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"La mansueta - Il sogno di un uomo ridicolo" di Fëdor Michajlovič Dostoevskij***

Porcatrota, stavolta la serie dei Racconti d'Autore del Sole 24 ore ha pensato bene di ficcare nella domenica del grande anniversario dell'11/9 due racconti di un mostro come Dostoevskij e per di più, il cui fil rouge è il suicidio.
Non è tutto. La mansueta, il primo racconto, nonché quello che più si ricorda e - per me - qualitativamente migliore, parla anche di un suicidio attuato mediante getto del soggetto dalla finestra. Che l'abbiano fatto apposta? :)

Ma abbandoniamo le facili ironie.
Leggere Dostoevskij... io non so se ne sarò mai capace.
Dico così perché da un lato so che è un autore che ha poggiato pietre immense nel grande fiume della narrativa di tutti i tempi, so che è un autore che se ha questo riconoscimento mondiale, incondizionato e perpetuo, immagino sia per validi motivi.
Eppure, dopo aver tentato di leggere un paio di volte il Delitto, senza riuscire a proseguire, e anche dopo la lettura di questi due racconti, che pur ho apprezzato, resto in una condizione che non mi dà abbastanza stimoli per riprovarci.
Questa, però, è una questione personale, e me la tengo.
Qui vi lascio due parole sui racconti, dette accazz, come sapete già (se volete due parole serie, come al solito andate da quelli di blognovel).

La mansueta, dicevamo. E' un classico racconto reverse, con una voce narrante che parte dalla fine e in un lungo monologo (si) analizza, racconta, descrive, rivive il suo matrimonio e, soprattutto, ciò che ha portato a quello che giace di fronte ai suoi occhi in quel momento: il cadavere della moglie suicida.
La moglie mansueta, dunque.
In una dettagliata descrizione dei momenti salienti, che hanno portato la poveretta all'esiziale tuffo. Che dire... è abbastanza chiaro, come lentamente la figura del marito che narra sia piuttosto egoista e cieca, di fronte ai proprio comportamente. In una sorta di orgoglio e di esaltazione del suo poter potere sulla poveretta, che pure, in un modo diverso, più timido e compunto, è altrettanto orgogliosa, il protagonista prevarica, rinchiude, tarpa l'essenza di lei. 
Il giochetto è nella consapevolezza. Anzi, due consapevolezze. Quella del lettore e quella dell'io narrante. Entrambi, scrivendo/leggendo capiscono come stanno veramente le cose, fino al paradossale pensiero, nei confronti della donna, che ne giustifica il gesto.
No, un attimo. Non ci si arriva del tutto. A me per lo meno non è successo.
Quando sono arrivato alla fine, con tutti i fili tirati, e una storia, in fin dei conti, ovunque illuminata, io ancora vedevo delle ombre, nel comportamento della mansueta. Non ho capito del tutto, il suo gesto improvviso, e questo mi ha lasciato un leggero senso di insoddisfazione. 
Dentro me ho pensato: "Sì, okay, sarà pure Dostojevskyijj, ma poteva chiuderla anche meglio, questa storia..." 

Il secondo racconto - Il sogno di un uomo ridicolo - invece mi è piaciuto di meno anche se lo spunto trovo sia più interessante e certi accenni di surrealgrottesco siano pregevoli. E' sempre una prima persona che parla, si racconta, ci dice cosa è andato storto nella sua vita, quali ingiustizia ha subito, quali casualità lo hanno portato, in quella stanza da cui ci parla, con una rivoltella, acquistata anche se è povero, pronta per essere usata contro se stesso. Di bello, senza dubbio, c'è una verbosità voluta e dilagante che rende bene il senso di ingiusta-ingiustizia che il protagonista descrive. Qui, il finale, riguardo al suicidio, è opposto. E' ovvio che il protagonista non si ucciderà, ma è fondamentale indagare il perché, non lo farà

Comunque, entrambi i pezzi, hanno un altro filo rosso, più profondo
Usando la prima persona, il buon Dostoyevskyijy decide di illustrarci il concetto di punto di vista: dalla descrizione dettagliata del punto di vista di un narratore fa affiorare il punto di vista - più realistico - del lettore. E' un gioco di filtri, insomma.

