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"Un moderno Mefistofele" di Louisa May Alcott***

Qualche tempo fa, con uno scritto fatto ancora lo scorso anno, mi è capitato di vincere il concorso della Robin edizioni.
E' una cosa tipo che ti mandano la newsletter con tutti i titoli del loro catalogo, tu li usi per scriverci un racconto da una pagina, e se vinci ti becchi tutti i titoli che hai usato, ovvero tipo uno scatolone con una trentina di libri.

E così ora ho questo scatolone di libri che, insomma, non so bene come prendere. Qualcuno già a vista non mi ispira e aprendolo ancora meno, qualcuno invece mi sembrava interessante.
Questo è il primo - tra quelli della seconda categoria - che ho deciso di affrontare, vuoi perché era corto (250pagine), vuoi perché la Alcott è autrice famosa (è quella di piccole donne, sì, proprio lei), vuoi perché sembrava un libro venduto molto bene, per quel che era riportato nella quarta di copertina, che vi riporto:
Vanità, lussuria, tradimento, ipnosi, omosessualità e droga: non sono gli ingredienti che ci si aspetterebbe di trovare in un romanzo di Louisa May Alcott. Eppure la scrittrice americana, prima di diventare famosa con Piccole donne, aveva sommerso le riviste di racconti destinati a un pubblico amante delle emozioni forti, tutti pubblicati anonimi o sotto pseudonimo.
Uscito nel 1877 e fino a oggi inedito in Italia, Un moderno Mefistofele è l’ultima incursione della scrittrice nel genere da lei prediletto. La storia, piena di torbide allusioni, è quella di Felix, scrittore squattrinato e ormai sul punto di suicidarsi che incontra Jasper, un misterioso e “sulfureo” anfitrione che gli offre il successo letterario in cambio della sua totale sottomissione. Sembra andare tutto bene, finché Jasper non obbliga Felix a prendere in moglie la bellissima e innocente Gladys.
Sarà lei insieme alla seducente Olivia, vecchia pretendente al cuore inaridito di Jasper, a incrinare il rapporto tra i due uomini, provocando una serie di reazioni a catena la cui miccia più insidiosa si rivelerà essere quell’unico sentimento che nessuno aveva messo in conto: l’amore.
Confessate, dài, avrebbe attratto anche voi, una quarta di copertina simile. E così mi sono lasciato attrarre anche io, da "Un moderno Mefistofele" e ho deciso di leggerlo.
Vi dico subito che la non troverete ciò di cui sopra, o meglio, dimenticatevi cosa vi è venuto in testa leggendo le parole vanità lussuria tradimento e bla bla bla... Non che non ci siano, ma sono da intendersi con il metro del tardo '800 e quindi, praticamente, ridotti del 90%. 
Ogni riferimento esplicito è ovviamente assente, e se vi sono un sacco di cattiverie e perversioni, è perché ve le immaginate voi, nella vostra testolina perversa. La Alcott, a volte, sembra voler concedere l'illusione che qualcosa di perverso stia per succedere, ma quasi sempre si interrompe (né sarebbe lecito chiederle un diverso comportamento) lasciando il lettore col dubbio. "Ma allora trombano o no?" ci si chiede. Oppure: "Ma insomma, la tipa è mucca come sembra oppureno?"
Ecco perché, per buona parte del libro, si è di fronte a una prosa lenta, che sembra non procedere mai, ampollosa.
Sembra sempre, quindi, e credo sia giustificato dal periodo, che certe cose non si possano dire, e così, se Jasper, un vecchio satiro perfido ma intelligente, che gode nel seminare zizzania e dominare le vite altrui attraverso il suo carisma, il suo denaro e le sue doti, vorrebbe trombarsi Gladys, giovani e gnocca, questo non lo si dice mai. Anzi, si cerca nemmeno di farlo intuire, se possibile.
E lo stesso vale un po' per ognuna delle altre cose.
Quindi, è un libro che va colto tarandolo e pesandolo con il suo contesto storico, perché vi assicuro che per tre quarti vi può sembrare una totale palla. Lo salvo soprattutto per l'ultima parte, una svolta finale che non avevo del tutto previsto e che lascia un senso, seppur piccolo, di soddisfazione

Ah, vi dico in breve anche la trama, che a mio avviso è fortemente influenzata da "Le affinità elettive" del buon wolfgango. Ci sono infatti 4 personaggi.
Jasper, di cui vi ho già detto, che incontra Felix, giovane poeta molto figo che sta per ammazzarsi siccome non ottiene successo con la sua poesia. E poi c'è Olivia, ex donna di Jasper che lo ama ancora pur venendo costantemente respinta. Lei non è giovanissima ma è ancora una gran gnocca. In questo trio, lo stesso Jasper tira fuori Gladys, donzella docile, timorata di dio, giovanissima e di bellezza eterea, che ben presto si innamorerà di Felix e della sua ars poetica. Due coppie, quindi, e come in Goethe, si tenterà l'incrocio. Quello che cambia sono i caratteri dei 4, che alla fine, a parte la pura (ma irritante) Gladys, non si salveranno, in quanto a dirittura morale. Non aspettatevi dunque patti con il diavolo o derive oniriche/diaboliche. Il Mefistofele della Alcott è un Jasper che scherza con le vite altrui in modo molto terreno, usando soldi, charme e cultura. Lettura che, quindi, ha un valore più storico, che narrativo. Interessante per conoscere un lavoro giovanile della Alcott, che però è molto, ma molto derivativo, anche se, nel finale, c'è una deriva di tragica cattiveria che mi è piaciuta. La vita, in fin dei conti, non è mai lieto fine, visto che si muore tutti. :)

4 commenti:

  1. Beh dai, è da contestualizzare, come dici te...


    va dritto nella mia lista nera. :O

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  2. Lista nera, lista bianca, amici di Carlotta, nemici di Carlotta... provate a contestualizzare.
    Peccato, però, che Gelo non abbia vinto l'edizione del concorso Vinci Robin dove c'era... no, Arkadin di Orson Wellwes era presente qualche edizione prima, ma Ma..... Ciao GelAstro.

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  3. oh, pipkin, te leggi il mio blog solo per sapere cosa non comprare.. figo! :)

    @Frank
    Grazie!
    E comunque io non posso mica partecipare sempre, sennò vinco e mi odiano tutti. :)

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  4. Esatto! E anche cosa comprare, sei una sorta di personal shopper (non retribuito) :)

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