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"La Janara" di Samuel Marolla***

Scaricato l'altro ieri e letto ieri sera.
Okay, okay... oggi non è quel ieri che dico io, perché questo post lo pubblicherò tra qualche giorno, perché io non riesco mai a seguire quei blog che pubblicano un post ogni due giorni e quindi se per caso ho voglia di parlarvi di troppe cose a tempi ravvicinati li diluisco.
Sennò che cazzo hanno inventato a fare la pianificazione dei post?!

Dicevo che l'ho letto ieri sera.
Anzi, non solo questo, di Samuel Marolla, ho letto ieri, ma ho terminato anche l'ultimo racconto della sua raccolta "La Mezzanotte del Secolo", che mi è piaciuto parecchio.

Al di là della bella copertina, as usual figlia di Diramazioni, non è solo del racconto, che vi voglio parlare, ma della strada e di Samuel.
Tre cose, quindi.
Cominciamo da Samuel.
Domani, cioè lunedì, sul Posto Nero uscirà un'intervista che ci parlerà di questo racconto e immagino della sua genesi e della sua lingua, che non è l'italiano, ma l'inglese. Vi dico già che non figurando traduttori di sorta, immagino che l'utilizzo della lingua anglosassone sia fatto direttamente da Samuel, ma lo scopriremo, forse, nell'intervista (che cercherò di ricordarmi di linkare, sennò cercatevela da soli sul Posto Nero. Dicevo di Samuel, quindi, di cui sono fan e di cui, oramai, sarei noioso a parlarne bene.
Però è una cosa che mi viene facile, nel suo caso. Non so perché, forse è una questione anche di affinità, per varie cose in cui mi ritrovo, sia negli scritti, sia in richiami e citazioni.
(Il suo omaggio a Il Mantello, di Buzzati, per dirne una, non può lasciarmi indifferente, essendo non solo autore che amo, non solo autore che ho a mia volta omaggiato, ma addirittura racconto, Il mantello, che ho vivisezionato per piacere, che mi fece piangere e che a tutt'oggi do da leggere e riassumere ai miei ragazzini del corso di Laboratorio di italiano, perché credo/spero li renda persone migliori).
Quindi no, non ve ne parlo bene, quello lo farò nel post in cui vi parlerò della sua raccolta. Mi piacerebbe solo chiarire una piccola cosa, un pensiero, che vi racconto così com'è venuto, ieri sera.
Dunque... ho appena finito di leggere La Janara, e metteteci anche il fatto che essendo in english qualche sfumatura mi può essere sfuggita. Avevo ancora in testa la sua raccolta di racconti. Mi ero mezzo addormentato, poi, mi sono risvegliato e mi son detto okay, leggo ancora un po'. Nel lettore avevo King, Unico indizio la luna piena, dove Stephen parla, in una lunga intro, di come è nato il suo racconto/calendario. Ho pensato a come King, quando si racconta, sia decisamente magnetico. Potete dirmi quello che volete, che ha scritto un sacco di mediocrità, di recente, può essere, e forse è. Ma King è King, e quel magnetismo, morto o vivo che sia, lui lo ha. Se andiamo a sezionare, a cercare, a editare, troviamo di sicuro qualche ripetizione, qualche imprecisione, qualche frase che si può migliorare... come no. Ma quando lo leggi, no, non le vedi. E' inutile. E' una mia idea di quando edito, per esempio: okay, la frase non è corretta, ma se uno la legge bene, la ingoia, bum! va bene così. Anzi, va meglio, così.
Ecco. Io penso davvero che Samuel abbia questa capacità, unita ad altre. Le sue frasi si ingoiano, anche quando non sono perfette, e bum, vanno bene così. Ed è italiano, cazzo. 
Dicono sia chiami stile, tra l'altro. :)
E quindi, voi là fuori che avete voglia che qualcuno vi incolli alle pagine, e che magari - e siete molti - vi sentite un po' orfani del Re... bene, leggete Marolla. Grazie.

