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"Il Mago di Oz" di Frank L. Baum****

Ci sono tre libri, di cui ci tengo a parlarvi prima di andare in ferie.
Due sono di amici, il terzo è questo.
The Wonderful Wizard of Oz è un dei 100 libri per sembrare fighi, come potete vedere dal nuovo tag, ed è un libro di quelli che soffrono a causa della loro fama.
Tutti noi, difficile trovare un'eccezione, sappiamo più o meno di cosa.
E' colpa soprattutto del film e del cartone, che hanno attuato uno spoiler massivo e costante che ci fa quasi essere convinti che nulla si può avere in più, dalla lettura del libro.

Sbagliato.
Sbagliatissimo.
Il Mago di Oz, nonostante molto sia svelato dal propagarsi della sua onda non-narrativa, continua a giocare le sue carte, per quanto riguarda il senso di una lettura.
Prima di dirvi quali, però, sono così gentile da raccontarvi un paio di cose della serie "non tutti sanno che" di modo che voi possiate fare i fighi ugualmente, anche se non l'avete letto.
Cominciamo con demolire l'ignoranza di qualcuno, che prima di leggere l'intro di questo libro era anche la mia:
noi conosciamo solo il primo volume, della serie Oz, uscito nel 1900, a Natale. Esistono bel altri 13 volumi della serie, con la continuazione delle avventure di Dorothy e dei suoi compagni di merende. Sì, avete capito bene, 14 volumi in tutto. Indipendenti, certo, ma non si può dire che Baum, a inizio secolo (l'ultimo fu pubblicato postumo nel '20), non conoscesse il significato della parola "saga". E c'è di più: il mondo di Oz era talmente richiesto, dal suo pubblico, che la saga è proseguita per mano di Ruth (Uff, mi è partito un pubblica accazzo, voi con il reader vi siete già trovati questo pezzo di post, quindi) Plumly Thompson con ben altre 19 avventure. Sì... 19 + 14 = 33. Ne hanno viste di avventure questi qua, pur di diventare il regalo di Natale per eccellenza. 
Poi un'altra cosa interessante. "The Wonderful Wizard of Oz", in quanto a struttura, è un esempio di storia che contiene tutti i personaggi e i passaggi del cosidetto "viaggio dell'eroe", ovvero una struttura attorno alla quale ruoterebbero i prodotti editoriali e cinematografici di successo. Per spiegarvela un po', diciamo che se analizzate alcune opere "riuscite" sarete in grado di cogliere molte somiglianza nella struttura. C'è un eroe, un mondo ordinario e uno straordinario, una serie di prove e ricompense, una serie di guardiani e nemici... Bene, Oz, da questo punto di vista è molto didattico.

Come dite? Volete sapere altre curiosità? Uff, andatevi a leggere la biografia di Baum, che è interessante, se non altro per la sua vita avventurosa, i suoi articoli da razzista e il destino del suo soprabito, che finì casualmente acquistato dal trovarobe del relativo film... 20 anni dopo la sua dipartita!
Ah, sì, due parole da spendere sull'edizione, prima di parlare del libro.
Forse per il fatto che i libri di Oz sono di pubblico dominio, si fa fatica a trovare una edizione con la versione integrale dell'opera (ne trovate a bizzeffe con edizioni ridotte illustrate). Questa edizione è ottima, perché ha il testo inglese a fronte e anche se non economica, contiene una interessante introduzione ed è ben tradotta. Io, comunque, per regalarla (sì, il libro non è mio), ho dovuto prima ordinare e non avere ben tre altre edizioni.

E veniamo al libro.
Diciamo pure che la storia, grosso modo, è proprio quella che immaginate, anche se il mondo ordinario di Dorothy, non è descritto con questa gran bellezza, e non si capisce cosa la spinga a cercare in tutti i modi di ritornarvi. Il resto, il Mago, le Streghe, il popoli inventati e, soprattutto, i suoi tre grandi amici, il Leone fifone, l'Uomo di latta e lo Spaventapasseri sono proprio come pensate di incontrarli, ma dal libro ne emerge una personalità più complessa e sfaccettata. Sono figure che finiscono per piacere, così come la regina dei topi o perché no, lo stesso Mago di Oz, che sarà anche un impostore, ma da lì a negargli la qualifica di Mago...

