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"Il lungo addio" di Raymond Chandler***

Alla fine ce l'ha fatta, Frank, a farmi leggere Chandler.
Ovviamente mi ha regalato il libro, fregandosene bellamente delle mie suppliche, che gli faccio sempre, ché ho più di cento libri da leggere sullo scaffale.
Ma si sa, gli amici, per fortuna, fanno come gli pare.
E infatti non mi è dispiaciuto, no.
Anzi. E' stata una bella lettura, gradevole e leggera.
Un po', per un ignorantone come me, che i vecchi gloriosi film non li ha mai guardati, e se lo ha fatto non sa che erano quelli i film vecchi e gloriosi, dicevo, per me, entrare nelle atmosfere chandleriane è una relativa novità.
L'America della malavita e degli investigatori, dove tutti fumano e bevono, dove molti sono dei duri e la polizia è corrotta o feroce, è un qualcosa che si conosce, volenti o nolenti, per la quantità di modi - filmici e letterari - con cui ci sono stati proposti questi cliché.
Anzi, è proprio questo il piacere più grosso che ho avuto nel leggere "Il lungo addio" di Raymond Chandler: mi è sembrato di essere entrato nella carne dello stereotipo, nella sua intimità, quando la sua descrizione era ancora archetipo, e non clone o citazione o ispirazione o riproposizione. 
Il detective privato Philip Marlowe, figura conosciutissima, lo immaginiamo già nella sua giacca sdrucita, che fuma (la pipa, più che sigarette), gioca a scacchi, beve e, soprattutto, si mette e si fa mettere nei casini. Casini più grandi di lui, of corse, soprattutto se ci sono di mezzo le donne. Anzi, le femmine, perché le donne che naturalmente incontrerà Marlowe si sa già che sono dei bei pezzi di quaglia. 
E si sa anche che sono e saranno stronze.
E sappiamo anche che amano i bastardi e si burlano degli intellettualmente onesti. E viceversa.
E Philip lo è. Più onesto, che bastardo, ma che non rispetta di certo le leggi, per risolvere un caso.
Insomma, vi stavo dicendo che leggere Chandler dà l'impressioni di essere proprio alle origini di tutto questo. La femmina che porta grane ma le vale tutte, l'investigatore che finisce nella merda ma non ha paura di e ne uscirà, il malavitoso con il suo codice d'onore, il poliziotto onesto, il gorilla spaccaossa... ecco, tutte queste figure, ci sono e sembrano, innegabilmente oneste. Reali. Vive.
Ora capisco meglio perché Frank, nei suoi romanzi, non solo ripesca un nuovo Marlowe, ma lo ripesca assieme al suo contesto, ai suoi contorni, ai suoi tempi, sfumando appena il nero, che nel lungo addio è abbastanza acceso, anche se mai sfiora toni cruenti o pulp.

E poi?
E poi c'è di bello che Chandler ha disegnato un eroe così umano e coraggioso, ma anche furbo, ma anche ingenuo, comprendendo una delle lezioni primarie per poter mettere in rapport narratore e lettore. Philip, pur narrando in prima persona, non ti sta antipatico. Anzi... Non sembra mai non volerti dire qualcosa perché così tu, lettore, avrai una sorpresa. Lui le cose non le sa, e se non te le dice è perché non ne è sicuro e forse non le aveva capite nemmeno lui.
E questo lo rende mortale, vincibile, e quindi reale. E' un buon libro, questo, se si vuol studiare come gestire una prima persona per 310 pagine riuscendo a essere credibili e non annoiare.
Non sarà quindi un capolavoro, il buon Marlowe, ma è un libro che crea atmosfera, e se la California degli anni '30 e '40 è un tempo-spazio che vi piace, questa è una buona lettura. Non vi interesserà tanto chi è il vero colpevole o cosa è veramente successo, ma vi piacerà sentirvi dentro quelle atmosfere.

