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"Il mondo nuovo" di Aldous Huxley***

Già. Questo è uno di quei libri là. 
Quelli che fanno cultura media, quelli che entrano nei modi di dire, quelli che puoi fare "buuu" a chi non li conosce fingendo di averli capiti anche se tu li hai solo letti.
Sono libri che solitamente hanno due caratteristiche: contengono uno o più idee geniali (che in parte tendono ad avverarsi nel futuro) e hanno diversi piani di lettura.
Non sempre sono libri belli, fruibili o gradevoli.
A volte sono di quei libri che la gente compra, sbircia, ma non legge.
Libri come 1984 e Fahrenheit, per darvi un'idea dei più citati.
Insomma, libri che io, pian piano, cerco di fare miei.

Questo "Il Mondo Nuovo", di Aldous Huxley (leggete la sua bio, che è di elevatissimo interesse), non è forse nemmeno il più conosciuto, perché lui è proprio quello là, figo, che si drogava e poi scriveva cose psichedeliche come "la porte della percezione", che tutti i ragazzini lì a leggerlo credendo di trovarvi chissà cosa, e invece... è un saggio. :)
Tornando al mondo nuovo, però, vi dico subito che questo post sarà breve.

Non si può, parlare di un libro come questo in poche righe di un blog e dopo averlo letto solo una volta, e per di più in spiaggia, e senza un'attenzione adeguata. Non si può.
"Il mondo Nuovo" contiene talmente tanti spunti che, come per altro ha fatto l'autore nel "Ritorno al Mondo Nuovo", andrebbero analizzati uno alla volta, riflettendo, ponderando, facendo ricerche e meditazioni. 
Non è, e non mi aspettavo fosse, un libro che incanta per la sua ars narrativa, per la sua trama avvincente o per lo stile originale. Anzi, da questo punto di vista, qualche pecca e qualche ingenuità la si potrebbe facilmente notare, con un autore che è molto più voglioso di mostrarci - specchiata dai personaggi - la sua visione del Brave New World, piuttosto che la quadrature del romanzo, che comunque c'è.

Come dite? Non ne sapete niente?
Allora. Vademecum per quelli che erano come me fino a pochi mesi fa.
Il libro è del '32 e descrive una storia ambientata in una Londra del futuro dove il mondo civile ha adottato la genetica e il fordismo come leggi fondamentali per la gestione della societività. La società descritta è divisa in classi A, B, C, D, ecc. con la differenza che il contrasto di classe viene eliminato attraverso la manipolazione genetica. D svolge le mansioni d ed è contento di svolgerle. Punto.
Questo porta a un mondo perfetto. Tutti scopano con tutti ma con meccanicità globale, nessuna emotività, nessun problema di vita, morte, perdite... Insomma, un mondo ideale, che però, all'occhio del lettore e di qualche elemento non integrato, appare come un inferno.
Ed è palese il monito huxleliano verso questo inferno.
In questa struttura viene inserita la storia.
Bernardo è un soggetto difettoso (nei laboratori di genetica ogni tanto si sbaglia) che non è altro come dovrebbe e soprattutto, non è felice come dovrebbe. Poi c'è Lenina, che invece è normale (anche se si fa scrupoli che non sono da normale, ma questo non diciamolo all'autore che magari si offende, anche da morto) e conosce Bernardo, e infine c'è il Selvaggio.
Eh già, John il Selvaggio, che ha imparato a leggere e scrivere da un singolo libro di Shakespeare, che manco a dirlo non è permesso, nel mondo nuovo. Perché certo, la genetica e il fordismo governano il mondo, ma non tutto. Ci sono le riserve, dove gli uomini sono selvaggi e addirittura nascono sbucando dal sorriso verticale della mamma, riconoscendo persino il concetto di "genitore". Insomma, selvaggi, che però quando entrano in contatto con l'ordine prestabilito lo mettono in crisi.
Vi accorgete, insomma, che la storia c'è.

Ma vi sarete accorti anche, solo da quel poco che ho detto, che gli inside di questo lavoro sono decine. Ma decine e importanti, non decine e stupidi- Tant'è che alcuni, come quello di base dell'ingegneria genetica, è ancora irrisisolto, nel nostro Paese.
Insomma. Benchè non possa dire che come romanzo, questo di Huxley, sia un capolavoro ineccepibile, posso dire che è un buon romanzo, e che il suo valore, inteso come contenuto e come carica fantascientifica, è di molto superiore e va letto.

Mi fermo qui, e invece di cominciare a parlarvi seriamente del libro (cosa che possiamo fare nei commenti, se volete) vi lascio qualche pillola di varia natura.

