollerare le ingiustizie. Certo, dipende chi siete. Ma anche io che ho adorato Eddie, il folle e sadico Eddie, che invece di scoparsi Meg preferiva "tagliarla" (per non parlare della serpe tra i denti presa e ripresa fino ad ucciderla, povera bestia), non sono rimasto immune all'ingiustizia. Si è fatta strada e luce e si è fatta riconoscere. Potrei esagerare, certo, ma a modo suo, questo, è un romanzo di formazione. Pericoloso, forse, ma lo è.

Chiudo con un difetto, piccolo e personale, nel senso che forse lo vedo solo io. Il finale. Quel riscatto di David, tardivo, nobile, efficace. No, cari, io non ce lo vedo. La realtà è cruda e perfida, ingiusta. Non c'è spazio per gesti riparatori e vendette. E' tutto destinato a naufragare nella goffaggine e nell'imprecisione.
Se tentate di uccidere il vostro stupratore, nella realtà, vi stupra di nuovo, e di solito con più ferocia di prima.
Al di là di questo, un libro pressoché perfetto.
Grazie a per avermelo consigliato, cari.


P.s.
Per rispondere alla domanda iniziale, relativa alla mia personale sensibilità, no, non mi ha causato problemi di sorta. Continuano a farmi orrore altre cose, credo, tipo la perdita della libertà psichica o le puntura nella pancia dei gatti. Ma si sa, ognuno ha i suoi tormenti.

9 commenti:

  1. Bravo, quando sei serio diventi quasi leggibile senza antiemetici e anfetamine.
    Anche a me fa paura la perdita della libertà psichica!
    Pensa il caso, domani parlo di un altro libro di Ketchum.
    Quanto siamo legati, io e te...

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  2. con la differenza che almeno io i post simili li faccio prima, e non due giorni dopo :)
    ma se vuoi domani mi invento qualcosa sul porno
    o sui mondiali
    ah no
    la cosa sui mondiali lho appena fatta
    okay
    come non detto

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  3. Interessante il discorso che fai sulla formazione e sulle ingiustizie.Sarà che oggi ho portato Quella pantera venuta male della mia gatta dalla veterinaria ma sono particolarmente solidale col discorso delle punture ai gatti...

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  4. non me ne parlare che svengo a breve, se solo penso all'immagine dell'ago nel pelo... brrr
    no no
    i ferri roventi nella patata, a confronto, sono nulla. :)

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  5. Bravo, bella rece.
    Però dimmi che torture avresti fatto tu, ché son curioso! :-D

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  6. Devo recuperarlo... presto... molto presto

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  7. @ Silente
    Niente che si possa scrivere qui in pubblico, o mi chiudono tutto. Cose di pentole, mutilazioni e animali, comunque.

    @ferru
    se vuoi ti posso regalare la copia di silente e a lui dico che me l'ha mangiata il cane. :D

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  8. Guarda che ho già le siringhe in mano, bisognose di pancini... XD

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  9. Alora YEHA! Affare fatto: avrai la TUA copia, ma questa volta... svieni facile? mi regolerò.
    Patatine fritte? Calma, calma

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