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"Londra tra le fiamme" di J. R. Lansdale**

Un divertissment e niente di più.
Potrei anche finirla qua, di parlare di "Londra tra le fiamme".
Non voglio far la pigninculo con la copertina penosa e questo effetto fiamma che sembra l'abbia messo ad hoc Ned la foca in persona.
Non voglio fare nemmeno il cagacazzi alla Fanucci che ci fa pagare 11.90 euro per un libro di 186 pagine ma con ben 20 pagine bianche in mezzo e un font - almeno per stavolta - non grande come una fila di mosche allineate.
Non voglio nemmeno fare quello che "oramai Lansdale non ne azzecca più una" e nemmeno quello del "Beh, ma è pur sempre Lansdale e ne è valsa la pena".

Facciamo che sono un lettore, che sa che Lansdale ha scritto dei capolavori, ma sa anche che ha scritto dei divertissment un po' così, che non lasciano niente. "Fuoco nella polvere" per dire, era uno di questi, e a me, tuttavia, non è che ha fatto schifo. Ci vuole, ogni tanto, un libro che non ti faccia pensare e te lo sbatta in faccia, che non vuole farti pensare, ma vuole solo raccontarti una storiaccia che te la scordi così come la leggi.
Ecco, anche Londra tra le fiamme, essendo uno spin-off del precedente, appartiene a questa categoria, con l'unica differenza che i due personaggi principali sono due scrittori, due muse di Joe R. (soprattutto uno), ovvero Mark Twain e Jules Verne. 
Una brutta idea? Una bella idea?
Non importa, quel che conta è che è un'idea, e a me, fin qui, va bene.
E promette molto bene anche l'incipit (qui per leggere il primo capitolo), con Twain che si sveglia post-sbornia, in nord Africa, orami relitto umano, e osserva il cadavere della sua scimmia e uno stronzo a forma di fico che si sta seccando su una copia di Moby Dick, che Mark provvederà a vendere per poter andare dall'amico Jules, al quale, invece, la vita gira bene. Anzi, benissimo... viste le invenzioni che sponsorizza con i soldi delle sue vendite al suo maggiordomo inventore Passepartout. 
Omaggi, quindi, omaggi ancora al capo Sioux Toro Seduto, alla donna gatto Cat, alla foca Ned con il cervello trapiantato che proviene dall'isola dove si fanno esperimenti, omaggi con una gigantesca scimmia marziana Rikwalk e al suo grosso pendaglio, all’Olandese Volante e alla sua maledizion, e allo steampunk dei due avventurieri Beadle e John Feather con il loro robot a vapore, Steam, per l'appunto.
Non voglio nemmeno citare lo scrittore e inventore H.G.Wells, al sicuro nella sua casa di Londra, perché entra in gioco solo nel finale e abbastanza inutilmente.

Insomma, che dire...
Sapete, nelle recensioni di dischi, ogni tanto, non mi ricordo dove, scrivono: "consigliato solo ai fan".
Ecco.
"Londra tra le fiamme" è così: consigliato a quelli come me, che di Lansdale hanno letto quasi il 90% delle cose tradotte, e che alla fine, ogni tanto, tra un Saramago e un Classico, hanno bisogno di una lettura da spiaggia, rapida, che inizi la mattina e finisci la sera, o giù di lì. 
Se non conoscete l'autore, non compratelo. Se volete conoscerlo, seguite i miei consigli dell'articolone di qualche mese fa, e se, infine, volete proprio un libro così, con questa combriccola fatta di scrittori, maggiordomi inventori, king kong alieni, tori seduti che trombano donne gatto, alieni cattivissimi che ricordano Kodos dei Simpson e conquistano il pianeta, mandando in fiamme la città londinese... be', aspettate almeno di trovarlo in sconto, va, che quel dodici euro sono un mezzo furto.

Dal punto di vista della trama c'è poco da dire: Joe parte con twain e verne, ci mette dentro la foca, gli alieni e poi via, in una rocambolesca fuga e poi contrattacco in cui lui ci ficca tutto quel che gli passa per la testa, dai pirati, all'olandese volante e a un sacco d'altre cose. Non c'è una regola ben precisa, ed è palese il voler omaggiare un certo clima da B-movie e le dime novel. Però un omaggio deve essere fatto con criterio, come Joe ha già fatto per Batman e per Tarzan, esempi molto, ma molto più riusciti di questo.
Oddio, certo, a leggerlo vi divertite, però, soprattutto nella seconda metà, vi irritate anche un po'. C'è qualche soluzione trita, e un taglio semi-fumettistico, negli avvenimenti, che non si sposa bene con un romanzo che almeno un po', nella sua follia di apocalisse caciarona e facilotta, richieda un minimo di verosimiglianza.

Direi che ho parlato abbastanza. E voi vi sarete rotti le palle. 
In ogni caso, per me che son fan, era una lettura obbligata.
Spero però che il buon Joe la smetta con questi lavoretti che scrive per far cassa, e si dedichi al un bel romanzone di quelli là, che sa lui, magari di formazione, perché no, che mi mancano i capolavori veri.

4 commenti:

  1. Io l'ho preso al 50% di sconto su una promozione nel sito della Fanucci.

    Quello che mi fa incastronare di certi editori italiani è la mancanza di trasparenza e il non raccontare la verità. Loro basta che vendono.

    Questo è il 2° romanzo di una coppia. Io l'ho saputo dopo averlo preso, purtroppo. Ti pare normale?

    Mi sa che lo baratto alla Gelotteria.

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  2. E dire che il minestrone di personaggi mi ispirava molto! A questo punto lascio stare volentieri, anche perché se quello di Batman era molto meglio e già non mi era piaciuto per niente... :|

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  3. eh..
    dipende quando tu apprezzi batman
    che avendo un fascino tutto suo
    (è l'unico super eroe senza super poteri) può piacere o meno.
    comunque, in ogni caso, prima di questo ci sarebbe stato fuoco nella polvere anche se non sono legati in modo da essere dipendenti
    insomma
    lascialo, che fai bene :)

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  4. Leggo solo adesso causa blogger merdoso da troppo tempo, cmq sai che quasi mi ispira, ma molto più di Fuoco nella polvere...

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