E' un libro di meraviglia, comunque, perché Oz è Wonderful, e più lo leggi e più vuoi che esista, che ci sia, che da qualche parte, a portata di uragano, ci sia la strada dorata e la città Smeralda, gli Gnammi e i papaveri che fanno addormentare. Siamo ovviamente in una fiaba, ma una volta effettuato lo switch dal Kansas al mondo di Oz, ecco che non c'è più motivo per dubitare che quello che Baum ci racconta non sia vero.
Non c'è che da godersi, passo dopo passo, l'ingresso dei vari personaggi, contesti e prove a cui Dorothy viene sottoposta, senza cercare, io vi consiglierei, di leggere ciò che è tra le righe e ciò che si nasconde nei significati doppi o tripli. E' una fiaba, ed è giusto leggerla con occhio di bimbo, la prima volta.
Poi, certo, se andiamo a scavare, non la finiamo più e nemmeno io ho intenzione di farlo, sennò il post rischia di diventare chilometrico.
Perché non ditemi che non ci sarebbe da discutere su di un campo di papaveri che stordiscono a tal punto, col loro profumo, da farti cadere un un torpore piacevole fino a condurti alla morte.
O che non sarebbe bello disquisire su di un Mago che si comporta da dittatore e con trucchi e illusioni convince il suo popolo a vedere ogni cosa in color verde smeraldo.
O di un popolo come le teste di martello, che sono violenza pure senza possibilità di redenzione, per il loro istinto, a quanto pare.
E i vari doni che i nostri eroi ricercano, che già posseggono ma serve appunto un "Mago impostore" per far sì che li possano vedere/godere.
Insomma... ce ne sarebbe, ma ci saranno già chissà quanti che lo hanno fatto già.
Io mi limito a dirvi che sono contento di aver letto questa pietra miliare della letteratura per ragazzi che ha dentro sé il germe di tutte le storie con protagonista un eroe, un viaggio e una meta.

Ah già, ultima considerazione, che non c'entra con Oz, ma con la lettura in generale.
Io l'ho letto in inglese. E' molto semplice e mi capitava di controllare la traduzione solo per vedere come erano stati risolti alcuni giochi di parole sui nomi ed alcuni modi di dire. In questo caso, vi dico subito che sono molto felice della lettura in lingua, perché era abbastanza facile godersi anche una certa musicalità fiabesca anglosassone, però mi sono reso conto di una cosa.
Anche qui, con una complessità linguistica ridotta al minimo, l'opera di traduzione è necessaria e aiuta, nel riportare alcuni dettagli o pesare alcuni toni, alcuni modi di dire. Credo veramente che, al salire della complessità di un libro, preferirò sempre una buona traduzione effettuata da un madrelingua, piuttosto che una lettura in lingua originale fatta da me, che non sono madrelingua. Lo so, magari sto offendendo tutti voi che siete fighi e leggete tutto in lingua originale, ma la vedo così. Ci sono sfumature e toni che io, per quanto possa essere bravo e comprendere una lingua che non è la mia, non so cogliere, persino qui, in una fiaba per ragazzi. Figuriamoci se mi metto a leggere cose più complesse!
Sarei come l'uomo di latta... in cerca di some brains. :)

EDIT:
Aggiungo a questo post un commento più che interessante:
Monica Guido ha tradotto il seguito del Mago di Oz e potete trovarne info su Il meraviglioso Paese di Oz inoltre, se come me avete nipotine che si divertono a colorare, potete scaricare in pdf i disegni di John R. Neill tutti da colorare (47pagg.). Io li ho appena scaricati! :)

17 commenti:

  1. Premessa: l'ho letto solo in italiano.

    L'ho trovato ILLEGGIBILE. Scritto con i piedi.
    Peggio dei nostri esordienti...
    Non sono riuscito a finirlo.

