Etichette: , , , ,

"Le sorelle - I morti" di James Joyce****

Sono indietro di ben quattro numeri, della raccolta di Racconti d'autore del Sole 24 ore.
Oggi c'erano i tre racconti di Davide Enia, giovane autore poco conosciuto, credo, che vi consiglio di acquistare. Molto belli. Però vediamo di cominciare da quelli che ho lasciato indietro.
Mi sono fermato a Joyce.
Joyce è il numero 48, e i racconti sono due, Le sorelle e I morti, e li vedete già dal titolo. Li avevo già letti.
Li avevo letti perché la scorsa estate ho letto Gente di Dublino, e ve ne parlai già molto bene. Ricordo anche che vi postai un piccolo estratto da I morti. 
Poche chiacchiere, quindi, perché vi dico subito che ho cominciato a rileggerli, mi sono riletto con abbastanza leggerezza il primo, più breve, e che mi ricordavo comunque bene, ma mi sono arenato sul secondo, che intendiamoci, è un bellissimo racconto, ma qui, con questa edizione, non rende allo stesso modo.

Perché? Ma è chiaro, perché. The dubliners è una raccolta di racconti costruita come un concept album, e non ha molto senso, o meglio, ce lo ha ma si va a perdere qualcosa, estrarre da un concept album dei brani - anche molto belli, certo - è sempre un ridurre. 
Mi sono reso conto che, durante la lettura, si era creato un mood, una sommersione, e secondo me molto del bello di quella raccolta era anche in questo. Atmosfera. 
Quindi sì, vi ripeto ciò che vi ho detto nel post su Gente di Dublino, ma se proprio venite a leggere questi due brani, e magari li trovate gradevoli, be', vale la pena di leggersi tutta la raccolta.
Quindi questo post è un non-post, scusatemi. Vi potete leggere il vecchio post, per rimediare, e io posso riporre questo librettino assieme a tutti gli altri, a cuor leggero, anche se non l'ho riletto.

Ah, se volete leggervi in inglese i morti, eccolo qui, e sullo stesso sito trovate anche il resto dei dublinesi. Se volete un pdf in italiano, trovate pure quello.

4 commenti:

  1. E sì che so che tu lo sai, e sì che so che il jazz non è nelle tue corde, e sì che so che The Dubliners non sono poche chiacchiere, e sì che so... mandi + un sorriso appena un po' più bieco da un tizio, assai inquietante, in cima a una collina.

    RispondiElimina
  2. E si che so che tu lo sai, e sì che so che il jazz non è nelle tue corde, e sì che so che The Dubliners non sono "poche chiacchiere", e sì che so... mandi (+) e un sorriso un po' più bieco da un tizio, assai inquitetante, in cima a una collina.

    RispondiElimina
  3. E sì che so che sono un incapace!

    RispondiElimina
  4. Frank! tu sês unic, nuie ce dî!

    RispondiElimina