La copertina è di M.C. Escher ed è tra l'altro un disegno che da qui a gennaio è ancora presente alla mostra di Udine, a cui quasi quasi pensavo di tornare.  

L'edizione classici Mondadori contiene anche il saggio "Ritorno al Mondo Nuovo" che vede l'autore fare il punto, anni e anni dopo, su ciò che ha indovinato o ciò che ha cannato. vi confesso che non l'ho letto. Ci ho provato, ma non avevo palle e ho mollato.

Non solo Il Mondo Nuovo è citato da sfigati come Neffo Neffa, ma anche da gruppi gloriosi come i Disciplinatha. 

Come al solito il titolo originale è perfetto, mentre quello italico è perfettibile. Brave New World
Ma dico io, cosa gli costava lasciarlo. Il sapore di quel "brave" mette in una luce completamente diversa le altre due parole, rispetto al titolo italiano. Vabbè, comunque è bene saperli entrambi.

Dopo aver letto questo libro non vi farete più il segno della croce, ma il segno della T.

Leggendo questo libro capite meglio un libro di economia che parla, per l'appunto, del modello T della Ford, definendolo come "La macchina che ha cambiando il mondo"

In certe parti il libro è palloso, soprattutto quelle descrittive genetiche, ma essendo corto queste parti non pesano mai.

Poi? Altro?
Sì, milioni di cose, ma io direi che basta così. Magari siete già un po' più colti di prima, chissà...


Ah, mi va di lasciarvi col nuovo Ministri. Sì, dai, ho un debole per loro anche se l'album nuovo mi pare debole, a un primo ascolto. Ma questo singolo è fatto per cantare...
Per voi tutti:


13 commenti:

  1. è uno dei tanti "classici" abbandonati sui miei scaffali. esitavo a prenderlo in mano perché, appunto, temevo qualcosa molto da cultura media, interessante sì ma noioso allo sfinimento. la tua recensione mi rincuora.

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  2. al limite fai come me
    ti leggi il romanzo, e lasci il saggio :)

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  3. Gelo, al limite fai meglio a lasciarlo dove sta e rivederti Blade Runner e poi, eventualmente, a leggere il romanzo da cui è stato tratto (non proprio esattamente) e qualche altro dello stesso autore (un tizio noto, eh) - se non ce l'hai te lo regalo in versione... ma no, non l'autore, il film, diamine di un Gelo che non guarda mai un cannocchiale per il timor di rovesciarsi gli occhi e non distinguer bene chi lo sa già di essere a tiro e sotto interrogatorio.

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  4. Lessi anni fa in rapida successione 1984, Farenheit 451 e Il mondo nuovo.
    Sono sempre stato affascinato dalla fantascienza sociale, soprattutto quella che hanno alla base un'utopia che potrebbe avverarsi.
    La cosa che allora più mi colpì de Il mondo nuovo era il modo di gestire la dissidenza. Se non erro gli artisti e gli intellettuali venivano confinati in un isola.
    Non credo che oggi però rileggerei il libro. In alcune parti me lo ricordo un po' datato. Rileggerei invece volentieri 1984. Un libro che all'epoca mi sconvolse. I perfidi inglesi quanto sanno essere bravi in queste cose... Maledetti geni!
    In ogni caso se siete appassionati di questo genere, e vi piacciono le vecchie serie tv, vi consiglio Il prigioniero. Serie bellissima e psichedelica rivista di recente(sempre degli stramaledetti inglesi, con Patrick Mcgoohan.

    A proposito, Gelo, il libro mi è arrivato. Grazie. Bella la tua maledetta poesia dialettale. Non mi sarai mica inglese?

    Maybe

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  5. Io lo lessi anni fa che andavo ancora alle medie,merito di un insegnante illuminata.Come cambiano i tempi.
    Mi unisco al commento precedente consigliando vivamente THE PRISONER serie british del 1967 anche lì c'è tutto del Brave New Word.

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  6. Io appartengo alla categoria delle persone che hanno sbirciato il libro, hammo letto qualche passo alla fine lo hanno lasciato lì da leggere in tempi migliori.
    Sostengo la stessa opinione riguardo ai libri che citato: 1984 ecc... ecc... però aggiungerei anche "il signore delle mosche"

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  7. Mi rallegro per la "concretezza" di Raffaele Serafini, detto Gelo, e di Ferruccio Gianola, e invito tutti ad acquistare online o c/o Feltrinelli, l'antologia A.A. V.V. "365 storie cattive". L'iniziativa - print on demand - è a scopo benefico e l’intero ricavato andrà in beneficenza a A.I.S.EA Onlus – una associazione che affianca i familiari e i pazienti affetti dalla sindrome di emiplagia alternante.
    Frank Spada

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  8. Sono contenta che mi hai rinfrescato la memoria su Brave new world. Letto nei miei 16 anni e di cui porto un ricordo confuso, ma indelebile. E' stato un libro che mi ha enormemente influenzata tanto che non ho mai letto 1984 o Farenheit pensando, senz'altro a torto, che fossero solo dei pallidi proseliti.
    Se trovo il tempo me lo vado a rileggere.

