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"L'ultimo grido del mondo" di Matteo Poropat**

Non si arrabbierà, spero, il buon Matteo, se dico che questo suo breve racconto a tema 2012 it's the end of the world as we imagine it non mi è piaciuto tanto.
Certo, non è che sia facile, mettersi a scrivere qualcosa sul 2012, nel 2012.
Anzi... direi che è come giocare a un partitella di pallone e dare dieci gol di vantaggio al Giàsentito. Puoi tentare di recuperare però poi perdi.
Ecco perché il problema è prima di tutto di storia, di già sentito, di non originale. La profezia che si avvera, proprio per mano di chi l'ha posta, non stupisce, così come non stupisce il modo, bene o male già visto qua o là, già nelle prime paure post-rivoluzione informatica. 

La lettura, per altro, è piuttosto scorrevole e il racconto, alle prime battute, prende bene. Sebastian Shaw, presentatore all'apice della carriera con trasmissione che ha altrettanto successo, finisce per diventare strumento della profezia, e protagonista, suo malgrado, dell'onda che travolgerà tutto. Non si capisce, a dire il vero, perché proprio lui, visto il potere nelle mani di chi ha gestito la cosa, che poteva dargli un benservito e un sostituto senza inventarsi stupri e menate varie, ma è comunque tutto ben retto dalla narrazione iniziale. 
E' la parte centrale, a mio avviso, più debole. Il personaggio di Shaw, parecchio approfondito, risulta poi poco utile alla storia, e gli inserti che descrivono "l'ultimo grido del mondo" sono troppo brevi per essere incisivi. Si leggono e si dimenticano, ricordando a malapena "la cosa della chat" per altro ben resa. Il finale riabilita, mi piace, anche se poi, pensando che l'80% delle persone al mondo non ha nè tv nè cellulare nè accesso a internet, diciamo che più che una fine del mondo è uno spostamento indietro delle lancette, anche se ho apprezzato molto l'occhio esterno del finale.
Quindi la faccio corta: racconto leggibile, non pesante, e con una trama pesata bene e i tempi giusti; ma storia troppo scontata per riuscire a smuovere qualcosa, a graffiare la memoria per più di qualche giorno post lettura. Anche il tentativo - between lines - di stigmatizzare il diffondersi dei media e, soprattutto, di un certo tipo di media e di format (televisivo), c'è, si nota, ma non incide.

Ecco perché, dopo aver finito questo epub, farò due cose.
Andrò a mettere il mio giudizio sul Pub di Pub
e mi scaricherà subito Il terzo giorno, il nuovo lavoro in ePub di Poropat!

11 commenti:

  1. Penso che presto farò anche io una mia rece sul lavoro del Poropaat.
    Ciao.

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  2. Che poi Sebastian Shaw è un cattivo degli x men! ;-)

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  3. C'è anche Emma Frost?

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  4. macchèneso! :)
    io conosco solo logan, di quelli là :D

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  5. Figurati se me la prendo, anzi, ho pensato "finalmente uno che la dice giusta!" Sto racconto è pure un po' una palla secondo me. Era nato per la raccolta 20XII, ideata sul fu-forum, e in origine era pure più pesante di così, con interminabili sequenze oniriche.

    Dissento solo su quella %, in quanto 'sta cosa malefica si diffonde come descritto anche attraverso le radio, quindi ogni strumento atto a diffondere un segnale. E direi che la % del mondo che non è coperta da un segnale radio è davvero bassissima.
    E' lì che si forma la resistenza umana contro i tentacoloni, descritta in 2013 - Il mondo urla ancora ;-)

    @M2: yeah, il nome è ereditato da quel personaggio, infilato a un vecchietto che subisce senza poter reagire la fine del (suo) mondo.

    @marco: no, non c'è :)

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    1. ma guarda, in effetti, per come è impostato, non puoi dare spiegazione tecnica, e la propagazione dell'onda sui pc e sulle tv mi ha fuorviato, anche se comunque restano zone dell'africa e alcuni deserti ancora scevre di vita e di onde radio, ma poche.
      Non capisco allora il perchè della trasmissione televisiva, se il "virus" aveva bisogno di onde radio. Il tizio non poteva banalmente mettersi su una frequenza radio, chiuso in una stanza, che si sarebbe poi propagata in tutto il mondo? No, evidentemente, perché c'era bisogno di un collegamente psichico, oltre che magnetico, ma allora torno scettico sul 100% di share o quasi, nel senso che per quanto tutti vogliano guardare una certa cosa, farlo fare a tutto il mondo la vedo proprio dura. comunque sì, non è che poi ti va di spremerti più di tanto sul lato tecnico ;)

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  6. PS io invece ho aggiunto la recensione all'elenco dei feedback ricevuti dai gentili lettori (http://matteoporopat.com/?page_id=2360).
    Ricordo che tu recensisti altra roba mia, ma credo sul vecchio blog. Esiste ancora?

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    1. è questo, il vecchio blog, non lho mai cambiato ;)

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    2. boh, ricordo che recensisti il padre delle ombre, ma con la ricerca sul sito non lo trovo, magari hai eliminato la rece :!

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    3. il padre delle ombre non mi dice molto
      recensii neve, quello con l'ideogramma in copertina
      ma forse ne parlai in un post misto e senza tag
      mah...
      puoi vivere senza, su :)

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  7. @ Matteo Poropat - "Life is short"? Forse, chissà, non sempre, a volte capita... quel che è certo è che il mondo è piccolo e Doisneau... ho fatto un mix di lettere e punteggi birreggiando gli occhi in quel Pub: non sono un giudicante in nulla e Gelo è scevro da ogni obiezione quando recensisce qui, o altrove, ma... "A kiss" to a cousin che ancora non ho capito se è un ns cugino sulle Rive o... vogliamo dargliela una pacca sulla spalla o forse dovrebbe dartela lui per via che... :)
    Buona domenica ad entrambi.

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