    Ian

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  2. assolutamente no, guarda
    in english era semplice, sì, ma scritto male no. Scritto per bambini, tiè, con le ripetizioni, lo stile filastrocca e robe così...
    chissà cosa hai letto :D

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  3. mmm ho trovato solo una vecchia edizione, più illustrazioni che testo, probabilmente aveva subito tagli brutali... ci voglio riprovare, appena rimedio un fermoposta per i pacchi.
    Anche perché leggendo questo post mi è venuto in mente "il Talismano", di King e Straub, che ha un sacco di punti in comune e voglio giocare a unire i puntini :)

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  4. Non l'ho ancora letto, la miseria:-)

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  5. è un po' che voglio leggerlo.
    Secondo te che mi conosci...mi piacerà? E quanto???

    Me gusta!
    ^_^
    Bella recensione.
    Come al solito, vorrei leggere tutto ciò di cui scrivi.
    Il mio portafogli ti detesta.

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  6. @Noè
    sì, penso ti piacerebbe. Ma tu puoi guardare anche il cartone animato eh, va bene lo stesso :)

    @Ferru
    Be' sei sopravvissuto dai :D

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  7. "Il Mago di Oz" e Daniele Imperi ha vinto l'edizione di Agosto del concorso VinciRobin: BRAVO Daniele!
    E ora "Ozma, la regina di OZ", e come non bastasse... sì, c'è anche Marlowe: affrettatevi, iscrivetevi http://www.robinedizioni.it/newsletter
    partecipate e vi troverete nell'Albo dei migliori, assieme a Gelo che ha già onorato il proprio nome.

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  8. Ci sono sfumature e toni che io, per quanto possa essere bravo e comprendere una lingua che non è la mia, non so cogliere, persino qui, in una fiaba per ragazzi. Figuriamoci se mi metto a leggere cose più complesse!

    Guarda che la comprensione di sfumature e i toni cresce in maniera esponenziale coll' aumentare di letture/ascolti/visioni, non viene trasmessa col latte materno.
    E' probabile che ad un lettore odierno sfugga il senso di parecchie espressioni del Mago di Oz o libri di quell'epoca, così come è certo che un inglese non parla la stessa lingua di un americano o un australiano, il che non significa che libri scritti negli Usa o in Australia vengano tradotti o normalizzati per il mercato inglese.
    Questa mia amica americana ha un blog
    http://confessionofignorance.blogspot.com
    in cui ricerca parole ed espressioni di cui si rende conto di non conoscere con precisione il significato - anche se spesso se ne è fatta un idea imprecisa per averle lette/sentite e a volte le usa lei stessa.
    Spessissimo io conosco e comprendo quelle espressioni meglio di lei - eppure è madrelingua, e uno dei suoi racconti è anche arrivato in un antologia del meglio dell'anno.
    E la traduzione ovviamente è sempre effettuata da persone madrelingua o comunque fluenti rispetto alla lingua d'arrivo, non quella di partenza. Un madrelingua inglese non può certo scrivere in italiano decente se l'ha studiato tre anni all'università.

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  9. sì, Marco
    tutto ciò che dici is true e concordo, in fin dei conti, anche se da italiano a lingua minoritaria, son sempre traduttore e insegnante di linque anch'io, e non volevo mettermi qui a fare il fan sfegatato di chomsky e via dicendo, ci mancherebbe
    dico solo che il livello in cui supererò una traduzione ben fatta, per l'inglese, è lontano, e anche non verificabile, a volte
    (chi mi dice che la sfumatura, il colloquialismo che io CREDO di aver colto correttamente, o comunque molto correttamente, sia così?) perché una capisce e va avanti, punto.
    Quindi tranquillo, non rinuncio a leggere in inglese, ma nei casi in cui avrò a disposizione un buon traduttore, lo userò. :)

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  10. chi mi dice che la sfumatura, il colloquialismo che io CREDO di aver colto correttamente, o comunque molto correttamente, sia così?

    Nessuno. Ma questo vale anche per i madrelingua. Se si tratta di qualcosa di molto specifico localmente e temporalmente, che quindi si incontra di rado, un qualsiasi madrelingua "lontano" potrà benissimo non conoscerlo e, se il contesto è ambiguo, fraintenderlo.
    Se si tratta di qualcosa che incontri molte volte, le connotazioni d'uso e il significato generale si imparano con discreta precisione dall' esposizione prolungata; quanto più leggi in inglese tanto più spesso e in fretta li estrarrai dal modo con cui viene variato in diversi contesti.

