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"Falsa partenza e altri racconti" di Arthur Conan Doyle***

Oggi, proprio oggi, è il compleanno di Arturo Conan Doyle. Anno 1859, per la precisione. 
E mi son detto, ma sì, dai, liquidiamo questo libercolo di racconti d'autore soleventiquattrorici con due parole e poi riponiamo questo numero 50 della serie.
(Tra l'altro, pensavo, potrei fare un post con i primi 50 titoli, avendoli tutti, che magari a qualcuno potrebbe servire...
Anzi, dopo lo faccio).

Ma qui parliamo di Doyle, tralasciando, tanto per cominciare, la copertina insulsa che più insulsa non si può. Cioè, Doyle era medico, i quattro racconti parlano di medici, e che ci mettiamo?
Ma un termometro in un camice no? :)
Vabbè, ma non è dalla coperta che si giudica un letto, e vediamo di dire due parole sui racconti.
Sono quattro, vi dicevo. C'è appunto quello del titolo, e poi altri tre, La maledizione di Eva, La terza generazione, La sposa del fisiologo.
Che dire...
Mah, non sono meraviglie, ma non sono brutti, e comunque non parlano di gialli, indagini e qualunque altra cosa vi venga in mente legata all'idea che Doyle è il papà di Sherlock.
Vengono tutti dalla raccolta della Passigli La lampada rossa, che ha come tema, appunto, la medicina e i medici, in una visione, è chiaro, un po' "antica".
Scontano un po', ma molto poco, perché la scrittura è comunque fresca e rapida, l'essere ottocenteschi (1894) e quindi facenti parte di una parte di carriera relativamente giovane, dell'autore.
Si vede, secondo me, che sta un po' cercando il proprio stile e che non sono sempre incisivi al punto giusto. Nonostante questo non mi sento di bocciarli. In fin dei conti, mentre passeggiavo per il parco moretti cercando tra i sassolini la voglia di andare a lavorare, non mi dispiacevano, e avevano un mood abbastanza quieto, senza stress, anche quando avrebbero potuto averlo.

Prendiamo il primo racconto.
C'è questa figura, Horace Wilkinson, che deve iniziare il lavoro ed è completamente squattrinato. Quello che crede il suo primo cliente si rivelerà tutt'altro che tale. Ci mette buona volontà fino al ridicolo, ma poi, la sfiga, o la dabbenaggine sembrano fregarlo. Ci sono belle descrizioni, sia delle persone sia di certi loro pensieri, e c'è un'ironia che fa davvero sorridere. Soprattutto quando lo spiantato Wilkinson, per un cambio di nome, rischia di essere preso in simpatia da un tizio pieno di soldi... la sua vita cambierà? Non ve lo dico, ma vi dico che il finale non era dei migliori. Quasi frettoloso e sempliciotto. In ogni caso la prima metà racconto è riuscita bene.
Anzi, sentite, facciamo così, vi scanno l'incipit, così vi rendete conto da voi, che è buono, e del clima che c'è nei racconti, sempre piuttosto pacato
«Sono io. Prego, si accomodi»
Il medico, un giovane pallido e nervoso, vestito in modo rigidamente professionale in lunga redingote nera con un colletto bianco che divideva a metà i curatissimi favoriti, si fregò le mani e sorrise. Nell'uomo grossolano e corpulento che gli stava di fronte annusò un paziente, che sarebbe stato il suo primo. Le sue magre risorse cominciavano a scarseggiare, e benché avesse al sicuro, sotto chiave nel cassetto di destra della sua scrivania, il denaro per l'affitto del primo trimestre, cominciava in qualche modo a interrogarsi su come sarebbe riuscito a far fronte alle spese correnti del suo semplicissimo vivere quotidiano. Quindi si inchinò, invitò con un cenno il visitatore a entrare, chiuse la porta d'ingresso in maniera distratta, come se la sua stessa presenza là fosse una circostanza puramente accidentale, e finalmente introdusse il massiccio sconosciuto nello studio sguarnito, dove lo invitò a sedersi. Il dottor Wilkinson si piazzò dietro la sua scrivania e, facendo combaciare le dita delle mani, osservò con un po' di apprensione il suo visitatore.

Anche nel secondo racconto abbiamo un medico, ma qui il protagonista è il marito della paziente. Il focus è la profondità emotiva che una prova come una gravidanza difficile pone, ma vi dirò che non l'ho amato molto, questo brano. C'è, è vero, un non so che di strano, con questo marito - che pare un pochetto idiota - che zompetta per Londra cercando medici, mentre sua moglie sembra stai per tirare le cuoia. Non sono riuscito a trovare ben descritto nessuno dei personaggi, e la storia resta un po' in bilico tra il drammatico e in romantico un po' borderline, ché insomma, mica funziona così, con quella pacatezza e panzerottitudine, se la situazione è grave...

Il terzo racconto comincia bene, con quest'uomo improvvisamente malato che deve sposarsi ma sarebbe la cosa meno opportuna da fare, anche se consigliata dal dottore. Finisce però senza lasciarmi soddisfatto, e vabbè, forse perché come plot, alla fine, era anche il più noiosetto, basandosi su un A va da B, non può fare l'attività K e disperato... non la farà.

L'ultimo racconto, La sposa del fisiologo, invece, anche se si capiva dove volesse andare a parare, è quello che ho preferito. La trama è un po' più complessa e il presonaggio principale, un medico illustre e coi controcazzi, ma estremamente contrario all'irrazionale, a cominciare dall'amore, decide di sposarsi. Anzi, programma di. Programma anche di far sposare il suo allievo migliore con la sorella, ovvio. E mette in atto tutto.
Ovviamente il destino è dietro l'angolo e il finale, qui, l'ho trovato più azzeccato, giusto. E' senza dubbio il racconto più rotondo e ben pesato, e lascia un buon sapore.

Riassumiamo. Niente di straordinario, racconti però onesti, imperfetti ma con certe parti gradevoli e comunque con uno stile a tratti molto elegante, e che ha da insegnare. L'inside maggiore, credo, sia quello di aprire una finestra sull'autore, ponendolo in un campo che non contempla Sherlock Holmes, e questo è un bene. Alla fine, forse, non so se li ricorderò più di tanto, ma nel mentre, non mi sono dispiaciuto.


5 commenti:

  1. Sono d'accordo! Questi raccontini, peraltro, con me hanno avuto il pregio di farmi conoscere Doyle. Mi hanno incuriosito e mi sono comprato Il mastino dei Baskerville. Chissà...

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    1. guarda che caso, ce l'ho anche io sul comodino, comprato proprio perché costava un cazzo ed era famoso e volevo avvicinarmi a doyle :)

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    2. Le stesse, identiche, qualità che ho trovato nel volume acquistato. Compreso il cazzo.
      Mi chiedevo, però: non è che magari prima bisogna iniziare con qualche altro volume?

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    3. Ma no, nella discussione dei 100libri PSF questo era al top assieme a Uno studio in rosso, che forse era il primo o comunque tra i più conosciuti, ma siccome questo ha anche un'anima horror... ;)

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  2. Mi piacerebbe leggere una biografia di questo autore. Aveva una bella personalità, inoltre era appassionata di spiritismo, il che lo rende ancor di piu' un personaggio affascinante.
    Parlando di misteri e racconti intricati, da diverse settimane attraverso la community di consumatori Zzub, sto giocando a questo nuovo contest http://www.misfattoincasafelice.it
    C è un giallo da risolvere: nulla di serioso o impegnativo, il mood è comico e surreale e se poi dimostrate buoni doti investigative, allora partecipate all'estrazione di divani Doimo.

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