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"Il terzo giorno" di Matteo Poropat (epub)***

Mi dimentico sempre che a leggere in digitale si sta abbastanza poco, a volte.
Non so...
E' da quando ho finito Deinos, che non riprendo in mano il mio povero booken, e sapete perché?
Era sul sedile dietro della mia auto, dove vige l'entropia di un mondo parallelo fatto di elementi permanenti e non che si scambiano i ruoli, e con una brusca frenata è finito a terra.
Sapevo che era lì, ma oggi, complice mezzora di attesa in auto, ho compiuto il grande passo: ho allungato la mano e l'ho preso! E già che c'ero l'ho acceso! Ed avendolo acceso ho detto, leggo qualcosa?
Ho due ebook cominciati, ma li dovrò ricominciare.
Ho L'inferno di Dante, ma non mi andava.
Ho i libri di Silente e Alfredo, ma non mi andava nemmeno quello, che son libri...
E allora? ho niente di corto che si possa leggere in mezzora?

Sì, questo "Il terzo giorno" del buon impaginatore di epub Matteo Poropat
Lo so, lo so... non dovrei dilungarmi e non mi dilungherò.
Un racconto, 14 pagine di cui 12 di racconto, che ho letto, diciamo in poco più di mezzora. E non mi sono dispiaciute... no. 
Ci sono alcuni piccoli refusi (4 o 5 e non me li sono segnati) ma potrebbe essere che la mia copia è vecchia e lo sto dicendo solo a beneficio di Matteo, che passerà sicuramente di qui a leggere quel che dico di lui.

Ed è un racconto suo, questo, suo nel senso di un racconto molto "triestino", perché è proprio lì che può venirti in mente, e puoi temere, quel fenomeno che capita quando la bora, il vento capace di arricciare il pelo ai lombrichi, soffia assieme al freddo, al gelo e, in generale, all'inverno, accompagnandolo. Non è piacevole, no.
E se sei vecchio, o debole, lo è ancora meno. 
Devi startene chiuso in casa... a meno che... A meno che non ci sia qualcosa di ancestrale, di primitivo, un mostruoso destino che ti viene a cercare, una vita intera dopo la tua infanzia, per chiudere i conti, per far quadrare il bilancio vita-morte che equilibri antichi possiedono e non vogliono lasciare inconclusi.
E così ne esce un racconto rapido, rapidissimo, con Michele, ottantacinquenne, che scappa, in mezzo alla bora, perché sa, lui e solo lui sa, che sta arrivando qualcosa, e deve mettersi in salvo, e mettere in salvo. E noi leggendo, scappiamo con lui, con la sua narrazione in prima persona inframmezzata da un ricordo antico, che spiega i suoi timori, che non sono certo legati solo al maltempo...
Chi sarà questo gigante che soffia e ulula in lontananza?
Lo scoprite leggendo... tanto questo è un raccontino breve, e non è come la bora cattiva, quella nera, che dura - dicono - tre giorni
Un difetto, se lo devo dire, qualche similitudine troppo ravvicinata, ma non disturbano.

E adesso, mentre io vado a mettere i voti al Pub, e sposto questo ebook dalla cartellina dei "da leggere" a quella dei "letti" dove si dorme di più, voi potete anche farmi il favore di diventare fan della pagina del Pub di Pub, dove potrete trovare un sacco d'altre indicazioni di roba da leggere come questa, senza pretese, forse, ma almeno non brutta, ideale per una letturina veloce e autoconclusiva.

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