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"La bambina che amava Tom Gordon" di Stephen King***

Questo è uno dei miei ultimi libri di settembre, e uno degli ultimi letti, qui sullo scaffale. Un tascabilino piovuto dal cielo via Valchiria, che per misteriosi motivi finisce per avere due copie di qualcosa e volerle smaltire, e io, quando mi regalano libri, divento come un diavolo con le anime: non dico mai di no.
Che poi, ultimamente, non posso dire di aver ripreso a leggere il Re, ma se non altro un libro e mezzo all'anno sì, anche se di quelli vecchi, che mi ero perso smettendo di leggerlo. 
E in fin dei conti, se unisco questo "La bambina che amava Tom Gordon" a Blaze e a Mucchio d'ossa, riesco a trarre la conclusione che anche se non mi dà più quelle scosse e quella soddisfazione di un tempo (ma poi, adesso, me la ridarebbe?) leggere il Re riesce a lasciarmi comunque non-insoddisfatto.

Emblematico, questo romanzo.
Vi assicuro che fino a, diciamo 5/7 si romanzo, gli avrei dato due misere stelline e anche qualche parolaccia sottovoce. 
E' un libro un po' lento, all'inizio, dove Trisha, la protagonista di 9anni, si perde nei boschi (lo stesso bosco di Pet Sematary, pare) e finisce presto dal dover ritrovare la strada, a dover trovare la civiltà e lottare per la sua sopravvivenza. King, con il suo modo  oramai abbastanza "stanziale" di descrivere i personaggi, ci dà un breve affresco di mamma e fratello maggiore di Trisha, che ancora non hanno metabolizzato il divorzio, e poi ci lascia la soggettiva della bambina praticamente fino a fine libro, uscendone solo per brevissimi frangenti relativi alle sue ricerche e, verso la fine, al cacciatore che sarà il primo essere umano a vederla, dopo lo smarrimento.
E così noi accompagnamo 'sta bimba, che esce dal sentiero per pisciare e poi... tac, non lo ritrova più. Vi dico subito che non è che mi sia stata granchè simpatica, la piccola Patricia. Non so... non credo per sia per l'acume e l'eroismo che dimostra, arrivando a un passo dal crepare di fame e riuscendo il più delle volte a non perdere la calma e il cervello. Non credo nemmeno che sia per il suo essere simbolo di qualcosa che viene messo di fronte a tre (come dice wiki) modi di intendere la divinità (una maligna e misteriosa, un'altra familiare e poco divina, la terza impersonata, appunto, da Tom Gordon, giocatore di baseball figo e che risolve le partite al nono inning). Penso più che altro che sia un caso, che la protagonista non mi stava né simpatica, né antipatica; e immagino anzi, che a qualcuno possa davvero aver fatto tremare i polsi e la coda, perdersi assieme a lei, in questi boschi.
Quello che non riuscivo ad apprezzare, inizialmente, era proprio questo eccesso di abilità da parte della bimba e questa entità (il Dio dei perduti) che la seguiva nel bosco senza mai farsi vedere. E seguila oggi, e seguila domani... okay, mi va bene, ma quando siamo  a pag 150-160 e l'unico rischio che è corso Trisha è di morire di cag8 fulminante... beh, cominci a preoccuparti, essendo che il libro ha 220pagine!

