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"365 storie cattive" di AAVV

Sto leggendo questo libro da un anno.
No, non è per il titolo e nemmeno per il contenuto.
E' capitato, e alla fine, ora che l'altra sera, leggendomi gli ultimi dieci racconti, l'ho terminato, mi sono accorto che è stato un anno sul mio davanzale del bagno.
E vicino al libro c'è stata una matita.
Perché? Vi chiederete.
E' una storia lunga e mi va di raccontarvela.
Partiamo dalla parte che forse conoscete.

365 storie cattive è un'antologia di racconti, anzi, meglio, una raccolta di racconti che mette insieme 365 storie che stanno in una pagina, il cui denominatore comune è la cattiveria.
Il progetto è totalmente a scopo di beneficenza e i fondi raccolti vanno all'A.I.S.EA Onlus, associazione che si occupa dell'Emiplegia Alternante, malattia neurologica infantile piuttosto rara.
Il curatore, Paolo Franchini, è un grande, perché ha dimostrato che se ti sbatti, a fare le cose, ci arrivi.
Vi spiego.
Con la beneficenza, non penso di essere l'unico, abbiamo problemi.
Siamo bombardati da richieste di beneficienza che ci piovono addosso da tutte le parti. Se dovessimo comprare/donare a ogni contatto che sfiora il nostro intorno di noi non resterebbe un cumulo di gadgets e nessuna energia economica e mentale per beneficentare altra gente.
Questo ci rende freddi, distanti e selettivi, e non è una brutta cosa. E' così e basta.
Se solo uno si chiedesse, ogni volta che dona a qualche associazione, perchè a questi sì e a questi altri no, difficilmente donerebbe. Ecco perché per arrivare a qualche risultato, servono un po' di qualità.
Crederci, tanto per cominciare. 
Impegnarsi, spendere tempo, spazio, energie. 
E poi sbattersi, sbattersi parecchio e non credere che basta essere nel giusto, nel buono, nel sano, e le cose andranno come devono andare. Non è così, bisogna sbattersi, avere idee,
Terza cosa, credo, bisogna offrire qualcosa, mostrare che alla fine non è un dare per non avere niente. Dove non si ha in cambio la qualità, se magari non è possibile, ci dev'essere dell'altro. Nel caso di un'operazione come questa bisogna essere credibili, sinceri.
Paolo Franchini ha tatto tutte queste cose, ne potete trovare traccia nel sito del progetto, e la cosa forse più degna è quell'ultima pagina, quella del rendiconto, così chiara e piacevole, per uno che ha comprato il libro, che abbinata alle ricevute dei bonifici che Paolo metteva anche su facebook, regalava a chi aveva acquistato il libro il bilanciamento del rapporto qualità/prezzo.

Okay, uno si dice, il libro mi è costato un fottio, non l'ho nemmeno letto, e alcuni di quei quattro racconti che ho provato a leggere erano pure bruttini... però, cazzo, per una volta ho speso dei soldi in beneficenza e so che è stato così! Evviva.
Già, evviva perché questo progetto, alla fine, mostra come se ci si impegna si riesce a coinvolgere parecchia gente e come il web possa essere l'unica strada per ottenere risultati simili. Già, perché quei numeri, credetemi, sono buoni, e Franchini ha compiuto - in questo mare magno di piccola editoria e infiniti aspiranti scrittori che scrivono ma non comprano libri dei loro simili - un piccolo miracolo.
Certo, direte voi... avranno comprato il libro perché dentro c'è un loro racconto... Naaaa, non è così. Alla fine, di nome, conosco almeno 1/4 di autori e non è così. Non avevano bisogno nemmeno di mandarlo, il racconto.
Più o meno come me. Già.
Se agli inizi era divertente comparire nelle raccolte, in seguito, uno dei motivi per cui non faccio concorsi, è proprio il pericolo di finire nelle raccolte. Non è snobismo, eh, capiamoci. E' proprio che non mi interessa più. Però all'epoca in cui mandai questo racconto stavo proprio partecipando a un concorso che intendevo vincere, e avevo scritto un po' di raccontini. Cinque o sei, mi pare. Dopo aver fatto il solito sondaggio tra lettori fidati, stavo scegliendo quali mandare e ho letto del progetto. E mi son detto, perché no? Regagliamogliene uno.
Ecco. Così ho mandato un racconto potenzialmente bello
Ed è qui, che volevo arrivare.
Tutte queste parole solo per confessare la mia piccola colpa.
Dei 5-6 racconti che scrissi, non mandai quello più bello, ma quello un po' meno bello
Ecco. Questo è l'errore che facciamo con la beneficenza.
Lo facciamo sempre. Tendiamo a mandare gli scarti, a riciclare, quando si tratta di beneficenza.
Su. Non dite di no.
Pensiamo: "Be', già sono bravo a donare qualcosa, e ci sono molti che non lo fanno mai, e che, cavolo, non dovrò mica donare la cosa più bella che ho?"
Ecco.
E' un approccio del cazzo, lasciatemelo dire.
Se la cosa migliore che hai non la regali, che personaccia sei? Che cosa ti aspetti di ricevere?