    Del resto la stessa cosa la facciamo anche noi in italiano. Se dico mangiare a quattro palmenti - espressione che a me sembra molto diffusa e familiare, ma per esempio mia cugina non aveva mai sentito - hai bisogno di cercare sul dizionario per capirla? Io l'ho sempre usata senza sapere cosa fossero i palmenti. Avrei pensato alle palme delle mani, a uno che manda giù tanta di quella roba che sembra avere quattro mani, e invece sono le pale da mulino - quando sono in moto tutte e quattro il mulino lavora a pieno regime. Cambia qualcosa ora che lo so? L'ho usato male in precedenza?
    Allo stesso modo, la mia amica cerca l'etimologia di espressioni che magari lei stessa impiegava avendone assorbito il significato intuitivamente, spesso scopre che il significato è più o meno è quello che si aspettava, anche se non ne conosceva l'origine, a volte che l'aveva frainteso.
    Io ho iniziato a leggere in inglese nei primi anni novanta, e non ricordo l'ultima volta che ho trovato una parola od espressione che mi abbia fatto venir dei dubbi. Certo se leggi in inglese come ultima risorsa una volta ogni morte di papa non ti farai mai l'orecchio per colloquialismi o espressioni gergali.

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  11. porca miseria
    più me ne parli e più mi fai venire voglia di leggere solo autori italiani
    i quattro palmenti è un esempio azzeccatissimo, ed è proprio ciò che a me dà fastidio e non riesco a tollerare e mi manda in bestia.
    Hai colto nel segno perfettamente e meglio non potevi fare cavolo. E' proprio quel punto lì, che mi dà fastidio quando leggo e mi manda in bestia... Grazie! Ora ho focalizzato pienamente dove nasce il mio limite. :)

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  12. Ieri sera ho incontrato una tizia tutta ninnoli e accorgimenti e [...]
    Sì, Gelo, una madrelingua così vicina che ancora stamattina... robononis!
    Mandi amì.

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  13. Comunque, Marco, sto ancora pensando a questa cosa, e sto facendo delle letture di frasi che mi piacciono, di libri, per fare un confronto e ho capito dov'è la cosa che mi frena.
    Sbagliavo approccio. Io, cerco di capire non "cosa significa" ma il perché un autore ha scritto un parola piuttosto che un'altra, perché ha usato un'espressione piuttosto che un'altra. Dev'essere il leggere per scrivere, che mi vincola, anche pensando a una comprensione degli esiti vicina al 100% (e hai ragione da vendere, su questo) a una non pari comprensione delle intenzioni, che invece, con un Calvino, per dire, o mi riesce più facilmente, anche perché - ed ecco cosa dimenticavo - con l'italiano, quando l'autore usa l'aggettivo X, io capisco le sue intenzioni perché non ha usato, piuttosto, gli aggettivi Y, Z, K, S.... Con altre lingue questo non riesco a farlo, pur comprendendo al 100% cosa significa X. Sono contento di esserci arrivato. Grazie. :)

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  14. ok, mi hai convinto, DEVO leggerlo.

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  15. ma ian dice che è brutto...
    poi non farmi sentire in colpa eh
    ma secondo me non è brutto, :)

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  16. Buongiorno,
    mi chiamo Monica Guido e vi scrivo per informarvi che ho tradotto e pubblicato il

    seguito de "Il mago di OZ" di L. F. Baum, con le illustrazioni originali di John R.

    Neill.
    Ho realizzato un ebook in pdf con alcune delle più belle illustrazioni del libro da

    colorare.
    Se desiderate, potete pubblicare sul vostro sito il link da cui scaricarlo

    gratuitamente: http://hotfile.com/dl/134026970/d2fe327/Da_colorare_demo.pdf.html

    Distinti saluti

    Monica Guido

    http://ilmeravigliosopaesedioz.blogspot.com

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  17. Notizia più che interessante! aggiornato il post! :)
    grazie! grande cosa!
    inoltre ho già scaricato i disegni da colorare per le mie nipotine :)

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