Poi invece arriva il finale e tu, lettore, che temi già una sorpresa di quelle rocambolesche e mooolto horror, vieni accontentato, sì, ma non nel modo che ti aspetti, e direi, almeno questo è l'effetto che ha fatto a me, che ti arrendi al Re, chiudi l'ultima pagina, ti fermi un momento e pensi qualcosa del tipo: "Okay, Stephen, sarà anche un libercolo che ti è uscito così, di getto, in pausa da progetti più grossi, però no, non sei proprio l'ultimo pirla. Anzi... "
Perché se da un lato è chiaro che la sorpresa finale, King, te la sta costruendo per le ultime pagine, è altrettanto chiaro, quando ci arrivi, che non te l'aspettavi, messa in quel modo lì. E certo, ti dici, possibile che non ci ho pensato prima? No, non ci pensi prima, a meno che qualcuno non ti abbia spoilerato il finale.
E la seconda cosa che ti dici è: bah, una storiella... però... beh, mi è piaciuta, anche se non è niente di che.
E invece, direi, ripensandoci adesso, che sono passati un paio di mesi dalla lettura, non riuscirei a dire che non è niente di che. Ci sono almeno due caratteristiche che, se leggete, vi potrebbe essere utile osservare.
Una è il modo con cui Stephen costruisce la suspense, che è abbastanza sottile e "da manuale". Piccoli particolari, in crescendo, messi uno via l'altro e mescolati con la classica strategia dei sogni e delle visioni. Insomma... sembra facile, ma non lo è. La seconda particolarità che gli è riuscita bene, a patto che voi siate affezionati al baseball, è quel dialogo interiore di Trisha col padre, che non c'è, ma vive nei suoi ricordi attraverso il baseball. Tom Gordon, il giocatore di cui la bimba è innamorata, non solo il battitore dei Sox, ma è anche quel che resta dell'assenza del padre e il tramite con cui lei metabolizza il suo non esserci più, nella vita di famiglia. Secondo me è un buon modo.

Difetti? Beh, due, piccoli, secondo me, ed entrambi sulla costruzione del personaggio principale. Il primo è un eccesso di McGyverismo della nostra Trisha, che sì, è sveglia, ma in qualche frangente sembra un concentrato di cinque boyscout e un cavaliere dello zodiaco. Il secondo difettuccio, sempre su di lei, è dato dai suoi pensieri che a volte, forse, sono troppo poco bambineschi, soprattutto nella sua concezione teologica della vita. Sono comunque due piccolezze, che si possono ignorare cambiando focus sul libro, ovvero: vuole King spaventarci e farci drizzare i peli delle piante dei piedi? No, non vuole. Se capita gli fa piacere, ma le sue mire, credo, siano più dovute a fare di questo smarrimento fisico di Trisha, un modo per descrivere e poi dissolvere
una sorta di smarrimento morale e psicologico. Come dite? Che palle? Beh, se non vi interessa questa visione, effettivamente, sono meglio altri King, se invece apprezzate più questa seconda lettura, beh, dài, è un discreto romanzo.

Chiudo con una considerazione sul titolo: fa cagare.
Speravo che quello in originale fosse meglio, ma invece ho visto che è identico. 
Vabbè... si vede che nel '99 andavano di moda i titoli col congiuntivo in mezzo... che trovo insopportabili. Ma del resto, io trovo insopportabili un sacco di cose. :)

23 commenti:

  1. Il gatto il quale cadde dal sole.

    In effetti, ora è tutta un'altra atmosfera! ^^

    Simone

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  2. oppure "l'uomo che sussurrava alla bambina che amava l'uomo che fissava le capre dell'uomo che veniva dalla terra del gatto caduto dal sole!"
    Ottimo direi :D

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  3. Ciao Gelo!
    Sai che a me questo invece era piaciuto un sacco?
    Da "Insomnia" in avanti, avevo iniziato a pensare ecco, si sta invecchiando... molto mestiere e poca pancia.

    E quando ho letto questo invece ero arrivata quasi a pensare che lo avesse scritto anni prima, e messo da parte per i giorni di magra...:)

    Che dire, il Re è il Re, comunque vada :)

    (non sapevo come chiuderlo, 'sto commento, si sente? :P)

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  4. ehi, ma mica ho detto che non mi è piaciuto :)
    e comunque vedo che abbiamo in comune lo stesso punto di rottura
    insomnia
    da lì mi sono dimenticato di lui :)

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  5. Questo forse è stato l'ultimo libro decente di King.
    E dopo questo criptico commento vi saluto.
    ;)

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  6. L'avevo iniziato tempo fa, ma mi aveva presto stufato. Se non sbaglio lo abbandonai tipo a un terzo o giù di lì.