Ah, prima di chiudere vi dico del libro, un po', sennò che recinzione è.
C'è un'amicizia, tra Marlowe e Therry Lennox, personaggio quantomeno bizzarro, con una storia alle spalle ancora più strana e misteriosa, amici potenti e malavitosi, una moglie bella e ricchissima. Poi c'è uno scrittore in crisi, alcolizzato pure quello, e la sorella della moglie di Therry che viene ammazzata. E poi c'è Therry che scappa e si ammazza, o lo ammazzano, e Tutto comincia da qui, con Marlowe che lo aiuta a scappare senza sapere perché, e finisce in galera ma non tradisce e poi comincia a indagare, smuovento coperchi che era ovviamente meglio lasciare chiusi. Per uscire, narrando in prima persona, sappiamo che ne uscirà, ma a che prezzo? E scoprirà la verità? Leggere per sapere.

Bene, è tutto.
Anzi no. Non è tutto. Sempre per restare in tema Marlowe, vi dico anche che il 16 luglio scade questo concorso fotografico dove si vincono dei soldi, basato sul primo libro di Frank, Marlowe ti amo. Per partecipare basta scrivere e vi mandano il pdf del libro, vi leggete una frase che vi ispira, trovate una foto che è legata alla frase (non ha alcuna importanza che sia in zona FVG, ignorate quella clausola ;) e spedita.
Se poi vincete mi pagate da bere e vi faccio conoscere Frank, okay?
E' tutto!
Scappo al mare, non distruggetemi il blog, mi raccomando.
E tu Frank non regalarmi il grande sonno, che per adesso ho il tuo libro, da leggere, e comincio stasera!

9 commenti:

  1. Frank è uno giusto, bravo Frank che fai leggere cose belle a questo scimunito.

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  2. adesso non fare il lecchino perché ti ha fatto una bella dedica :P

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  3. Gelo, anche tu... te lo già detto tempo fa che sei un BUONATUTTO molto specialissimo, che altro vuoi, surgelarmi il cuore?
    Ah, my readerdear-est!

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  4. Di chandler ho beccato in gelotteria "Finestra sul vuoto"... vista questa buona recensione, vuoi vedere che magari mi diverto? danke

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  5. adesso ti manca Dashiell Hammet!
    gloria

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  6. @Frank
    eh? :)
    ah, o jeri a vore, par chel no ti ai rispuindût. A ogni mût
    o ai let...
    per il 19 al è timp, pensi tor 7 di sere in corte Morpurgo.
    si sintìn dai!

    @Eddie
    sarà un altro successo targato gelotteria!

    @gloria
    shhhhh
    che Frank me lo cita sempre questo, e io sono gnurant!

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  7. E prova anchye Mickey Spillane, leggiti "Piccolo mostro", fidati :)

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  8. Ti posso correggere? Daiiii! :-)


    Quando scrivi. "Non sarà quindi un capolavoro, il buon Marlowe"

    Sbagli, ma sbagli di brutto. Perché prima di Marlowe un personaggio così non esisteva (lo so, adesso arriveranno quelli che Hammett… Massimo rispetto per Hammett cui Chandler deve probabilmente molto e i cui dialogo spezzano braccia e gambe ed è impossibile non rimanerne impressionati anche oggi a 70 anni di distanza…), ma dicevo, prima di Philip Marlowe l'ivestigatore letterario era un'altra cosa.
    Se poi ci aggiungi che ne "Il lungo addio" Chandler raggiunge l'apice della sua arte. Beh… se non è un capolavoro questo!

    ('mo leggiti Il grande sonno, e poi ne riparliamo. Lo so cento libri, scaffali pieni, tempo mancante, etc etc. Ok, non leggerlo :-))

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  9. Be' iguana
    certo che puoi correggermi
    ma è anche vero che "per me" magari non è un capolavoro.
    Mi è piaciuto tutto, e per certi aspetti, quelli che dicevo, lo è, ma non puoi estorcermi che è un capolavoro quando dopo una 50 di pagine vedo gli indizi di come va a finire la storia e come finiranno almeno un paio di situazioni.
    Un capolavoro deve anche farmi fare "Ohhhh" e non "Ah ecco, proprio come pensavo" ;)
    comunque accetto volentieri il tuo consiglio :D

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