E vi prego di non imprecare, se ho messo le tre stelline. Mi sono piaciuti, sì, i due racconti, ma entrambi, anche per motivi diversi, mi hanno lasciato una sorta di leggera incompiutezza. E a differenza di altri autori, per dire, il secondo ho dovuto rileggermelo quasi tutto, per ricordarmelo, e questo non depone a suo favore.
Comunque, almeno ora posso veder scritto Dostojievskkyy nella colonnina dei tag, e sono più happy. :)

19 commenti:

  1. Tocchi un tasto dolente. Qualche anno fa dovevo fare un viaggio nel Baltico, compresa Pietroburgo. Non avendo il coraggio di affrontatre la rilettura di Delitto e Castigo, ho optato per Le notti Bianche.Beh: noioso e verboso da morire. Insomma non mi ritrovo più in quello che dovrebbe essere il mio habitat: fine '800 e '900, in cui sono stata formata e che improvvisamente rifiuto.
    In questi giorni sto leggendo la Coscienza di Zeno. Mi interessava almeno la citatissima parte della dipendenza dal fumo. Sto arrancando con una sorda irritazione per tutto il romanzo che, per altro, è mal scritto. (almeno per i canoni attuali)
    Insomma: qualcosa è cambiato, in me, nel modo di scrivere e nel modo di leggere.
    E' duro rinnegare il passato, ma il mondo va avanti, panta rei.

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  2. O porca miseria, "Delitto e castigo" l'ho messo da parte pure io, ma "Le notti bianche" l'avevo letto al liceo (non per scuola) e mi era piaciuto da morire. Stavo decidendo di rileggerlo e recensirlo, e vengo qua e trovo Dostoevskij recensito da te e Gigi che dice che quello era palloso... ci devo riprovare.
    A proposito, ma secondo te com'è che tutti i libri che ti facevano leggere a scuola finisce che li odi?

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  3. @ Gelo - la mansueta, le donne... i loro nomi, e quel che F.D. provava quando l'ha scritto.
    @ gigi - il tabagismo è un'arte solo per chi lo esercita non ingiallendosi le dita e I.S. non l'ha ancora scoperto.
    @ michela - ... a scuola, appunto, ma poi... ma tiri dritto!

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  4. Dimenticavo: leggendo la trama della Mansueta mi è venuto in mente Viaggi di Nozze di Verdone.
    La mansuetissima Pivetti che si butta nel canal. :-D

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  5. @gigi
    ma sai che non so dirti
    quasi mi scoraggi con la cosa di Svevo, nel senso che lo voglio leggere anch'io, tra non molto. E forse sì, si cambia e il tempo ha altri valori e le parole anche.
    per la cosa 800-900 in effetti, io uso un tasto dietro l'orecchio che contestualizza e improvvisamente certe cose come gli avverbi in mente gli arcaismi e certe pallosità non mi danno fastidio. Prova a vedere se ce l'hai anche tu :)
    Ah, la cosa di verdone
    sì, anche a me è venuto in mente, un po' credo sia quasi una figura retorica quella della moglie/donna sottomessa e silenziosa che, prima o poi, in un senso o nell'altro sbotta o implode.
    La pivetti comunque mi stava più simpatica di questa qua

    @Frank
    dici che anche Dosto si annoiava, scrivendo quelle cose? ;)

    @michi
    quella cosa delle scuole lho sempre sentita ma non lho mai capita, perché purtroppo, in tutte le superiori, non ho mai letto un libro che mi fosse stato consigliato. Ma proprio mai mai. Solo i promessi sposi, si doveva, ricordo, ma io lo avevo letto in terza media, mi pare, e vivevo di rendita. Per altro mi era piaciuto un casino, quindi... non so. Credo sia questione di sapere vendere bene le cose, molti prof di lettere non sanno cosa sia il marketing, e lì sbagliano. Presentano le cose nel modo sbagliato, poi il gap tra prodotto percepito e prodotto effettivo causa l'odio dello studente.

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  6. @ gigi - mi chiedo se Charles Laughton ha letto "La mansueta", e altre cosette attorno prima di girare "La morte corre sul fiume". L'ha forse visto?
    @ Gelo - so che stai arrampicando una montagna e ormai sei arrivato dove non si può più tornare indietro, e una mano dietro l'altra fai attenzione agli appigli, alle fessure, ai piccoli spazi dove ti aggrappi con le dita e ti sollevi, e sali, sali... conquisti la cima e resti sbalordito, accecato che quasi non vedi il panorama, e lacrimando gli occhi ti accorgi di quanto sono diventati piccoli e lontani gli ambienti che hai lasciato, e ti rivedi sul bordo di un fiume che conosci, una riva dove la risacca ti trascina in mare, e nuoti, nuoti per raggiungere l'azzurro più profondo, finché gli abissi ti inghiottiranno per non farti più morire.