La seconda cosa è più corta.
La strada.
La strada di Samuel, in affiancamento ai fumetti e alle pubblicazioni cartacee, è quella che potete vedere sul suo sito. Racconti/romanzi, in formato epub/mobi/doc, regalati o venduti a 0.99euri. Ve ne ho parlato: Il colosso addormentato, Una notte al Ghibli, Nunavut... 
Il Ghibli era disponibile già in inglese, ora La Janara è solo, in inglese. Ottimo, vi dico, per allenarsi a leggere in inglese. E questa strada mi piace molto. E' giusta, è formativa, è gradevole. Nobilita la forma racconto e nobilita il passaggio serio, morale, ottimale all'ebook. Perché? Perchè è così che si deve fare! 
Un euro io VOGLIO spenderlo per acquistare un racconto. Perché faccio prima a comprarlo, perché mi sento contento di averlo fatto, perché so di aver contribuito a che Samuel scriva ancora racconti e me li rivenda a un euro. Se avessi un po' di palle, aiuto e fossi meno pigro è ciò che vorrei fare anch'io. E non certo per guadagnarci, ché non ci si guadagna, ma per il senso di vedere una piccola cosa fatta bene, un modo per dare un senso allo scrivere e al leggere. E' come fermarsi ad aiutare uno a cambiare una gomma e poi lui ti dice grazie vieni che ti offro una birra. E' giusto, piacevole, e migliora la giornata di entrambi. 
Il mondo dovrebbe essere così.

Terza cosa.
Il racconto... 15-16 pagine di un classico horror in cui il gioco è di lasciare l'intera identità della strega al titolo. Non c'è mai, nel racconto, la parola Janara, non si dice che è una figura del folklore beneventano e bla bla. Non c'è perché benché in terza persona il racconto è focalizzato su Mirko, un bambino di nove anni, e se nel sonno viene a trovarti una strega così, c'è solo una cosa che puoi fare: seguire le regole. Non muoverti, non parlare, non fare nessun rumore. E poco ti importa sapere cos'è, chi è. 
C'è, e sei già fortunato che un galeotto con un certo onore ti ha detto le regole per difenderti dalla maledizione. Un horror classico, ma declinato in modo gradevole e moderno, attuale, che appunto, anche in inglese, possiede quel magnetismo di cui sopra. Un bel racconto, che lascia soddisfatti.
Fate un piacere al mondo: compratelo e leggetelo. 

ps: le regole vanno imparate a memoria, se non altro, se di notte vi capitasse ciò che capita a Mirko, aver letto questo racconto vi sarà d'aiuto.

6 commenti:

  1. Che dire? Niente, concordo sul Samuel e pure sul paragone con King, che tanti han tirato fuori recentemente e che trovo azzeccatissimo.
    Janara ce l'ho nel lettore e me lo leggerò dopo Il colosso che ancora mi manca.
    Mandi!

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  2. Non starò a ripetermi sul fatto che ritengo Marolla uno dei maggiori talenti in circolazione nel nostro paese, cosa cche ho abbondantemente stradetto in più occasioni.
    Però ecco, il fatto che continui su questa strada di una produzione di qualità mi fa sperare che, forse, dopotutto anche nel nostro paese c'è possibilità di creare una ottima scena letteraria horror.
    Ciao.

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  3. Ormai Marolla per me è una garanzia.

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  4. LA TRADUZIONE NON E' MIA!!! Non ne sarei MAI stato capace. E' del bravissimo ANDREW TANZI, traduttore professionista, madrelingua inglese, che ero stra-convinto di aver citato nei credits. Se non l'ho fatto è un errore imperdonabile che correggerò a brevissimo. Samuel M

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    1. eh no ciccetto!
      e infatti è la prima cosa che ho cercato, il traduttore, e vedendo che non c'era, però magari è sfuggito a me,
      ora controllo, aspe...
      controllato.
      no ciccetto, nel epub non lo hai menzionato. :)

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  5. Bravissimo Samuel! Ottima recensione, e: anche a noi piace Buzzati!

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