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"L'uccello Bianco" di Diderot Denis**

C'è un modo carino per dire che ho smesso di leggere questo libro perché era una palla
No, non credo... e in effetti, ero arrivato a pagina 28, più o meno, ero al mare, potevo permettermi ancora mezzora di lettura prima di schiodare il culo dalla sabbia e ritornare, ma veramente mi stavo annoiando. 
E allora mi son detto, Ecchè, se ti stufi, vorrai mica continuare a leggerlo? 
Ma è corto! diceva una vocina...
Ma è un'allegoria! diceva un'altra vocina...
Ma è del XVIII secolo, diceva una terza...
Ma è critico nei confronti della società dell'epoca! Ed è pure un po' sporcaccione, se vai oltre la superficie... dicevano altre vocine.
Okay, va bene, sarà anche tutte queste cose qui, questo libro che parla di uccello, ma a me sta annoiando a morte, e pure voi vocine siete petulanti e cagacazzi, ve ne rendete conto?
E così, indovinate cosa ho fatto? 
Ho messo il libro nel mio nuovo zainetto frigo della Quechua (qualcuno mi dice la pronuncia giusta, please? che mica lho mai capita!) e me ne sono fuggito, con l'idea di non andare avanti.
Adesso, subito, probabilmente me lo porto a letto, questo uccello bianco, (potete fare battute, sì) e provo a leggere qualche altra pagina, ma non lo finirò. E' no-io-so.
C'è la sultana, antipatica e insopportabile, che soffre di insonnia, o comunque ama farsi raccontare da due emiri e due donne  una favola, finché si addormenta.
Ed ecco che come un round robin orientaleggiante si dipana la storia di questo allegorico Uccello Bianco, che via via vive molte avventure, tra damigelle che bellamente fa partorire degli spiritelli lasciandole vergini e via di questo passo. 
Quel che mi perplime, in effetti, era già qualcosa che mi ronzava in testa prima di acquistarlo...
E' così vecchio e fuori di  diritti, questo testo, che quasi mi veniva da ridere a leggere le minacce sui copyright... e quindi, diciamo, mi aspettavo una buona dose di anacronismo e di impegno del lettore per capirlo con i dovuti distinguio.
Epperò non ci sono riuscito. Quindi, sì, è così. Vi sto parlando di questo libro anche se non l'ho nemmeno terninato. D'altro canto non è che mi possono piacere tutti, no?
Domani c'è uno che non conosco, Ernst Junger (l'umlaut sulla u metteteceli voi mentalmente) con il racconto Il tentente Sturm, che conosco ancora meno. Vedremo...

8 commenti:

  1. E hai ragione! Inoltre mica dobbiamo dare gli esami!
    Quando un libro è una palla (ovvio la cosa è soggettiva), lo lascio un po' a decantare sul comodino. Poi, visto che mi dà un senso di colpa, aspetto di affibbiarlo a qualcuno. La gelotteria mi è d'aiuto, ma non riesco a smaltirli tutti, allora li abbandono al "baratto libri usati" sotto casa cercando di pescare in cambio qualcosa che mi alleggerisca l'anima.

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  2. Anch'io sono arrivato più o meno a pagina 30. E sarà la terza volta che lo riprendo per continuare. All'inizio è pure divertente. Ci sono battute che fanno ridere e la sultanina, ironica e irriverente, a me piace! Certo, un po' noiosetto lo è. Ma lo finirò, costi quel che costi. E mi consolo pensando a come potrei consolare la sultanina nelle sue agitate notti insonni...

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  3. Ma avete ragione tutti e due,
    io devo ancora riprovare, ma magari è solo questione di contesto, visto che ero in spiaggia e questa lettura è tutto tranne che da ombrellone :)
    devo ancora riporlo, dai, magari riprovo a finirlo, in effetti, irriverente era irriverente... e poi, con tutto sto parlare di uccello :D

    ah
    Gloria
    Non ho più ritrovato quel libro perso della Munro... accetto volentieri il tuo regalo :D

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  4. okay, restituirò il favore appena mi capita qualcosa di decente per le mani :)

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  5. Pagina 28? Sei un grande. Io ho smesso a pagina 3.
    Donnola

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    1. ahahhaaha
      tu sì che mi dai soddisfazione donnola mia,
      e io che mi sentivo in colpa! :)

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    2. Il tempo è poco, le cose da leggere tante, per cui ho deciso che se un libro è una palla lo chiudo, senza concedere possibilità. Magari mi perdo qualcosa di buono, ma corro il rischio! Per farti un esempio: ieri ho comperato "la modista" di Andrea Vitali, un librone di 400 pagine. Appena finito! Leggere deve essere un piacere, via!Almeno quello.
      Donnola

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