    A F. Spada. Ho cercato di comprare il libro on line, sia per la buona azione, sia perché ci siamo un po' tutti (scusate se mi annovero tra voi grandi). Mi toccherà a uscire dalla tana e andare a una Feltrinelli.

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  9. Eccomi!
    Allora
    @ Frank, porcozio, la vuoi smettere di fare spam ovunque? okay okay, stavolta ti perdono perché il libro è per una buona causa. magari ci farò un post.

    @Michele
    sì sì, inglesi geni ed evviva la fantascienza sociale. Quella piace tanto anche a me, senza astronavi e senza laser è tutto più bello :)
    comunque no
    non sono inglese :)

    @Ferru
    Sì, ci si può aggiungere anche il signore delle mosche, perché no. Ma alla fin fine quello non è nemmeno molto fantascientifico. Anzi.

    @gloria
    No no! 1984 non è come questo, proprio per nulla. Il potenziale di "insides" è forse identico, ma non è un clone pallido.
    Credo sia più avanti Orwell, dal punto di vista narrativo e dell'impatto emotivo che provoca.
    L'approccio Huxleiano è più scientifico-sociale, mentre quello orwelliano, essendo politico-sociale, fa molto più male.

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  10. @ gelo - penso volevi dire porcononno, vero?
    Comunque non si impreca contro uno zio che in ogni caso non sono io, anche se Blade Runner, e insisto, dovresti RI-RI-vederlo e stare attento che quel nonno non ti faccia pum, altro che spam senza un :)

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  11. personalmente ho trovato Huxley molto più incisivo di Orwell. Dal mio punto di vista 1984 è molto più datato, politicizzato (non in senso negativo, ma a mio parere si sente), e racconta una realtà sotto molti aspetti vicina alla nostra, ma fondamentalmente inverosimile sulla base della nostra società. Il mondo nuovo, invece, anche se scritto 16 anni prima a mio parere rappresenta un'evoluzione molto più realistica della nostra situazione.
    Forse la parte che mi ha più colpito di questo romanzo è la costruzione del consenso attraverso la ripetizione ossessiva delle regole morali da inculcare ai bambini. Dimostra proprio la strategia sottile e permeante della politica, sotto certi aspetti ancora più terribile della tortura. Inoltre dopo aver visto MTV (tedesco) per una settimana ho sentito molto attuale il problema della ripetizione ossessiva al fine di costruire una coscienza comune.
    Poi da genetista trovo interessantissimo che Huxley abbia concepito l'idea della clonazione nel 1932, senza contare che chiunque porti il cognome Huxley non può starmi antipatico ;)

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  12. beh, sì, va riconosciuta che la precocità dell'intuizione huxleiana, contemporanea solo di una vaga idea di genetica, è superiore a quella orwelliana, che in fin dei conti si faceva specchio di una paura attuale, elevandola a potenza. Però sulla forza del mezzo, vuoi come impatto narrativo, vuoi come storia, continua ad avermi colpito di più orwell.
    Certo, va detto che questo genere di libri, forse, concede un favor a quello che si legge per primo, rispetto a ciò che viene dopo, perché alcuni fondamenti socialmente fantascientifici li si ritrova, e colpiscono la prima volta, con grosso impatto; meno, le successive.
    Tirando le somme, in ogni caso, letture che vanno fatte.
    non dico se uno è lettore, ch[ no, può scegliere i mondi narrativi che più preferisce; ma se uno è scrittore, o giornalista o anche semplice uomo (che si ritiene) di cultura, o perché no insegnante, o politico... insomma, ruoli di questo genere, sono letture imprescindibili.

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  13. Un libro che chiunque dovrebbe leggere; l'ambientazione è molto più plausibilmente realizzabile di altre celebri distopie che pongono al centro il potere tirannico, e mostra che in ultima analisi la nostra libertà è minacciata non solo da ciò che temiamo, ma anche, e più subdolamente, da ciò che amiamo.

    Bel blog, penso che inizierò a seguirti.

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