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  7. @ratto
    ti capisco, in effetti, penso che addirittura fino a metà è quella solfa. è che aveva dalla sue le 200pagine e che comunque si legge abbastanza veloce. sennò...
    però il finale soddisfa dai. :)

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  8. Cinque settimi?
    Ma che misura è?!
    Comunque io non l'ho letto, non ho letto niente di nuovo di King da anni e anni, però a me Insomnia era piaciuto e non so perché, ma credo di essere l'unica al mondo...
    La rece è molto interessante e mi invoglia a leggerlo perché mi ha fatto pensare (per come sembra impostata la narrazione) al Gioco di Gerald, che è anche il mio preferito, il problema è che la protagonista è questa bambina, con quei difetti lì che dici tu, e già mi irrita.
    Non so, indecisione, smarrimento...

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  9. ma sai che anche da altre parti lho visto paragonato al gioco di gerald?
    che io non ho letto, per altro

    Insomnia ti è piaciuto, okay...
    ma...
    quanti anni fa?

    Ecco.

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  10. Il tuo post mi arriva con un tempismo perfetto: proprio ieri ho abbandonato su una bancarella la Bambina con tutto il Tom Gordon.
    Da tempo giaceva tra i livres de chevet senza che mi invogliasse a leggerlo. Sta di fatto che prima avevo frullato I Giochi di Gerald e mi sono rassegnata una volta per tutte a non essere una patita di King. Mea culpa.
    Assieme alla bimba ho abbandonato un Connolly: Palude. Gente che uccide l'avevo letto. Palude mi ha fermata molto presto.
    Inoltre Coelho: Sulla sponda del fiume...
    E Saramago: Le intermittenze della morte.
    Adesso mi sento meglio. Vederli mi dava un senso di colpa e di inadeguatezza :-) L'abbandono è stato una liberazione: la scoperta che ormai non debbo più dare gli esami.

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  11. Questa cosa della rece ad hoc comincia a essere strana...
    capita sempre più spesso :)
    qua
    o leggiano/nonleggiamo tutti gli stessi libri
    o si sta creando un accumulo di energia lettoriale che distruggerà il mondo! :D

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  12. Ho una mia idea in proposito. Come te, spesso accatto i libri nelle offerte o sulle bancarelle dell'usato. Quando non me li regalano.
    La scelta in fondo si riduce agli scarti degli altri :-D.
    E il destino di questi libri è di tornare da dove sono venuti.
    Salvo qualche fortunata eccezione.

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  13. Accidenti che sensazione assurda...ho l'impressione di aver visto questo libro (mi ricordo la copertina, non il titolo, e cercandolo su ibs anche la trama mi suona)in un autogrill tanti anni fa, e ricordo che mi aveva incuriosita...nostalgiaaa! (poi magari è un altro libro, ma è una sensazione così bella!). Ciao!

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  14. Non so perché ma non l'ho mai preso in considerazione, questo libercolo, boh, sempre snobbato, sempre lasciati sugli scaffali, penso addirittura di non aver neanche mai letto la quarta... Però, prossimamente, magari lo leggo anche volentieri, visto che è corto. :)

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  15. secondo me è il titolo, che un po' ti allontana dal libro.

    boh :)

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  16. La cosa mi assilla, lo ammetto
    Dov'è il congiuntivo?

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  17. ma sì, dai, un po' di scioltezza ;)
    si parlava dei titoli con il "che"
    l'uomo CHE sussurrava ai cavalli e via di quel passo :)

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  18. Scusate la mia stupidità ma dovevo leggere il libro e fare il riassunto e ovviamente nn lo ho letto tutto xke mi sn rotto dopo un po, ma alla fine muore triscia?

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    1. Eh sì', purtroppo il dio del male, alla fine, si impossessa del corpo della povera trisha e ne fa scempio, in una scena che è il trionfo di horror e pulp... budella ovunque!

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  19. Cosa? Allora io ho letto un altro libro!
    Non era così il finale...
    :-)

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  20. A me è piaciuto il libro, ma l'unica cosa che mi ha lasciata perplessa è il finale......a parte il fatto che è tutto concentrato in due paginette, non ho capito se trisha muore

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    1. SPOILER
      no no, trisha non muore, se ben ricordo, il finale era vero, era corto, ma visto che il libro era fondato sulla misteriosa identità del demone inseguitore ci sta, che si taglia corto

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