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  7. Non so Gelo, se posseggo il tasto.
    Ma so che mi accade con i testi italiani. Tre anni fa ho riletto Anna Karenina. Dovevo usare il famoso incipit (tutte le famiglie felici...) per un racconto e il libro, a rileggerlo, mi è piaciuto come la prima volta. Di seguito, per restare in tema di adultere, ho riletto Madame Bovary. Stesso risultato.
    Non sono affatto contraria alle riletture, ma alcune mi respingono.
    Sono molto curiosa di cosa penserai della Coscienza di Zeno.
    Sto combattendo con la voglia di frullarlo e il senso del dovere verso la cultura :-D
    Comunque, anche a scuola non sono mai riuscita a finire i Promessi Sposi

    @ Frank. Le signore, ai miei tempi, per non macchiarsi le dita usavano il bocchino. Di tartaruga, di avorio, possibilmente lungo da femme fatale.

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  8. @ gigi - se ne faccia una ragione: i suoi tempi non ci sono più :)
    @ Buona domenica a tutti.

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  9. buona domenica anche a voi, cari :)

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  10. @ gigi - se ne faccia una ragione: i suoi tempi non ci sono più :)

    Lapidario e definitivo.

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  11. Eri Gelostellato e Frank Spada ti ha reso leggenda, al pari di Colapisci del quale arrivò fama fino all'Imperatore Federico II. Colapisci, abilissimo a muoversi in acqua, di ritorno dalle immersioni, raccontava le meraviglie viste nel mare. Secondo una delle varie narrazioni, la volta che Colapisci scese ancora più in profondità, vide che una delle colonne sulle quali poggiava la Sicilia era piena di crepe (Majiestà li terri vostri / stannu supra a tri pilastri / e lu fatu è assai tremendu / unu già si sta ruppendu) e lui volle restare lì, a sorreggere l'isola affinchè non sprofondasse ... e gli abissi lo resero immortale.

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  12. Allora continuo con i corsi di trattenimento del respiro! ;)

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  13. Ciao! Lessi Il sogno di un uomo ridicolo 6 anni fa, l'ho riletto grazie al Sole e oggi trovo la tua recensione... Non sono d'accordo quando dici della sua "incompiutezza" riguardo all'indagine sul perché il protagonista alla fine non si uccide: molto riassumendo, pare chiaro che l'aspirante suicida non aveva ancora "visto la verità" quando teneva in mano la pistola. Solo dopo averla "vista" nel sogno, e non "escogitata" col suo cervello, decide di vivere e predicare. L'esempio dell'inversione di rotta è la bambina che chiede aiuto: all'inizio del racconto, quando il protagonista non conosce la verità, la bambina viene forzatamente ignorata; alla fine invece, dopo il sogno-rivelatore, il protagonista rintraccia la bambina, per aiutarla. E' "la verità" il motivo del non-suicidio...
    ad ogni modo, il tag a destra Dostojievskkyy è strafigo.. ottimissimo blog!

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    1. cavolo, non mi dire tutte queste cose che mi toccherà andare a rileggere... naaaaa, non mi convincerai. Comunque sì, probabilmente è vero, l'attenzione a tratti scemava, e di sicuro mi sono perso qualcosa. grazie! :)
      ehi, quel tag a destra però non lo vedo :D

      (bisognerebbe fare una legge per obbligare gli scrittori russi a prendere dei nomi d'arte :D )

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    2. :) :) :)
      ma senti un quello: ho scoperto la serie del Sole 24 ore da poche settimane... sai che ci sia un elenco di tutti i numeri?? inizierei subito con gli arretrati, perché sono esteticamente molto bellini e un cul di autori non conosco...

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    3. allora
      il miglior modo per vederli tutti è cliccare su questo blog sul tag "sole 24ore" che vedi in calce a questo post
      e ti escono tutte le mie recensioni in ordine inverso
      io ce li ho tutti e sì, ce ne sono alcuni molto carini e di autori che io non conoscevo e ho apprezzato
      sul sito del sole non cè un piano dell'opera organico, ma solo un elenco dei primi numeri (pare che la serie abbia avuto parecchio successo e quindi secondo me stanno andando un po' a naso, nel senso che se gli chiedi cosa uscirà tra un mese non lo sanno ancora :)
      per il resto, se qualcosa non ti torna, mi scrivi e ti dico, io li ho tutti
      non è facile trovare gli arretrati, comunque, a meno di richiederli al Sole, e blablabla solita trafila.

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    4. sono riuscito a ordinare in edicola gli ultimi 4...
      il sogno ridicolo lo presi su ebay.. quindi vedremo.
      mi sa che d'ora in poi ti seguirò...
      a presto

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    5. Leggeremo Hardy in stereofonia :D

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    6. "una sola lunghezza d'onda una sola frequenza" :)

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