E allora, ecco, all'epoca, che feci una via di mezzo. Mandai un racconto bello, inedito, ma non mandai quello che sapevo essere "il più" bello. Ne ero cosciente, e infatti scrissi a Franchini dicendogli: "Oh, se non lo ritieni all'altezza non farti scrupoli eh, dimmi che te ne mando uno più bello!"
Ma a lui andò bene (anche perché - stupido io - era proprio nello spirito del progetto l'idea di "accettare" i contributi così come erano), e quindi, quando poi comprai il libro e me lo ritrovai tra le mani, pensai:
"Bene, cosa posso fare io, ora, oltre che comprarlo, per questo progetto?"
Mi risposi: "Be', dovrei fare in modo di aiutarne la diffusione... e che remore può avere, un lettore, contro questo libro... Ma sì! certo! Il fatto che poi, essendo molti dei racconti ingenui e pieni di piccole imperfezioni, va a finire che non lo legge, e quindi nemmeno lo compra."
"A allora sei che faccio?" mi sono detto... "Lo leggo e mi prendo nota di quei racconti che - per me,  per il mio gusto - sono più digeribili o originali di altri, così magari, se uno pensa di non comprarlo per non perdere tempo a leggersi 365racconti di cui magari ne salva la metà, io gli do la lista pronta."
E quindi, pian piano, un racconto al giorno, a volte due, a volte nessuno, me lo leggevo, e mi segnavo i numeri che mi sembravano più carini, vuoi perché un po' più smaliziati, vuoi perché con l'idea di cattiveria un po' più genuina, che non fosse "A fa del male a B e poi A viene punito, da B, C o dal destino".
Ecco perché tenevo una matita.
Se siete interessati trovate tutto su questo sito, dedicato al progetto, e se volete la lista dei racconti che sono piaciuti a me... Eccovela! Non si sa mai che a qualcuno serva.

9-10-17-23-30-34-39-45-48-52-63-69-71-72-73-78-79-86-97-99-
103-104-110-111-116-118-121-124-128-132-133-134-150-152-
153-158-169-170-179-181-180-190-192-197-200-204-205-207-
210-215-218-222-225-227-233-235-236-237-246-247-248-249-
253-259-265-271-274-277-281-282-283-286-288-289-292-295-
296-299-300-301-210-317-319-320-321-322-325-330-333-334-
338-339-343-344-347-348-354-355-356-358-359-361-363-364

7 commenti:

  1. Che bel progetto!!!
    E mi è piaciuto come ne hai parlato!!!
    Una domanda? E il tuo racconto più bello che fine ha fatto?

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  2. Porcogiuda che tiritera...;)
    Comunque avevo già sentito di questo progetto dal blog di Gianola. Adesso mi sa che faccio lo splendido e ci metto gli euri che risparmio frodando il fisco...

    Che scemo che sono.

    A parte gli scherzi vedo di metterlo in wishlist.

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  3. @Meli
    il mio racconto più bello ha vinto senza vincere.

    @Eddy
    ehi, ma non puoi mica mettere in wishlist tutto ciò di cui parlo :)))))

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  4. "Se la cosa migliore che hai non la regali, che personaccia sei?"

    oddio, mi hai fatto sentire proprio una merda. vado a letto senza cena.

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  5. ma no, magari nel tuo caso sei a posto, come me, che la cosa migliore che ho è la cattiveria, e quindi... :)))

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  6. Un megastore enciclopedico di abbigliamenti su misura - taglie disponibili: da II a XL - donare è una ragione, non farlo è una follia!

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  7. Eh, bravo il nostro cattivone. Mi è piaciuto il post. Ma te lo dico solo perché siamo sotto Natale! :)

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