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"Raimondo Mirabile, futurista" di Graziano Versace***

A volte ci sono le incomprensioni, le prime impressioni che ti si attaccano e non si lasciano dimenticare.
Niente di male, per carità. La maggior parte delle cose giuste che ho fatto è stata per la prima impressione. Però ci sono anche cose che non ho fatto, sbagliando.
Una di queste è leggere "Raimondo Mirabile, futurista", che è già da un po' che è uscito, e io l'avevo messo alla fine della lista, prima, e della colonna di libri sullo scaffale, poi.
Perché?
Perchè come un povero pirla mi ero convinto che fosse di fantascienza! Ma ditemi voi... So anche come è potuto succedere, a dire il vero. E' stato quando questo libro ha vinto la selezione per romanzi di fantascienza e la sua conseguente pubblicazione. Se ha vinto la sezione fantascienza, deve essersi detta la scimma nel mio cervello, vuol dire che sarà una roba tipo astronavi robot alieni e raggi laser, magari coi mutanti e i buchi neri e i cereali da pucciare nella via lattea. Insomma, io non è che ami molto, 'ste cose... preferisco i mostri e i coriandoli con i denti, roba così.
Quindi sì, lo leggo, mi dicevo - perché se lavori con una casa editrice leggere tutto quello che pubblichi è un requisito minimo, per la mia morale lavorativa - però lo leggo... dopo.

E poi? E poi ho realizzato, parlando con Silente, che invece no. Niente astronavi, niente spade di luce e alieni con le mucche usate come orecchini. Qui siamo a Milano, la milano del primo Novecento, la Milano di Marinetti, giolittiana e in fermento, VIBRANTE, pronta per sconvolgimenti della più svariata specie.
Ed è in un contesto storico dei più reali e controversi (e affascinanti) che incontriamo il protagonista di questa storia. Raimondo MIRABILE, che già dal nome sembra un predestinato, e i fatti paiono subito confermarlo.
Ci sono misteri, nella sua famiglia. Misteri nelle cose che succedono a Milano, e le risse che i FUTURISTI si divertono a causare, forse, nascondono altro... Cosa? Una misteriosa società segreta, questo ve lo posso dire subito, che sì, forse qualcosa di ALIENO ha, e forse l'astronave l'avrà nascosta da qualche parte, ma per quanto riguarda il libro e l'avventura, beh, agisce in modo molto umano, confondendosi con gli esponenti più in vista del movimento storico-letterario in voga in quel periodo. 

Insomma, dài, adesso avete capito che abbaglio avevo preso. 
Non è di quel tipo di fantascienza lì, che magari pensate anche voi, ma di quel tipo là, che piace a me, dove si prende una solida realtà e la si incrocia con solidi interventi fantascientifici.
Così, appena le pagine di Céline , per la seconda volta, si sonoappesantite, ecco che ho interrotto la lettura e mi sono dedicato a Raimondo, letto in un sol giorno di spiaggia e con molto, molto gusto.
Il suo pregio principale, infatti, credo sia proprio nell'essere AVVINCENTE, veloce e RAPIDO come un buon prodotto FUTURISTA dev'essere. Lo cominci e leggi, vuoi sapere, vuoi sentire, vuoi vedere come va a finire. Certo, non è mica che ti aspetti che vincano i cattivi, questo è sicuro, ma di certo non stai leggendo per incontrare un romanzo che stravolga i canoni dell'avventura. 
C'è un protagonista, c'è un cattivo, ci sono gli alleati del PROTAGONISTA e quelli del cattivo. E ovviamente qualche traditore, i duelli, la suspence e insomma... c'è tutto quello che ci deve essere.

E c'è anche una cosa in più, che per quanto non sia questa gran novità, è la chiave che modifica il mood del romanzo. La storia non è una prima persona del protagonista, né una terza persona onnisciente.
La storia, con un passato remoto classico e pulito, ce la racconta... il MAGGIORDOMO!
Sì, lui, il buon Gregorio, che stravede per il suo padrone Raimondo, ma non è il più felice del mondo quando questi lo porta con sè ad affrontare i nemici. Anzi, Gregorio è proprio costruito sulla figura classica di maggiordomo, che origlia e ha il fiato corto, pignolo ma pratico, integerrimo ma non pirla. 

Ecco perché lo giudicato subito, a fine lettura, un romanzo riuscito. Certo, i difetti, al limite, li potreste ravvisare nel plot di partenza, che non è certo un mostro di originalità. Ma il modo con cui gestire il punto di vista laterale delle vicende era un elemento critico ed è stato un esame superato brillantemente. Gregorio porta ironia e velocità in mezzo a vicende che altrimenti sarebbero potute risultare noiose, soprattutto quando si parla del "classico" popolo di eletti che si infiltra nella razza umana. 

Romanzo godibile, quindi, che si ricorda con piacere. I lati negativi, a volerli proprio cercare, li si trova, forse, in qualche minuscola innaturalità di qualche dialogo rispetto al contesto, o di qualche comportamento dei protagonisti, che però non ricordo nemmeno più, perché è stata immediatamente cancellata dall'intreccio. 

Ultima precisazione, prima di chiudere, è chiarire l'utilizzo del FUTURISMO. E' un contesto, puro, scelto con cura ma senza appesantire mai la lettura. Anzi, tu là fuori, che ti stai chiedendo come mai scrivo qualche parola in MAIUSCOLO, beh, il libro lo capisci benissimo lo stesso. :)
(e ti è andata bene che non ho tolto tutte le virgole!)

Se volete saperne di più, andate alla scheda libro di "Raimondo Mirabile, futurista" se volete saperne di meno, andate a [inserire link diverso da questo]

6 commenti:

  1. Ce l'ho! Lo leggerò! E capirò cos'è il futurismo!
    spero

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  2. Una roba che se chiedi cos'è, sei già futurista! :)

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  3. Oddio sono talmente avanti che non men'ero neanche accorto!

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  4. BOOM, CRASH, SBAMMMM... Pof!

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